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venerdì 4 luglio 2014

Agente speciale acting

Sono stata coinvolta nel progetto acting, di Fondazione Mondo Digitale, sempre per facilitare l'apprendimento dell'informatizzazione per le persone anziane.
Ecco qui l'articolo con qualche foto del corso che abbiamo fatto la scorsa settimana. Peccato che io abbia potuto partecipare solo il sabato, comunque è stato interessantissimo:

Verso l’autonomia

Workshop-Agenti-sociali-Acting-28.JPG
Dal citofono allo smartphone: il ruolo degli agenti sociali con il progetto Acting.

Due giorni di formazione intensiva (27 e 28 giugno), presso laPalestra dell’Innovazione a via del Quadraro, hanno permesso di approfondire il ruolo degli agenti sociali per l’invecchiamento attivo in diversi contesti, da centri diurni per anziani fragili alle associazioni di categoria. La formazione è stata tenuta da Cecilia Stajano, referente nazionale per il progetto ACTing – Active Ageing through Information & CommunicationTechnologies, che ha completato il suo training professionale a Madrid, pressoFundetec.
I primi agenti sociali che si stanno formando con la metodologia del progetto Acting: Social Agents Promoting Active Ageing through ICT hanno profili ed esperienze professionali molto diverse, ma tutti hanno in comune l’attitudine al ruolo di “facilitatore” con le nuove tecnologie. Spesso sono agenti speciali inconsapevoli che grazie al progetto avranno la possibilità di affinare competenze e strategie. 
Goffredo, 64 anni, ingegnere elettronico in pensione, ha messo le sue competenze a disposizione di una associazione locale Pro Olgiata e insegna pc agli anziani anche a domicilio. Convinto che Internet possa rivelarsi una risorsa strategica per la terza età progetta di organizzare corsi per spiegare l’uso della Rete agli over 60. Floriana è docente di inglese presso il liceo Democrito di Roma e da alcuni anni ha scelto di dedicare il suo tempo libero all’alfabetizzazione digitale della terza età come “volontaria della conoscenza”. Altra “volontaria” è Anna Maria, tutor alla pari presso il centro anziani di via Marvasi, testimone dello spot La conoscenza è una ricchezza, condividila!
Silvia Jessica, entrambe under 30, si occupano di anziani fragili per l’associazione Alberto Sordi.Francesco, classe ’47, continua a insegnare informatica presso il CTP Nelson Mandela ad alunni dai 16 agli 80 anni, italiani e stranieri. Giulia Claudio, entrambi over 60, rappresentano due esperienze diverse dell’associazionismo per la terza età, Spi-Cgil e Auser. Ha una vasta esperienza in assistenza domiciliare Francesca Squarcialupi, assistente sociale presso il IX Municipio. Gabriella, matematica classe ’42, è presidente della Federazione italiana laureate diplomate istituti superiori (Fildis), che aderisce alla International Federation of University Women. Altra competenza preziosa è quella diMarcello, classe 1950, esperto in Ict Security.




intervista ad un volontario della conoscenza

Ancora l'eco di quella bellissima manifestazione a Roma per la premiazione dei volontari della conoscenza che hanno coadiuvato per il progetto "Nonni su internet"

Da gioco a passione

Vassilis-volontario-conoscenza.jpg
Alla scoperta dei volontari della conoscenza. Volti di tutte le età e nazionalità.

Vassilis Barkas ha frequentato l'Istituto comprensivo Marina di Cerveteri, guidato dalla dirigente scolastica Maria Vitoria Serru. Con il progetto Nonni su Internet, coordinato dai docenti Martano De Mari, ha insegnato il computer e Internet agli anziani del territorio.
Nel video Vassilis racconta come l’esperienza, nata quasi per gioco, si sia trasformata presto in passione e confessa come sia rimasto stupito dall’interesse dei nonni per le nuove tecnologie.


Volontari della conoscenza: Vassilis

sabato 31 maggio 2014

NONNI SU INTERNET

Il 23 Maggio alla Protomoteca del Campidoglio a Roma, si è svolta una manifestazione organizzata dalla Fondazione Mondo Digitale, per premiare i migliori partecipanti, sia come tutor (ragazzi) che come insegnanti e come volontari per il programma "Volontari delle conoscenza" abbinato al progetto "Nonni su internet".
Partecipavano alla manifestazione scuole, volontari e nonni provenienti da tutta Italia.
Il corso "Nonni su internet" è strutturato in modo da permettere alle persone anziane di avvicinarsi al mondo digitale, onde ridurre il divario di preparazione e non essere emarginati da una società sempre più informatizzata.
I nonni sono seguiti da insegnanti della scuola, ed affiancati nell'apprendimento ognuno da un tutor (cioè un ragazzo della scuola stessa) che con questa esperienza ha la possibilità di acquisire crediti formativi.
Così questa esperienza ha una duplice valenza, sia per gli alunni (nonni) che per i tutor (ragazzi)
E la bontà del progetto si può verificare con la preparazione dei nonni, che una volta finito il corso sono tutti capaci di usare il computer, entrare in internet, ed usare i social network.

