Qui pubblico un articolo da ecoblog, per la salvaguardia delle galline, e la nuova iniziativa della coop per l'eliminazione delle uova da galline di allevamento
http://www.ecoblog.it/post/11365/la-coop-vieta-la-vendita-delle-uova-di-batteria?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
La Coop vieta la vendita delle uova di batteria
pubblicato: giovedì 21 ottobre 2010 da alessandra
Dai primi di ottobre sugli scaffali degli oltre 1400 punti vendita della Coop è possibile trovare solo uova di galline allevate a terra, all’aperto o biologiche. Vietate quelle di batteria. E saranno (parzialmente) “salve” ben 1.5 milioni di ovaiole. Per il suo sforzo, inoltre, la nota catena di distribuzione si è recentemente aggiudicata il premio “Good Egg” assegnatole dall’organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento “Compassion in World Farming”. Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, ha così commentato:
Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale.
La decisione presa dalla nota catena di distribuzione, in realtà, anticipa soltanto l’entrata di un vigore di una direttiva europea già esistente e che promette di consegnare, dal primo gennaio 2012, condizione di vita (un pò) più dignitose alle galline. Ma la strada, in tal senso, è ancora molto lunga. L’allevamento di batteria, infatti, com’è noto, è un abominio documentato da più di una fonte che costringe le produttrici di uova ad essere “instancabili” in gabbiette anguste non più grandi di un normale foglio di carta, provocando lesioni e profonde lacerazioni alle zampette delle stesse private persino di una “comoda” base di appoggio e della luce naturale… Eppure, l’allevamento a terra non migliora così tanto la situazione sebbene non vengono toccati tali eccessi… La soluzione migliore,pertanto, e l’unica relamente perseguibile è la scelta dei consumatori verso prodotti di origine animale provenienti esclusivamente da allevamenti biologici regolarmente certificati.
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domenica 24 ottobre 2010
mercoledì 20 ottobre 2010
Viva l'amore
Questo è invece l'articolo di repubblica salute sugli effetti benefici delle cotte.http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/10/13/news/l_amore_funziona_da_analgesico-8023715/
soluzione bio per pulizia lenti a contatto
Da Repubblica salute un sunto per chi usa lenti a contatto.
E' stato messo a punto un nuovo prodotto che è corrisponde al ph della nostra lacrimazione per pulire le lenti a contatto per cui si evita il rigetto che si potrebbe creare con l'uso delle lenti. Il prodotto è stato messo in commercio ad un prezzo leggermente superiore a quello attialmente in circolazione, ma la spesa vale l'impresa. La soluzione va applicata direttamente sulle lenti e non sull'occhio e ripropone la situazione fisiologica del film lacrimale, in quanto all'interno si rova un lubrificante naturale (lo ialorunato che sta nelle lacrime, nel corpo vitreo e nell'epitelio congiunturale) migliorando la situazione di confort per tutto il giorno. Infine preserva lo stato naturale di proteine lacrimali, mantenendo intatte le naturali funzioni dell'occhio.
E' stato messo a punto un nuovo prodotto che è corrisponde al ph della nostra lacrimazione per pulire le lenti a contatto per cui si evita il rigetto che si potrebbe creare con l'uso delle lenti. Il prodotto è stato messo in commercio ad un prezzo leggermente superiore a quello attialmente in circolazione, ma la spesa vale l'impresa. La soluzione va applicata direttamente sulle lenti e non sull'occhio e ripropone la situazione fisiologica del film lacrimale, in quanto all'interno si rova un lubrificante naturale (lo ialorunato che sta nelle lacrime, nel corpo vitreo e nell'epitelio congiunturale) migliorando la situazione di confort per tutto il giorno. Infine preserva lo stato naturale di proteine lacrimali, mantenendo intatte le naturali funzioni dell'occhio.
sabato 2 ottobre 2010
settimana vegetariana
Dal 1° al 7 Ottobre è stata indetta la settimana vegetariana. Trasmetto qui il link di ecoblog con tantissime iniziative e ricette vegane utili per seguire una dieta vegetariana ma ricca di proteine vegetali.
http://www.ecoblog.it/post/11249/1-7-ottobre-2010-settimana-vegetariana-mondiale?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
http://www.ecoblog.it/post/11249/1-7-ottobre-2010-settimana-vegetariana-mondiale?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
giovedì 30 settembre 2010
Anche Udine avrà i suoi “orti urbani” | Udinè
Spero che queso sogno si possa realizzare anche a Cerveteri. Come associazione è più di un anno che abbiamo presentato il progetto, abbiamo studiato le leggi regionali per trovare i finanziamenti, ma qui la politica è dormiente. Ora con la Consulta delle associazioni forse uno spiraglio si è aperto. Speriamo bene, anche se la cosa non sarà immediata, ma almeno che si muova qualcosa.
Anche Udine avrà i suoi “orti urbani” Udinè
Anche Udine avrà i suoi “orti urbani” Udinè
venerdì 24 settembre 2010
recupero lampade a risparmio con guadagno
Questo è stato divulgato da http://www.ecoblog.it/
Bulb Box: all'Ikea ricicli una lampadina a risparmio energetico e te ne danno tre
Le lampadine a risparmio energetico sono molto verdi quando le usi ma molto poco verdi quando le devi smaltire: contengono più di un veleno, compreso il mercurio, e per questo sono classificati come i rifiuti elettronici (normativa Raee).
