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sabato 27 aprile 2013

Riutilizzo di un ombrello rotto

Ecco a voi la mia nuova borsa per la spesa, o per qualsiasi altro uso, fatta con il tessuto di un ombrello rotto. Ho smontato tutti i tringoli, e poi li ho cuciti insieme ma mettendoli uno in un verso, uno in un altro. Ho lasciato due spicchi per fare le maniglie, ed ho utilizzato l'immagine di un gatto che stava in un altro ombrello. Ora devo mettere solo un cordoncino dentro per chiuderla.

Una festa magnifica

Il 25 Aprile si celebra in tutta Italia la festa della liberazione. Qui a Cerveteri abbiamo fatto aqnche una cosa diversa.
Nella mattinata abbiamo avuto la cerimonia istituzionale, con la messa, e la celebrazione ufficiale al monumento ai caduti, con la partecipazione anche di qualche partigiano.
Poi tutti al mare a festeggiare con gli aquiloni.
L'aquilone, infatti, è il simbolo della libertà, e quindi il sindaco, con la collaborazione dell'Auser (un associazione di cui io sono parte attiva) e il Centro Polivalente di Cerenova, ha organizzato la festa degli aquiloni.
C'erano una decina di aquilonisti, con i loro manifici aquiloni; e c'eravamo noi nonne che abbiamo fatto laboratorio per i bambini, insegnando loro come farli.
La festa doveva iniziare alle 12 e protrarsi per tutto iil pomeriggio, ma già verso le dieci e mezzo sono venuti i primi bambini. Noi abbiamo provato a farli aspettare, ma premevano talmente che alla fine ci siamo commosse e siamo partite con i laboratori.
Verso le 12 il caos, una valanga di bambini, tutti che volevano fare il laboratorio.
Avevamo a disposizione una decina di tavolini e in ognuno c'era una di noi con i bambini. Si sono divertiti tutti un mondo a colorarli con i disegni personali.
Poi sono andati a farli volare. E qui un piccolo problema, non c'era assolutamente vento.
Venivno da noi delusi peerchè non volavano, e poi alcuni ci riuscivano facendo corse sulla sabbia.
Qualche bambino è andato via, ma moltissimi sono rimasti pure il pomeriggio. Menomale perchè verso le cinque finalmente un poco di vento, ma sufficiente per far volare sia quelli degli aquilonisti, che quelli dei bambini. In un attimo il cielo si è riempito di aquiloni, da una parte i bambini, dall'altra gli aquilonisti.
La festa è durata fino alle sette, tutti felici ed entusiasti per la bellissima giornata.Forse si ripeterà il prossimo anno.






 

mercoledì 27 marzo 2013

nuova scuola di sapone

Ancora una volta insegnerò a fare il sapone. La lezione ci sarà il prossimo 6 Aprile a casa della nostra Presidente, e ci sarà un pranzo autogestito, cioè ognuno porterà qualcosa di suo. Io insegnerò a fare il sapone con la soda caustica, e penso che come liquido userò l'infuso di lavanda, così viene un sapone più profumato. Ho già comprato l'olio di cocco, così viene anche un sapone più schiumoso, cosa che piace di più a tutti.e ci fosse qualcuno interessato mi può contattare via mail a crosto1@alice.it.
A presto a tutti e buona Pasqua
Giulia

sabato 12 gennaio 2013

PROBLEMI DI IMPOSTAZIONE

Sono tre giorni che mi sto impazzendo con il blog, perchè mi si sono cancellati parecchi dati e, sebbene lo reimposti come era, non si riesce a farli vedere. La cosa mi dispiace eramente perchè per chi volesse leggere gli articoli vecchi o non si vedono, o cambia completamente la diaposizione, da quella da me indicata nel leyout. Ho contattato il centro assistenza, sono ben tre mail, ma come se fosse parlare al vento. Per ora lo imposto con un altro modello solo per far leggere tutto il blog, poi vedrò di capire  qualcosa con gli amici esperti. MI scuso vivamente.

domenica 4 novembre 2012

sapone liquido per le mani fatto con la cenere

Oggi avevo finito il mio sapone liquido per le mani, da me preparato precedenemente con il mio sapone di marsiglia, ed allora ho voluto provare a fare un sapone liquido per le mani dal sapone fatto con la cenere.
Ebbene avevo da parte degli eperimenti non riusciti di sapone con la cenere, uno era semisolido, dentro una formina di formaggio filadelphia.
Ho tirato fuori il sapone, l'ho messo in un pentolino a bagnomaria per farlo sciogliere completamente, ed ho incominciato ad aggiungere acqua di rose. Ne ho messo circa 300 ml, fino a che ho ottenuto la consistenza desiderata.
Ho aggiunto poi l'olio essenziale tea tree, in quanto è un olio igienizzante, e poi l'ho travasato nel contenitore del sapone liquido.
Che ve lo dico a fare, è veramente ottimo, tra il profumo del sapone di una volta, l'acqua di rose e il tea tree, e le mani rimangono veramente morbide.
Peccato che non si possano trasmettere gli odori!
 