Noi dell'Auser, a Cerveteri eravamo presenti alla manifestazione in quanto quest'anno siamo riusciti ad applicare il progetto con il fattivo aiuto della dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo Marina di Cerveteri, Prof.ssa Maria Vittoria Serru.
La soddisfazione più grande è stata la mia classificazione al 3° posto come miglior volontario della conoscenza, perchè l'attestato era per me, ma il riconoscimento si intendeva rivolto a tutti i partecipanti  al progetto.
Ecco alcune voci del nostro corso:

Vassilis, un ragazzo tutor, tra l'altro intervistato dall'ufficio stampa della manifestazione, ha dichiarato che  oltre alla felicità di essere stato di aiuto ad un nonno, è stato entusiasta perchè ha potuto mettersi dall'altra parte della cattedra e capire così il grande e difficile lavoro che fanno gli insegnanti;

Liliana, una nonna, si è dichiarata entusiasta perchè si è sentita più giovane ed utile;

Per Maria l'esperienza è stata utile per la comunicazione in generale e per il rapporto con i giovani.

Anna è felice perchè con l'aiuto dei giovani è finalmente riuscita ad imparare;

Poi Tina ha dichiarato:" è' stata un esperienza bellissima, sia perchè ho imparato a scrivere al pc e poi stare in contatto con questi ragazzi che con pazienza e bravura ci hanno aiutato a scoprire un nuovo modo di comunicare"

E poi riporto due commenti significatii raccolti dalla sala stampa della manifestazione:

Luciano, apparentemente più piccolo dei suoi 12 anni, che con lo sguardo furbo annuncia la sua scoperta medico-scientifica tutt’altro che banale “ho notato che usare il mouse e la tastiera fa bene a chi ha l’artrosi alle mani - esclama sorridente - le prime volte la nonnetta che seguivo non riusciva a fare il “doppio clic” con il mouse, dopo una ventina di ore di corso invece faceva tutto da sola"

Cristina,18 anni, studentessa dell’ istituto tecnico Castigliano di Asti- a comunicare con assertività. E ad ascoltare. Perché se è vero che noi abbiamo insegnato ai nostri nonni il computer, loro sanno insegnarti la vita. La vita: quella cosa che non basta un clic per cambiare in meglio".

Insomma un progetto meraviglioso!!!


 Questo è Vassilis!
 In questa fot il nostro gruppo; peccato che si vede solo il viso della dirigente scolastica.Manca nel gruppo Antonio che faceva la foto:

In questa foto la dirigente scolastica e la vicaria


martedì 8 ottobre 2013

Nonni su internet

In questo mondo completamente informatizzato, i nonni talvolta sono esclusi. Eppure è diventato quasi indispensabile saper usare il computer, perchè ora le banche, per farti risparmiare, chiedono l'utilizzo di inernet. E che ne pensate dell'INPS che non manda più i modelli CUD perchè si possono estrapolare comodamente da casa? E così le persone che non sanno usare il computer devono rivolgersi o alle strutture pubbliche (i CAAF o gli uffici postali) pagando qualcosa, oppure i più ingenui vanno dai commercialisti e spendono qualcosa di più. Comunque sempre a pagamento.
Allora cerchiamo di difenderci, ed i più fortunati di difendere i meno fortunati. E così si possono fare i corsi di computer, più o meno costosi. Ma non tutti hanno le possibilità economiche.
Per ovviare a tutto questo ed agevolare le persone anziane qui a Cerveteri   come Auser siamo stati contattati dall'Istituto Comprensivo di Marina di Cerveteri e ben contenti abbiamo aderito all'iniziativa (tra l'altro esiste un accordo tra l'Auser e la Fondazione Mondo Digitale in tal senso) e così abbiamo già più di 30 persone che si sono prenotate. Si tratta di partecipare a corsi di 15 lezioni, tenute da due professori, e ogni persona anziana avrà il supporto di un tutor, che sarà un ragazzo della scuola media.
Il progetto, oltre ad insegnare l'uso del compter, serve così anche a far avvicinare culturalmente i ragazzi alle persone anziane.
Oggi c'è stata la presentazione del corso, con l'utilizzo del compter per creare l'indirizzo mail, e con l'occasione tutti i partecipanti hanno compilato il questionario per apportare eventuali modifiche alla parte seconda della costituzione.
Che dire? C'è stato un entusiasmo generale sia dei docenti, del Dirigente scolastico che di tutti i partecipanti, sia nonni che ragazzi. Le foto non sono il massimo però rendono l'idea. Alcune erano troppo mosse e non le ho potute mettere.
A presto partirà il corso.
 