E’ per questo decisamente buona l’idea della Bulb Box, cioè una scatola che ti porti a casa e poi, quando l’hai riempita di lampadine a risparmio energetico che non funzionano più, la riporti e te ne danno tre omaggio. Tutto questo grazie ad un accordo tra Ikea, Wwf Italia e il consorzio Raee Ecolight. Al Wwf, tra l’altro, per ogni scatola riportata va un euro di contributo.
Ovviamente la scatola la trovi, e la devi riportare, da Ikea. Probabilmente è l’unica pecca dell’iniziativa visto che i negozi Ikea in Italia sono meno di venti. Se però nessun’altra catena commerciale ha avuto questa sensibilità non ci possiamo fare molto.
L’obiettivo è raccogliere almeno la metà delle scatole che sono in distribuzione. Che significa, riciclare oltre 100mila lampadine evitando così la dispersione nell’ambiente di una quota significativa di sostanze inquinanti pericolose come mercurio e polveri fluorescenti, ma anche permettendo il recupero di quasi 7 tonnellate di vetro
E, sull’inquinamento derivante dall’incorretto smaltimento di questi apparecchi Giancarlo Dezio, direttore generale del Consorzio Ecolight, aggiunge:
Contrariamente alle tradizionali lampadine a incandescenza quelle a risparmio energetico devono essere trattate con attenzione: per il loro contenuto di mercurio -in media ne hanno un milligrammo, ma tanto basta a contaminare 4mila litri d’acqua-, sono classificate come rifiuti pericolosi
Considerando che le vecchie lampadine a incandescenza sono ormai in estinzione forzata per legge, ben vengano altre iniziative come la Bulb Box di Ikea&Co.
Bulb Box: all'Ikea ricicli una lampadina a risparmio energetico e te ne danno tre
Le lampadine a risparmio energetico sono molto verdi quando le usi ma molto poco verdi quando le devi smaltire: contengono più di un veleno, compreso il mercurio, e per questo sono classificati come i rifiuti elettronici (normativa Raee).
E’ per questo decisamente buona l’idea della Bulb Box, cioè una scatola che ti porti a casa e poi, quando l’hai riempita di lampadine a risparmio energetico che non funzionano più, la riporti e te ne danno tre omaggio. Tutto questo grazie ad un accordo tra Ikea, Wwf Italia e il consorzio Raee Ecolight. Al Wwf, tra l’altro, per ogni scatola riportata va un euro di contributo.
Ovviamente la scatola la trovi, e la devi riportare, da Ikea. Probabilmente è l’unica pecca dell’iniziativa visto che i negozi Ikea in Italia sono meno di venti. Se però nessun’altra catena commerciale ha avuto questa sensibilità non ci possiamo fare molto.
L’obiettivo è raccogliere almeno la metà delle scatole che sono in distribuzione. Che significa, riciclare oltre 100mila lampadine evitando così la dispersione nell’ambiente di una quota significativa di sostanze inquinanti pericolose come mercurio e polveri fluorescenti, ma anche permettendo il recupero di quasi 7 tonnellate di vetro
E, sull’inquinamento derivante dall’incorretto smaltimento di questi apparecchi Giancarlo Dezio, direttore generale del Consorzio Ecolight, aggiunge:
Contrariamente alle tradizionali lampadine a incandescenza quelle a risparmio energetico devono essere trattate con attenzione: per il loro contenuto di mercurio -in media ne hanno un milligrammo, ma tanto basta a contaminare 4mila litri d’acqua-, sono classificate come rifiuti pericolosi
Considerando che le vecchie lampadine a incandescenza sono ormai in estinzione forzata per legge, ben vengano altre iniziative come la Bulb Box di Ikea&Co.
domenica 19 settembre 2010
Ho visto Nina volare!
Si proprio Nina!
Sono andata a visitare il Centro Volo Rapaci, che si trova vicino a Cerveteri, e precisamente quasi a Trevignano, sul lago di Bracciano. Era tanto che volevo rivedere i rapaci. Sono degli uccelli bellissimi, che avevo già visto parecchi anni fa al momento della migrazione quando passano (provenienti dall'Africa) lo stretto di Messina per dirigersi poi al nord. La migrazione avviene in primavera, inizia alla fine di Aprile e prosegue per tutto il mese di Maggio; il periodo dove passano più numerosi è la prima decade di Maggio.
Andai a vedere i rapaci con mia figlia che stava facendo la tesi relativa a questo argomento. Eravamo al seguito della Lipu, in difesa di questi esseri meravigliosi, perché esiste un concetto in Sicilia ed in Calabria, per cui gli uomini sono considerati tali solo se hanno abbattuto un rapace e poi impagliato. Questa usanza barbara non so se esista ancora, ma quando andava mia figlia, per quanto ci fossero associazioni culturali, Guardia Forestale e Guardia di Finanza, a protezione, venivano uccisi tantissimi rapaci, e i rappresentanti delle associazioni erano soggetti a minacce molto pesanti.Mi è capitato anche, al ritorno a Roma, di portare in uno scatolone, un bellissimo esemplare ferito di aquila, per poterlo curare presso il centro esistente nel Lazio. Ed allora ho visto da vicinissimo quegli occhi bellissimi, che mi guardavano tra lo spavaldo ed il terrorizzato.
Oggi al Centro ho rivisto questi esemplari, e ad ognuno di loro era stato dato un nome. Certo sono esemplari nati e vissuti in cattività, ma hanno sempre il loro splendore. E poi il direttore del centro ci ha illustrato le caratteristiche dei rapaci sia diurni che notturni, uno per uno secondo la loro specie.
Un'esperienza bellissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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