sabato 13 ottobre 2012

SAPONE CON LA LISCIVA

Non riesco a capire cosa sia sucesso ma si sono cancellati i post relativi a "Scuola di sapone" per cui ripubblico
RICETTE
Bisogna dire, come premessa, che il sapone ottenuto con la lisciva non è come quello ottenuto con la soda caustica. Infatti mentre il sapone con la soda caustica è un sapone subito duro, quello con la lisciva prevalentemente è un sapone molle e, quello ottenuto con le ricette per il sapone duro, avrà bisogno di una lunga stagionatura per raggiungere un livello di durezza apprezzabile.
Una curiosità: il sapone fatto in luna crescente riesce meglio di quello fatto con la luna calante. (Questa affermazione è fatta da persone che hanno fatto moltissime esperienze nel campo, ed è esatta anche per me, date le mie sperimentazioni

Ora vi illustrerò come procedere alla preparazione del sapone duro con -->la  ricetta  frutto di esperimenti fatti da Maria in un commento sul sito Flag of the planet Earth.
La prima operazione da fare per ottenere un sapone duro è quella di fare in modo che la lisciva sia abbastanza satura cioè ancora di più dei nostri esperimenti con la patata. Quindi si pone la lisciva satura sul fuoco, sempre molto basso,  e si lascia bollire fino a quando nella lisciva si creeranno dei piccoli zampilli di liquido (nei miei esperimenti, dopo aver ottenuto che la patata venisse a galla, ho fatto bollire ancora per una mezz’oretta e si è verificata la creazione degli zampilli). Questa operazione permette di separare i sali dalla potassa. A questo punto la lisciva è effettivamente satura e pronta per la saponificazione.
Le dosi sono:
una parte di lisciva e
una parte di olio (possibilmente oliva)

La lisciva satura ottenuta precedentemente si versa in un recipiente (evitando di versare anche i Sali depositati sul fondo) e si unisce l’olio. Si pone su fuoco basso e si gira. Ad un certo punto il composto ottenuto diventa schiumoso e raddoppia il suo volume, quindi si trasforma in una crema. A questo punto il sapone è pronto. Si spegne il fuoco  e si versa in uno stampo e si pone al caldo. Se dovesse esserci un poco di olio che sembra che non si sia amalgamato, non è importante, basta provare ad eliminarlo. Si lascia raffreddare e stagionare. Questo sapone è molto delicato sulla pelle. Il suo aspetto migliora dopo due mesi, ma la consistenza è, dopo una giornata, già dura. 
Questo è il frutto del mio esperimento, veramente riuscito, fatto per la preparazione del corso di sapone.

venerdì 14 settembre 2012

Preparazione della lisciva

In questi ultimi tempi ho visto che il blog è stato molto seguito e ringrazio vivamente tutte le persone che si sono interessate a quanto da me scritto.
Ho deciso quindi di incominciare a scrivere qualcosa per poter permettere a qualche lettore interessato di capire come si prepara il sapone con la cenere.
Parto come primo argomento di come preparare la lisciva, cioè il liquido giallo e trasparente che si ottiene con la cenere.
E' necessario, anzi direi indispensabile, usare i guanti in questa operazione, perchè la cenere è molto basica e può essere fastidiosa sulle mani.
Molto semplicemente si può porre un vaso da fiori vuoto (pulito si intende) sopra una pentola, si fodera il vaso con un panno bianco a trama leggermente larga (una federa vecchia), poi si mette nella federa la cenere precedentemente setacciata (deve essere come una cipria). Si versa poi al centro l’acqua calda (meglio calda perché così si rilasciano i sali potassici della cenere) lentamente, nella misura 1 a 5, cioè una parte di cenere e cinque parti di acqua . Si lascia filtrare il tutto, poi si spreme per ottenere ancora più lisciva. In genere da queste proporzioni si ottengono circa 2 litri abbondanti di lisciva. Un altro sistema per preparare la lisciva è quello di porre la cenere filtrata in un secchio, e di ricoprirla di acqua fino a due dita sopra il livello. Si lascia decantare e poi si versa nel contenitore, facendo attenzione che sia ben limpida, cioè che non abbia più residui di cenere. Dopo aver ottenuto la lisciva (qualsiasi modo si sia usato) bisogna verificare che sia satura sufficientemente per procedere alla preparazione del sapone.


 
Per verificare un certo grado di saturazione della lisciva, saturazione necessaria per la buona riuscita del sapone, si pone in essa un pezzo di patata. Se la patata viene a galla, vuol dire che la lisciva è pronta per essere utilizzata. Altrimenti si fa bollire. Nei miei esperimenti, per poter ottenere una lisciva sufficientemente satura, è stato necessario bollirla, a fuoco molto basso, per circa 2 ore.

 
Ora si può procedere alla preparazione del sapone.