 

mercoledì 25 settembre 2013

Alberinversi

Rieccomi finalmentte. Con l'altra associazione, per la quale dò parecchio del mio tempo, essendo rivolta alle persone anziane che potrebbero cadere in depressione per la solitudine. E allora organizziamo tantissime cose e rendiamo attivi quelli che vogliono partecipare. E' l'associazione Auser, e la sede a Cerveteri è una cellula di quella di Civitavecchia.
Ora per sabato prossimo, in occasione della giornata europea del patrimonio, e per il progetto "100thousand poets for change 2013" siamo stati coinvolti nell'organizzazione, dato il nostro successo ottenuto per la giornata degli aquiloni (che si ripeterà sempre il 25 Aprile il prossimo anno), della manifestazione  "Come giacinti" passeggiata naturalistica-poetica nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri.
Si tratta di un percorso nella necropoli, accompagnati da uno storico degli alberi, che ci illustrerà alcuni esemplari secolari esistenti, con 9 tappe, e ad ogni tappa sarà declamata una poesia, alcune dentro i tumuli, altre all'aperto. Ci sarà anche un piccolo rinfresco  per creare un momento di inervallo.
La cosa è piacevolissima e spero proprio che ci sia tantissima partecipazione, a parte alcune personalità politiche che sono state invitate e ai vari nostri amici.




sabato 27 aprile 2013

Riutilizzo di un ombrello rotto

Ecco a voi la mia nuova borsa per la spesa, o per qualsiasi altro uso, fatta con il tessuto di un ombrello rotto. Ho smontato tutti i tringoli, e poi li ho cuciti insieme ma mettendoli uno in un verso, uno in un altro. Ho lasciato due spicchi per fare le maniglie, ed ho utilizzato l'immagine di un gatto che stava in un altro ombrello. Ora devo mettere solo un cordoncino dentro per chiuderla.

mercoledì 16 marzo 2011

Cortisone naturale


http://ecogreentips.org/2011/03/16/greentips-consigli-verdi-il-cortisone-naturale/


Un eczema è per definizione una reazione dermica infiammatoria (dermatite) pruriginosa e non contagiosa. Il termine deriva dal greco ἔκζεμα: gonfiarsi. La patologia ha una patogenesi a carattere immunitario-irritativo. (Fonte wikipedia).


GLi eczemi colpiscono almeno il 30% della popolazione e la maggior parte delle infiammazioni da eczema hanno una causa genetica o acquisita e vengono trattate solo topicamente, non essendoci altre cure efficaci. Di solito il medico curante consiglia di applicare delle creme cortisoniche per uso topico. Uno degli effetti del cortisone sull’organismo, potenzialmente dannoso per certi aspetti, è di deprimere il sistema immunitario; ciò spiegherebbe l’evidente correlazione tra uno stress elevato e numerose malattie (Fonte wikipedia). Per questo è fondamentale che il cortisone venga usato solo dopo il consiglio del medico e solo per periodi limitati nel tempo.
Quello che tutti non sanno è che esiste un modo naturale per ottenere effetti simili. Il cardiospermum halicacabum è una pianta della famiglia delle Saponiere (cioè, i suoi frutti, se messi in acqua, producono schiuma) e produce piccoli fiori banchi. I semi, della grossezza dei grani di pepe dal colore marrone scuro, hanno un interno bianco chiamato cardiospermum; l’appellativo halicacabum è iunvece riferito alla forma dei frutti e deriva dal greco e significabarile di sale.
Si è dimostrato che l’estratto della pianta ha un’azione antinfiammatoria, antiallergica e allieva il prurito; riduce i mediatori infiammatori cutanei, inibendo la liberazione di TNF-alfa e di ossido nitrico da parte di macrofagi e di cellule mononucleate umane dopo una stimolazione pro-infiammatoria. L’effetto, come detto, è simile a quello cortisonico, però senza i potenziali effetti collaterali del cortisone.

Gli effetti cortisonici di questa pianta furono scoperti negli anni ’70 del secolo scorso dal dottor Schwabe, in Africa Centrale. Dopo averne studiato gli effetti e le modalità di impego, furono eseguiti 140 studi medici in diversi Paesi (Germania, Austria, Belgio, Spagna e Olanda). I trials coinvolsero 883 persone, di età comprese tra 1 e 91 anni, a cui si applicarono le due preparazioni più comuni a base di cariospermum halicacabum (una normale e una più grassa, contenente lanolina,per le pelli più sensibili). Dopo quattro settimane di studi, i pazienti che si erano sottoposti alla cura mostravano netti segnid i miglioramento e addirittura 4 su 5 erano guariti. Gli ottimi risultati non erano visibili solo a livello topico, ma anche i sintomi più acuti o cronici presentavano una evidente guarigione in più dell’80% dei casi. Gli eccellenti risultati hanno dato il via alla commercializzazione del preparato, con il nome di Halicar.

Le piante ci offrono molto spesso delle valide alternative per curare i sintomi più evidenti di lievi disturbi. E allora perchè non provarci, senza continuare ad avvelenare il nostro corpo (e il nostro Ambiente) con preparazioni di origine chimica?

Un eczema è per definizione una reazione dermica infiammatoria (dermatite) pruriginosa e non contagiosa. Il termine deriva dal greco ἔκζεμα: gonfiarsi. La patologia ha una patogenesi a carattere immunitario-irritativo. (Fonte wikipedia).


