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venerdì 27 novembre 2009

recupero carciofi

Avete mai provato a recuperare qualcosa dagli scarti dei carciofi? Io l'ho fatto ed è venuta fuori una crema buonissima.
Quando pulisco i carciofi, tutte le foglie dure non le butto, butto solamente la parte esterna dei gambi ed il pelo. Faccio bollire un pò d'acqua leggermente salata, e quando bolle butto giù tutto. Si devono cuocere per tre quarti d'ora, o anche di più a seconda della durezza degli scarti, e si deve far ridurre l'acqua. Si frulla il tutto e po si passa al passino perchè rimangono molti filamenti. Ed eccovi una crema di carciofi buonissima, adata a fare risotti.
L'ho usata l'altro giorno per un risotto con zucca e passata di carciofi. Una sciccheria veramente.

sabato 24 ottobre 2009

Un sogno

E' circa un anno che sto inseguendo un sogno. Cercare di fare qui a Cerveteri gli orti sociali biologici. L'idea è nata in Inghilterra, dove la cosa è naturale, ogni città ha i suoi orti, dove pagando un affitto modestissimo di 35 sterline l'anno, hai a disposizione un piccolo appezzamento di terra per poter coltivare biologicamente gli ortaggi necessari per la tua famiglia, con l'obbligo di compostare i rifiuti.
Sarebbe una cosa bellissima, perchè sarebbe un vantaggio per gli anziani e una esperienza per i giovani in età scolare. Una possibilità di socializzare, di avvicinarsi alla natura, di fare attività fisica, di avere prodotti coltivati personalmente a costi bassissimi, sempre rispettando le regole del compostaggio.
Lo scorso anno ho incominciato con una ricerca su internet per verificare la fattibilità in Italia e allora esistevano solo in Italia Settentrionale, fino alla Toscana, poi nulla.
Ora si sta muovendo qualcosa nelle altre regioni.
Non avevo avuto il tempo di seguire il sogno, per il fatto del mio impegno con i nipoti (cosa meravigliosa che mi riempie di gioia), ma ho avuto l'opportunità di parlare con un assessore del mio desiderio , sempre come associazione culturare ViS (vivere in salute). La cosa è sembrata interessante e abbiamo iniziato i primi passi per la realizzazione.
Speriamo di portarla avanti bene e in poco tempo, perchè le lungaggini burocratiche saranno veramente tante, anche per l'inesperienza sia mia che della mia amica per avviare le procedure giuste dell'ingranaggio.

Ancora fagiolini e finalmente cavolaia

Incredibile, oggi ancora un kilo e mezzo di fagiolini. Il tempo è ancora clemente e permette la formazione di nuovi fiori e quindi di nuovi frutti.
E poi una cosa buonissima, ho trovato sui cavoli la cavolaia. Quest'anno le piante di cavolo non vengono da semi geneticamente modificati, mentre lo scorso anno il dubbio era grande perchè non ho visto neanche una cavolaia. Ho raccolto quelle che c'erano e le ho gettate nello sciacquone, poi ho spruzzato acqua e sapone sulle piante per eliminare le uova (tantissime. Spero che facia effetto, due anni fa è stato utile.

martedì 20 ottobre 2009

fagiolini

Ancora coninuo a raccogliere i fagiolini dalle piante che ho seminato a Maggio. E' una cosa incredibile, non mi era mai successo. Credo che il fatto dipenda da come ho trattato la terra. Ho fatto una buca con Nando e abbiamo sotterrato letame di cavallo proveniente dal vicino maneggio e oltretutto gratis. Poi abbiamo messo uno strato di composta e abbiamo ricoperto con la terra. Dopo due settimane di riposo ho seminato i fagiolini. Ora qualche pianta sta morendo ma ci sono ancora tantissimi fiori e frutticini già pronti.Leverò man mano fino ad esaurimento. L'altro ieri ne ho raccolto ancora sette etti.Eccezionale! E pensare che ho fatto una nuova semina ad Agosto che già sta producendo i primi frutti.

