Sono di nuovo in Italia. Da una parte sono contenta di essere a casa, dall'altra mi dispiace non essere con gli altri due nipotini, per quanto vengono presto per godersi un poco di sole italiano e mare. Anche li vanno al mare, ma una volta ho provato ad entrare in acqua, era di un ghiacciato impossibile, non sono riuscita ad immergermi. Invece i bambini tutti a sguazzare nell'acqua. Lì dove vie mia figlia c'è un parco molto bello, corredato di vari punti giochi per bambini, con gonfiabili e trenino. In uno dei punti giochi ci sono tre fontane, che mettono in funzione d'estate; lì i bambini entrano in acqua e si fanno il bagno, regolarmente con i loro costumini, come se facesse 35° gradi, mentre magari la temperatura esterna è appena di 20 o 22, e certe volte è anche molto nuvoloso. E loro felici a sguazzare in quell'acqua gelida.
Ora vi racconto una leggenda inglese.
Gli inglesi chiamano la brina Jack Frost, perchè dicono che è un personaggio chiamato Jack, che ha un grande mantello coperto di ghiaccio, e viene e coprire con il suo mantello le campagne quando fa molto freddo di notte.
Dicevo che gli Inglesi sono molto più civili di noi. Infatti è da circa dieci anni che hanno la raccolta differenziata individuale, ogni famiglia è quindi rifornita di 5 cassonetti; due grandi , uno verde per l'umido e uno nero per il secco; tre piccoli, uno per la plastica e le lattine, uno per il vetro e uno con il coperchio (perchè piove spesso) per la carta.
E' una civiltà multirazziale, che accetta tutti i diversi; la cosa che mi ha stupito molto una delle prime volte che ero lì, andando ad un supermercato, vedere un cassiere dichiaratamente gay, leggermente truccato. Altri cassieri o cassiere erano neri, e questa volta c'era un andicappato. Inoltre, sempre al supermercato, quando è il tuo turno di pagare, aspettano che sistemi tutto ciò che hai comprato, e solo quando vai via iniziano a contabilizzare la spesa del cliente successivo. Come in Italia!!!!!!!!
Piccole cose, ma grandi differenze!
Visualizzazioni totali
martedì 17 agosto 2010
giovedì 5 agosto 2010
Evviva l'Inghilterra
Il Principe Carlo, si sa, è sensibile ai temi ecologici. Anche in questa occasione, cioè per A garden party to make a difference, che si terrà dall’8 al 19 settembre presso la residenza londinese di Clarence House, ha deciso di agire concretamente per sostenere la sua idea di sviluppo sostenibile.
Dunque, accanto alle giornate dedicate alla coltivazione biologica degli orti, alle ricette di cucina veg presentate dai migliori chef, alle sfilate di moda sostenibile o ai concerti di musica classica, ecco che saranno distribuite le morsbags ottenute dalle tende dismesse della residenza (qui trovate le istruzioni per cucirne una). Le borse morsbags, sono l’oggetto del sociable guerrila bagging. In pratica un gruppo di volontari crea un piccolo team di lavoro che cuce un certo numero di borse di stoffa ottenute riciclando tende, magliette, lenzuola o copripiumoni. Poi vanno distribuite in giro per convincere le persone a non usare più buste di plastica.
Insegna, così, il Pincipe Carlo la nobile arte dell’upcycle, o riciclo creativo. La manifestazione è organizzata da Start, l’associazione voluta dalla Fondazione The Prince’s Charities Foundation, nata per promuovere sistemi di sviluppo sostenibile.
mercoledì 4 agosto 2010
cernobyl
Sono in Inghilterra sempre con i miei nipoti, certe volte e' veramente difficile perche' io non parlo molto l'inglese e loro sono veramente buoni ma certo per loro e' difficile comunicare poco, spercialmente Alexander che e' un vero chiaccherone. Tutti gli anni mi riprometto di andare a scuola di conversazione per approfondire meglio la lingua, ma invariabilmente non lo faccio, un poco per pigrizia, un poco perche' mi manca il tempo. Cero a forza di stare qui ho imparato tanto, ma non basta per comunicare velocemente e bene.