 GLi eczemi colpiscono almeno il 30% della popolazione e la maggior parte delle infiammazioni da eczema hanno una causa genetica o acquisita e vengono trattate solo topicamente, non essendoci altre cure efficaci. Di solito il medico curante consiglia di applicare delle creme cortisoniche per uso topico. Uno degli effetti del cortisone sull’organismo, potenzialmente dannoso per certi aspetti, è di deprimere il sistema immunitario; ciò spiegherebbe l’evidente correlazione tra uno stress elevato e numerose malattie (Fonte wikipedia). Per questo è fondamentale che il cortisone venga usato solo dopo il consiglio del medico e solo per periodi limitati nel tempo.

Quello che tutti non sanno è che esiste un modo naturale per ottenere effetti simili. Il cardiospermum halicacabum è una pianta della famiglia delle Saponiere (cioè, i suoi frutti, se messi in acqua, producono schiuma) e produce piccoli fiori banchi. I semi, della grossezza dei grani di pepe dal colore marrone scuro, hanno un interno bianco chiamato cardiospermum; l’appellativo halicacabum è iunvece riferito alla forma dei frutti e deriva dal greco e significabarile di sale.

Si è dimostrato che l’estratto della pianta ha un’azione antinfiammatoria, antiallergica e allieva il prurito; riduce i mediatori infiammatori cutanei, inibendo la liberazione di TNF-alfa e di ossido nitrico da parte di macrofagi e di cellule mononucleate umane dopo una stimolazione pro-infiammatoria. L’effetto, come detto, è simile a quello cortisonico, però senza i potenziali effetti collaterali del cortisone.

Gli effetti cortisonici di questa pianta furono scoperti negli anni ’70 del secolo scorso dal dottor Schwabe, in Africa Centrale. Dopo averne studiato gli effetti e le modalità di impego, furono eseguiti 140 studi medici in diversi Paesi (Germania, Austria, Belgio, Spagna e Olanda). I trials coinvolsero 883 persone, di età comprese tra 1 e 91 anni, a cui si applicarono le due preparazioni più comuni a base di cariospermum halicacabum (una normale e una più grassa, contenente lanolina,per le pelli più sensibili). Dopo quattro settimane di studi, i pazienti che si erano sottoposti alla cura mostravano netti segnid i miglioramento e addirittura 4 su 5 erano guariti. Gli ottimi risultati non erano visibili solo a livello topico, ma anche i sintomi più acuti o cronici presentavano una evidente guarigione in più dell’80% dei casi. Gli eccellenti risultati hanno dato il via alla commercializzazione del preparato, con il nome di Halicar.

Le piante ci offrono molto spesso delle valide alternative per curare i sintomi più evidenti di lievi disturbi. E allora perchè non provarci, senza continuare ad avvelenare il nostro corpo (e il nostro Ambiente) con preparazioni di origine chimica?

Mi dispiace di non essere riuscita ad inserire le foto che illustravano quanto descritto, e mi scuso per la mia ignoranza telematica.



martedì 15 marzo 2011

Bambini vegetariani



Dal sito Promiseland
I bambini vegetariani si ammalano meno degli altri

È vero che per la crescita è indispensabile mangiare carne?

Gli anziani delle generazioni nate negli anni ’20 e ’30, memori dei tempi in cui anche mangiare un uovo era un privilegio, vorrebbero che sul piatto dei propri nipoti ci fosse tutti i giorni una fettina.

I loro figli, cresciuti nell’abbondanza, sono molto più propensi a fare dei distinguo e sono sempre più sospettosi nei confronti della carne, che ormai da tempo viene collocata nella parte più stretta della “piramide alimentare”, quella del minor consumo necessario.

Molti di loro – 7 milioni, pari al 12 per cento dell’intera popolazione – sono vegetariani, cioè non mangiano carne di alcun tipo. Di questi, un decimo è vegano, ovvero non mangia alcun cibo di origine animale, come latte, formaggi e uova.

Le motivazioni alla base della scelta vegetariana sono le più varie. Le principali sono quella etica (è crudele allevare animali in condizioni di estrema sofferenza); quella igienica (astenersi dalla carne riduce il rischio di diverse malattie croniche) e quella ambientale (a parità di calorie, alimentarsi con carne comporta un consumo di risorse naturali molto maggiore). Per alcuni c’è anche la motivazione religiosa.

Per quanto riguarda i bambini, capita di frequente che i genitori vegetariani impongano loro la medesima dieta. Ma uno studio condotto dalla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (Ssnv) ha dimostrato che una dieta alimentare di tipo vegetariano non risulta dannosa per i bambini, purché ben pianificata da pediatri esperti.