domenica 11 ottobre 2009

orto invernale

Abbiamo cominciato a impiantare l'orto invernale. Certo io e Mara abbiamo comprato le prime piantine, senza seminarle personalmente.Speriamo che non siano piantine prodotte con semi geneticamente modificati.
Io avevo già impiantato l'altra settimana i broccoletti siciliani, qualche cavolo e broccolo, ed ora devo aspettare che finiscano i fagiolini, che quest'anno mi hanno dato tanta soddisfazione, perchè, per quanto seminati a maggio, ancora fioriscono e producono, sebbene già qualche piantina stia morendo. Nando ed io non abbiamo mai comprato fagiolini. Ora nel mio orto le nuove piantine hanno attecchito tutte e già sono un po' cresciute. Con Mara questa settimana, è stato bellissimo. Abbiamo piantato broccoletti siciliani, broccoli, cavoli, insalata e finocchi. Anche lei ha ancora parecchio spazio e comprerà altre piante per avere una produzione più completa.
E' faticoso are questo lavoro, ma è anche piacevole, ti concilia con la terra e la natura.

giovedì 24 settembre 2009

inno alle donne

Allego qui un articolo del dott. Veronesi, nel quale fa considerazioni veramente eccezionali sulle donne.
VERSO UNA RIDEFINIZIONE DEL RUOLO FEMMINILE
La forza delle donne in dieci punti Ora serve un nuovo femminismo