Nello studio erano stati coinvolti 95 bambini tra il primo e il secondo anno di vita, nutriti con un regime alimentare esclusivamente vegetariano e, per il 10 per cento di loro, vegano. Tale regime alimentare non era però gestito da un pediatra. Ciò nonostante, tutti i bambini vegetariani osservati presentavano una crescita normale, salvo pochi casi di alterazioni del ferro e della vitamina B12, “in linea comunque col tipo di alimentazione comune in Italia”, secondo il presidente della Ssnv, Leonardo Pinelli, che ha pure aggiunto:

”In precedenti studi, si è visto addirittura che, seguendo un menù vegetariano, i bambini si ammalavano meno all’asilo: i bimbi vegetariani hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, i quali seguono un’alimentazione che favorisce una risposta infiammatoria più forte”.

La conclusione del pediatra è che “anche in età pediatrica, una dieta alimentare di tipo vegetariano non fa male. Dunque è necessario che i pediatri di famiglia non solo non ostacolino la scelta vegetariana da parte dei genitori, ma raggiungano con il tempo un livello di formazione tale da poter supportare le famiglie, senza costringerle a un pericoloso fai da te”.

sabato 12 marzo 2011

Buste di plastica

Oggi in fila al supermercato ho fatto un sondaggio personale su quante persone avessero portato con sè la propria sporta, onde evitare di acquistare buste di platica.
Eravamo tantissimi alle casse, nella mia fila davani a me erano otto persone, e le altre casse non erano da meno.
Ebbene, nella mia fila eravamo solo in tre ad avere la propria sporta, nelle altre il conteggio non era da meno.
Non c'è niente da fare, è ancora difficile accettare di non prendere la busta che ti offre (a pagamento) il negoziante. E' troppo difficile forse ricordarsi di portare una piccola borsa nella propria borsetta? O è solo questione di pigrizia? Perso che la risposta sia più appropriata alla seconda domanda.
Comunque anche i commercianti non fanno niente per evitare l'uso della borsa di plastica, forse perchè dalla vendita dello shiopperbag hanno un piccolo introito, per cui è solo una questione di bussiness.
Eppure ci sono tantissime pubblicazioni che evidenziano quanto sia inqinante la plastica, danneggiando l'ambiente in cui viviamo,e quindi creando conseguentemente danni anche alla nostra salute.

martedì 15 febbraio 2011

Alimentazione e infanzia

Sinceramene non mi ricordo da dove ho letto e ripreso questo articolo, veramente interessante:

Bambini in salute: l’alimentazione nell’infanzia



I bambini, si sa, sono “clienti” difficili ed esigenti. La maggior parte dei cibi sani e consigliabili non trova gradimento nel loro palato. Ci sono, però, tanti trucchi per contrastare le cattive abitudini e radicare in loro sane abitudini di vita. Il cancro è una patologia strettamente legata al cibo: mangiare correttamente sin da piccoli è il miglior investimento per la salute.


Le preferenze alimentari e l’abitudine a un regolare esercizio fisico si consolidano nei primi anni di vita. Per questo è molto importante insegnare ai più piccoli ad alimentarsi correttamente e invitarli a praticare sport nella giusta quantità.






Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che oltre il 30 per cento dei tumori è associato al tipo di alimentazione seguita e che un consumo di cibi sani fin dalla più giovane età si accompagna a una più bassa incidenza di tumori.






Questo dato è stato confermato anche da un grande studio epidemiologico europeo, lo studio EPIC, al quale anche AIRC ha contribuito.






L’elemento determinante, secondo lo studio EPIC, è l’elevato consumo di vegetali fin dalla più tenera infanzia, a fronte di un apporto contenuto di proteine di origine animale.


QUESTIONE DI PROPORZIONI


Perché i più piccoli siano sempre svegli e pieni di energie è necessario che l’apporto calorico segua lo schema rappresentato qui sotto.






L’importanza reciproca di pranzo e cena è, purtroppo, spesso invertita: i bambini che mangiano nelle mense scolastiche tendono a non consumare l’intero pasto (spesso perché non gradito), mentre i genitori che lavorano riservano alla sera il menù più completo, favorendo così l’aumento di peso. Durante la notte, infatti, il bambino non ha modo di smaltire le calorie in eccesso.










LA COLAZIONE È UNA COSA SERIA


La colazione del mattino, spesso sottovalutata in Italia, è molto importante perché al risveglio, dopo una media di 10 ore di digiuno, l’organismo ha bisogno di “carburante” per ripartire.






Per fare una buona colazione, l’elemento chiave è il tempo. Alzarsi dieci minuti prima per sedersi a tavola è una strategia vincente: non solo si dà al bambino il tempo di svegliarsi con calma e di sentire gli effetti del digiuno notturno, ma si incentiva un inizio della giornata non troppo frenetico.






Una colazione scarsa innesca un vero e proprio circolo vizioso: è facile infatti che il bambino che non mangia al risveglio si butti affamato sulla merenda di metà mattina. Di conseguenza a pranzo non avrà fame. La merenda pomeridiana sarà quindi eccessivamente abbondante e la cena scarsa: in sostanza si sposta il bilancio nutrizionale verso gli spuntini di scarso valore a scapito dei pasti principali.






La merenda di metà mattina dovrebbe essere costituita da un frutto fresco o da semplice pane, meglio se integrale, che fornisce un buon apporto di carboidrati senza l’eccesso di zuccheri presente invece nelle merendine e nei biscotti.






venerdì 26 novembre 2010

Saccheti di plastica

Sono già  due anni che ho sempre nella borsa un sacchetto che si chiude e diventa piccolissimo, fatto di stoffa. L'avevo avuto in regalo a natale dalla mia consuocera inglese, in quanto in Inghilterra questo concetto è già stato divulgato da molto, e lì i supermercati incentivano le peersone a non usare le buste di plastica, dando dei punti in più sulla tessera nell'eventualità che si adoperi il proprio sacchetto riutilizzabile. E la scorsa estate diffondevano delle sacche fatte di iuta, carinissime, con disegnini sopra, sempre per incentivare. Ora le vendono a solo una sterlina l'una, e sempre se le usi danno dei punti in più sulla tessera.
Invece in Italia sembra che neanche a Gennaio si applicherà la normativa dell'eliminazione delle buste, in quanto sembra che la ministra Prestigiacomo ha dimostrato incertezze sull'abbandono della plastica.
Allora Legambiente ha lanciato un referendum per votare in tal senso.
Allego qui quanto pubblicato dal sito Ecoblog:
Sacchetti di plastica: Legambiente lancia il referendum online


pubblicato: venerdì 26 novembre 2010 da Peppe Croce

Già un paio di mesi fa Legambiente aveva lanciato una petizione in favore dell’abolizione dei sacchetti di plastica, i famosi shopper dei supermercati.

Ora arriva una vera e propria campagna nazionale, chiamata “Vota il sacco”, per ribadire e rinforzare la richiesta di dire addio ai sacchetti non biodegradabili. La campagna si svolgerà nelle piazze e su internet, tramite un sito-referendum online per chiedere agli italiani quale sia per loro l’alternativa migliore ai sacchetti tra le borse della spesa riutilizzabili, i sacchetti di carta e i sacchetti di bioplastica.

Perché mai Legambiente ha sentito l’esigenza di tornare, con una nuova iniziativa, su questo argomento? Per due motivi: il primo è politico, come dimostrano le incertezze sull’abbandono della plastica del ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo; il secondo è “tecnico” e consiste nella forte resistenza che sta facendo l’industria della plastica tramite l’associazione di categoria Unionplast.

Unionplast afferma che i sacchetti in bioplastica siano peggiori di quelli normali, in plastica riciclata: la bioplastica proviene da materie prime alimentari (patate, mais, olio di girasole), mentre la plastica riciclata proviene dai rifiuti. Legambiente risponde che il dossier stilato da Unionplast per difendere le sue posizioni “contiene dati inutilmente allarmistici, in alcuni casi volutamente lacunosi e persino falsi”.

Per quanto riguarda la competizione con l’industria del cibo, in particolare, Legambiente è convinta che cibo e bioplastica possano convivere ed integrarsi senza alcun problema.

http://www.ecoblog.it/post/11579/sacchetti-di-plastica-legambiente-lancia-il-referendum-online?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)

mercoledì 24 novembre 2010

Corso di autoproduzione di detersivi

Come al solito sono stata la solita sbadata, ho scordato di portarmi la macchinetta fotografica ed il telefonino, nella concitazione dei preparativi. Oggi Paolo mi ha dato la chiavetta per trasferire tutte le foto e postarle, ma purtroppo il linguaggio del suo computer è diverso dal mio per cui non si riesce a vederle.
E così vi racconto solo come è andata, poi posterò le foto quando Mara e Paolo tornano.
Ebbene il grande giorno era sabato scorso. I preparativi sono iniziati a casa di Mara alle 8 e 30, per approntare le ultime cose, poi siamo andati tutti alla Riserva di Canale di Monterano, dove avevano lasciato la sala a disposizione per l'evento. Avevamo fatto una buona pubblicità ma eravamo comunque scettici sul numero delle presenze. Invece c'erano  58 persone presenti, oltre noi quattro, e la sala era piena con gente adirittura in piedi.
Ha iniziato Paolo a presentare la nostra associazione ed i fini che si prefigge, poi ha parlato dell'inizitiva europea promossa per la riduzione dei rifiuti, e poi abbiamo cominciato prima Mara, poi io, per ultima, dulcis infundo, Alessandra.
Mara ha spiegato l'importanza dei due elementi base per le pulizie, l'aceto ed il bicarbonato, e l'importanza dell'utilizzo degli stessi onde evitare sia l'inquinamento delle acque  e del suolo, che l'ingerimento da parte nostra di sostanze chimiche. Poi ha iniziato a presentare i primi nostri detersivi.
Ha presentato il detergente per lavastoviglie, il sapone da bucato rinnovato, il pulitore igenizzante per bagno, lo spray igenizzante, sgrassante e deodorante e due forme di sgorgalavandini.
Quindi è toccato il mio turno, con la presentazione delle saponette per il corpo, il sapone liquido per le mani, il detergente per la lana lo spray antistatico, lo spray anticalcare e il detergente in crema.
Quindi Alessandra con la presentazione e la spiegazione del sapone fatto in casa, con la cenere, il detergente gel per i piatti e il detergente spray per pulizia e disinfezione delle superfici.
Tutti erano sempre attentissimi e incuriositi, c'era chi prendeva appunti ed alla fine il pubblico è intervenuto con le domande. Insomma un vero successo.
Alla fine della manifestazione abbiamo distribuito dei campioncini di alcuni prodotti, confezionati in barattoletti di vetro recuperati dagli omogeneizzati dei bambini per i detersivi in gel, e con la carta velina colorata con nastri di rafia per le saponette. E' finito tutto in pochissimi minuti.