La questione dell' aborto, intorno alla quale ruota la recente polemica sull' approvazione della Ru486, è la tipica situazione in cui la società si trova a dover scegliere «il male minore», come direbbe Paul Ricoeur. Tutti siamo contrari all' idea dell' interruzione di gravidanza, perché è un atto contro natura (nel senso che va contro l' imperativo del Dna alla riproduzione) e che comporta conseguenze traumatiche dal punto di vista psicologico. Tuttavia condannare l' aborto legalmente non impedisce che gli aborti avvengano. Se una donna è talmente disperata da non volere un bambino, troverà comunque un modo per non averlo e se un medico e un ospedale non la accoglierà, finirà pericolosamente in mani incompetenti. L' aborto è un fatto serio, ma l' aborto clandestino è una vera tragedia e per questo la legalizzazione corrisponde alla scelta del «male minore». E la modalità della pillola RU486 rende questa scelta meno dolorosa per la donna. La finalità della legge 194 era quella di ridurre gli aborti clandestini e non di promuovere il principio che interrompere una gravidanza è giusto. Si trattava semplicemente di spostare l' obiettivo da una cultura punitiva a una cultura preventiva. I fatti ci hanno dato ragione: il numero di aborti è drasticamente diminuito e il «mercato nero», tradizionalmente legato alla criminalità, è scomparso. Si è confermato così il modello che si applica ad ogni forma di proibizionismo: il vietare non ha alcun valore educativo, non riduce il fenomeno che si proibisce e rafforza il potere criminale. È inoltre una posizione che offre il massimo di libertà: chi ha convinzioni religiose non farà una scelta che non ritiene accettabile solo per il fatto che è legale. Va detto che la 194 non è stata pienamente applicata: le azioni di informazione ed educazione andrebbero molto sviluppate nel rispetto della multiconfessionalità e multietnicità della nostra comunità. Certo, la sfida culturale che sottende tutto il ragionamento è la ridefinizione del ruolo della donna. Il principio dell' autodeterminazione, alla base delle scelte cruciali che aspettano le nostre donne, soprattutto le più giovani (come la gravidanza o la fecondazione assistita, se necessario) presuppone conoscenza e coscienza. Conoscenza del proprio corpo e della propria mente, e anche delle possibilità che la scienza offre per migliorarle. Coscienza dei valori che permettono ad ogni donna di applicare la conoscenza alle scelte, senza l' influenza di retaggi che derivano da secoli di predominanza maschile. Dobbiamo renderci conto dei molti punti di forza femminili nella società odierna. Il primo è la capacità di conciliare la necessità lavorativa e procreativa: l' unione del ruolo sociale e del ruolo materno, che ancora non ha trovato un punto di equilibrio, ma rimane una fra le più importanti conquiste femminili. Il secondo è la resistenza al dolore e alla fatica. Posso testimoniare in prima persona come le donne sappiano accettare ed affrontare meglio la malattia, e molte altre tragedie, che sanno a volte trasformare in occasione di «riordino» della propria vita o di rinascita personale. E quando lottano contro un destino avverso, sono tenaci e persistenti. Il terzo punto è la motivazione al lavoro e l' attaccamento all' istituzione che rappresentano. Se una donna si impegna per un ente (azienda o istituto pubblico) o tanto più per una causa, ne fa suoi i principi e le regole e vi aderisce con costanza e determinazione incrollabili. A questo è indirettamente collegato il quarto punto che è il senso della giustizia. Metà dei nostri magistrati sono donne, molte eccellono e sono alla ribalta delle cronache per la loro integrità e fermezza nel giudizio. Altro esempio: tutti sappiamo che le donne vigile sono inflessibili e difficilmente cedono alla trattativa su una multa. Il quinto punto è la tendenza all' armonia, che rende maggiore, rispetto agli uomini, il senso della disciplina e dell' organizzazione. Il sesto è la maggior sensibilità artistica e culturale. Basta guardarsi intorno al cinema, a teatro, ed ogni tipo di incontro culturale per rendersi conto che la maggioranza dei partecipanti è donna. Il settimo è la capacità intellettuale di ragionamento e concentrazione. Per secoli si è pensato che la donna non fosse adatta alle attività scientifiche e invece è dimostrato che è vero il contrario: più della metà dei miei ricercatori è donna e la loro produttività e il loro ingegno sono straordinari. L' ottavo punto è la loro maggiore forza decisionale, soprattutto nei momenti critici. Ad esempio quando un matrimonio fallisce è spesso la donna che fa il primo passo per chiedere il divorzio. Il nono è che la donna è naturalmente meno aggressiva dell' uomo e nella nostra società l' aggressività è innegabilmente un handicap. Valgono di più l' intuizione, l' attitudine e la velocità di comprensione, la tolleranza, la capacità di dialogo: tutte doti tipiche femminili. Il decimo, che nasce dagli altri messi insieme, è che la donna è portatrice di pace e l' assenza di conflitti è la condizione per lo sviluppo del progresso civile. Per questo ho scritto spesso che il futuro è donna e molti non si spiegano la mia convinzione: perché allora le donne non hanno il sopravvento, e spesso neppure la parità? Perché la donna deve ancora superare i suoi punti di debolezza. Innanzitutto l' equilibrio fra lavoro e figli di cui ho parlato, è un ostacolo (o, se vogliamo, una sfida) su cui ben riflettere. Poi c' è un innegabile pregiudizio psicologico che pesa sulle sue spalle per quanto riguarda la carriera lavorativa: quando si arriva ai vertici, per tradizione la responsabilità va all' uomo. Eppure cominciano ad essere numerose le donne che dimostrano di poter agevolmente svolgere ruoli dirigenziali sia in azienda che in politica; ma ancora rappresentano delle eccezioni alla regola. Infine va considerato il peso culturale delle religioni che mostrano tradizionalmente una vena maschilista (il sacerdozio ad esempio non è consentito alle donne). Il mio suggerimento quindi è la nascita di un nuovo movimento femminista «rivisto», che tenga conto dei nuovi punti di forza e di debolezza (quelli che ho individuato sono solo un esempio) che tracciano il quadro della figura della donna oggi. Credo che l' importante sia tenere vivo il dibattito sulla «questione femminile», e penso che la cultura del mondo dovrebbe occuparsene di più, per mantenere gli equilibri e per accelerare il processo di sviluppo e di benessere, a cui la mente femminile può contribuire in modo straordinario. Senatore del Pd RIPRODUZIONE RISERVATA

Veronesi Umberto