Ecco una ricetta:

Saponette per il corpo

Ingredienti: 80 gr. di sapone di marsiglia a scaglie, 3 cucchiai di latte, 2 cucchiaini di olio di mandorle, 1 cucchiaino di miele, 20 gocce di olio essenziale di lavanda, menta e teatree oil in mix.

Preparazione: sciogliere il sapone con l'olio di mandorle, il latte e il miele a bagnomaria, mescolando con un cucchiaio di legno per 20 minuti circa, fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Spegnere il fuoco e aggiungere gli olii essenziali. Ungere gli stampini con olio, riempirli e livellarli con una lama di coltello unta, quindi mettere per 1 o due giorni in frigo.

martedì 16 novembre 2010

Settimana riduzione rifiuti

In questo momento così particolare, data la situazione italiana dei rifiuti, ci sarà dal 20 al 28 Novembre la settimana europea per la riduzione dei rifiuti.


Come associazione culturale ci siamo mobilitati, insieme ad altre associazioni, ed abbiamo programmato per il 20 Novembre un corso laboratorio di autoproduzione di detersivi. L'iniziativa è bellissima, stiamo preparando vari detersivi, saponette, lavavetri, così porteremo a tutti i partecipanti al corso i nostri fatturati, e se la cosa piacerà inizieremo altri corsi per un consumo critico ed un uso di materiali naturali, con drastica riduzione degli involucri e bassissimo impatto ambientale, sicuramente a km. 0.
Faremo foto che pubblicherò sul blog.

domenica 24 ottobre 2010

uova sane

Qui pubblico un articolo da ecoblog, per la salvaguardia delle galline, e la nuova iniziativa della coop per l'eliminazione delle uova da galline di allevamento
http://www.ecoblog.it/post/11365/la-coop-vieta-la-vendita-delle-uova-di-batteria?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
 

La Coop vieta la vendita delle uova di batteria


pubblicato: giovedì 21 ottobre 2010 da alessandra

Dai primi di ottobre sugli scaffali degli oltre 1400 punti vendita della Coop è possibile trovare solo uova di galline allevate a terra, all’aperto o biologiche. Vietate quelle di batteria. E saranno (parzialmente) “salve” ben 1.5 milioni di ovaiole. Per il suo sforzo, inoltre, la nota catena di distribuzione si è recentemente aggiudicata il premio “Good Egg” assegnatole dall’organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento “Compassion in World Farming”. Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, ha così commentato:

Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale.

La decisione presa dalla nota catena di distribuzione, in realtà, anticipa soltanto l’entrata di un vigore di una direttiva europea già esistente e che promette di consegnare, dal primo gennaio 2012, condizione di vita (un pò) più dignitose alle galline. Ma la strada, in tal senso, è ancora molto lunga. L’allevamento di batteria, infatti, com’è noto, è un abominio documentato da più di una fonte che costringe le produttrici di uova ad essere “instancabili” in gabbiette anguste non più grandi di un normale foglio di carta, provocando lesioni e profonde lacerazioni alle zampette delle stesse private persino di una “comoda” base di appoggio e della luce naturale… Eppure, l’allevamento a terra non migliora così tanto la situazione sebbene non vengono toccati tali eccessi… La soluzione migliore,pertanto, e l’unica relamente perseguibile è la scelta dei consumatori verso prodotti di origine animale provenienti esclusivamente da allevamenti biologici regolarmente certificati.

sabato 2 ottobre 2010

settimana vegetariana

Dal 1° al 7 Ottobre è stata indetta la settimana vegetariana. Trasmetto qui il link di ecoblog con tantissime iniziative e ricette vegane utili per seguire una dieta vegetariana ma ricca di proteine vegetali.
http://www.ecoblog.it/post/11249/1-7-ottobre-2010-settimana-vegetariana-mondiale?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)

domenica 19 settembre 2010

Ho visto Nina volare!

                     


Si proprio Nina!
Sono andata a visitare il Centro Volo Rapaci, che si trova vicino a Cerveteri, e precisamente quasi a Trevignano, sul lago di Bracciano. Era tanto che volevo rivedere i rapaci. Sono degli uccelli bellissimi, che avevo già visto parecchi anni fa al momento della migrazione quando passano (provenienti dall'Africa) lo stretto di Messina per dirigersi poi al nord. La migrazione avviene in primavera, inizia alla fine di Aprile e prosegue per tutto il mese di Maggio; il periodo dove passano più numerosi è la prima decade di Maggio.
Andai a vedere i rapaci con  mia figlia che stava facendo la tesi relativa a questo argomento. Eravamo al seguito della Lipu, in difesa di questi esseri meravigliosi, perché esiste un concetto in Sicilia ed in Calabria, per cui gli uomini sono considerati tali solo se hanno abbattuto un rapace e poi impagliato. Questa usanza barbara non so se esista ancora, ma quando andava mia figlia, per quanto ci fossero associazioni culturali, Guardia Forestale e Guardia di Finanza, a protezione, venivano uccisi tantissimi rapaci, e i rappresentanti delle associazioni erano soggetti a minacce molto pesanti.Mi è capitato anche, al ritorno a Roma, di portare in uno scatolone, un bellissimo esemplare ferito di aquila, per poterlo curare presso il centro esistente nel Lazio. Ed allora ho visto da vicinissimo quegli occhi bellissimi, che mi guardavano tra lo spavaldo ed il terrorizzato.
Oggi al Centro ho rivisto questi esemplari, e ad ognuno di loro era stato dato un nome. Certo sono esemplari nati e vissuti in cattività, ma hanno sempre il loro splendore. E poi il direttore del centro ci ha illustrato le caratteristiche dei rapaci sia diurni che notturni, uno per uno secondo la loro specie.
Un'esperienza bellissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 17 agosto 2010

Rientro

Sono di nuovo in Italia. Da una parte sono contenta di essere a casa, dall'altra mi dispiace non essere con gli altri due nipotini, per quanto vengono presto per godersi un poco di sole italiano e mare. Anche li vanno al mare, ma una volta ho provato ad entrare in acqua, era di un ghiacciato impossibile, non sono riuscita ad immergermi. Invece i bambini tutti a sguazzare nell'acqua. Lì dove vie mia figlia c'è un parco molto bello, corredato di vari punti giochi per bambini, con gonfiabili e trenino. In uno dei punti giochi ci sono tre fontane, che mettono in funzione d'estate; lì i bambini entrano in acqua e si fanno il bagno, regolarmente con i loro costumini, come se facesse 35° gradi, mentre magari la temperatura esterna è appena di 20 o 22, e certe volte è anche molto nuvoloso. E loro felici a sguazzare in quell'acqua gelida.
Ora vi racconto una leggenda inglese.
Gli inglesi chiamano la brina Jack Frost, perchè dicono che è un personaggio chiamato Jack, che ha un grande mantello coperto di ghiaccio, e viene e coprire con il suo mantello le campagne quando fa molto freddo di notte.
Dicevo che gli Inglesi sono  molto più civili di noi. Infatti è da circa dieci anni che hanno la raccolta differenziata individuale, ogni famiglia è quindi rifornita di 5 cassonetti; due grandi , uno verde per l'umido e uno nero per il secco; tre piccoli, uno per la plastica e le lattine, uno per il vetro e uno con il coperchio (perchè piove spesso) per la carta.
E' una civiltà multirazziale, che accetta tutti i diversi; la cosa che mi ha stupito molto una delle prime volte che ero lì, andando ad un supermercato, vedere un cassiere dichiaratamente gay, leggermente truccato. Altri cassieri o cassiere erano neri, e questa volta c'era un andicappato. Inoltre, sempre al supermercato, quando è il tuo turno di pagare, aspettano che sistemi tutto ciò che hai comprato, e solo quando vai via iniziano a contabilizzare la spesa del cliente successivo. Come in Italia!!!!!!!!
Piccole cose, ma grandi differenze!

giovedì 5 agosto 2010

Evviva l'Inghilterra

A garden party to make a difference, lo sviluppo sostenobiole a clarence house residenza del pinrcipe carlo
Il Principe Carlo, si sa, è sensibile ai temi ecologici. Anche in questa occasione, cioè per A garden party to make a difference, che si terrà dall’8 al 19 settembre presso la residenza londinese di Clarence House, ha deciso di agire concretamente per sostenere la sua idea di sviluppo sostenibile.
Dunque, accanto alle giornate dedicate alla coltivazione biologica degli orti, alle ricette di cucina veg presentate dai migliori chef, alle sfilate di moda sostenibile o ai concerti di musica classica, ecco che saranno distribuite le morsbags ottenute dalle tende dismesse della residenza (qui trovate le istruzioni per cucirne una). Le borse morsbags, sono l’oggetto del sociable guerrila bagging. In pratica un gruppo di volontari crea un piccolo team di lavoro che cuce un certo numero di borse di stoffa ottenute riciclando tende, magliette, lenzuola o copripiumoni. Poi vanno distribuite in giro per convincere le persone a non usare più buste di plastica.
Insegna, così, il Pincipe Carlo la nobile arte dell’upcycle, o riciclo creativo. La manifestazione è organizzata da Start, l’associazione voluta dalla Fondazione The Prince’s Charities Foundation, nata per promuovere sistemi di sviluppo sostenibile.