Comunque a parte il preambolo, voglio qui trasmettere un messaggio inviatomi dal sito Ecoblog, veramente interessante, anche perche' in Italia vogliono reinserire il nucleare.

L’incidente di Chernobyl, anche dopo 25 anni, torna a far parlare di sé. La fauna nella zona dove si è verificata la terribile esplosione nucleare è ancora sofferente e la vita stenta a riprendere. Questi i crudi risultati della ricerca Efficiency of bio-indicators for low-level radiation under field conditions condotta per quattro anni da Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud e Anders Møller dell’Università di Parigi-Sud, Francia e pubblicata su Ecological Indicators.
I due scienziati hanno catalogato e studiato gli animali presenti nella zona misurando la radioattività della fauna selvatica. Spiegano gli scienziati:
Comunque a parte il preambolo, voglio qui trasmettere un messaggio inviatomi dal sito Ecoblog, veramente interessante, anche perche' in Italia vogliono reinserire il nucleare.
Chernobyl, dopo 25 anni dall'incidente collassa la biodiversità
pubblicato: martedì 03 agosto 2010 da MarinaL’incidente di Chernobyl, anche dopo 25 anni, torna a far parlare di sé. La fauna nella zona dove si è verificata la terribile esplosione nucleare è ancora sofferente e la vita stenta a riprendere. Questi i crudi risultati della ricerca Efficiency of bio-indicators for low-level radiation under field conditions condotta per quattro anni da Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud e Anders Møller dell’Università di Parigi-Sud, Francia e pubblicata su Ecological Indicators.
I due scienziati hanno catalogato e studiato gli animali presenti nella zona misurando la radioattività della fauna selvatica. Spiegano gli scienziati:
La verità è che gli effetti nocivi della contaminazione radioattiva sono talmente grandi da risultare schiaccianti. Gli effetti sono particolarmente evidenti negli uccelli. Gli uccelli offrono la miglior “misura quantitativa” di questo impatto” e il censimento delle specie animali in quest’area, effettuato per più di tre anni, ha prodotto notevoli prove che dimostrano come la radioattività abbia un “impatto significativo” sulla diminuzione della biodiversità.Smentisce Mousseau, perciò, la propaganda degli scienziati ucraini, che vuole che la zona stia diventando un paradiso per la flora te la fauna selvatica a causa della mancanza della presenza umana. Sotto accusa il documentario Chernobyl a natural history , in cui è mostrata una ripresa florida della vita nella zona colpita dalle radiazioni. Ma spiega Mousseau:
Queste dichiarazioni sono “puramente aneddotiche”. Questo è il primo documento che fornisce dati rigorosi e quantitativi sul fatto che la vita dei mammiferi della zona chiusa è significativamente influenzata dalla presenza della contaminazione radioattiva. In ogni caso, non penso che sia una cattiva idea definire questa zona “un rifugio per la fauna selvatica”, se questo venisse però utilizzato come “laboratorio naturale”, in cui fosse possibile studiare le conseguenze a lungo termine di questo tipo di incidente. Se la società vuole sempre saperne di più sulle conseguenze a lungo termine delle grosse catastrofi ambientali – e Chernobyl è solo una delle tante – è importante che tutti noi (ricercatori) prendiamo seriamente le nostre responsabilità.
domenica 11 luglio 2010
Caraffa filtrante
Avevo acquistato con i punti di un supermercato una caraffa filtrante, ma per quel modello non esistevano dove abito i filtri di ricambio, e così era rimasta inutilizzata fino allo scorso anno.
Nei miei ripetuti viaggi in Inghilterra avevo però trovato i filtri adatti, il cui costo lì era veramente irrisorio, contro quello che avevo trovato su internet, e così ho comprato i filtri ed abbiamo iniziato ad usare l'acqua filtrata.
Con l'uso della caraffa, il risparmio è enorme, in quanto si adopera l'acqua del rubinetto contro la minerale che normalmente noi italiani usiamo, ed inoltre si riducono tantissimo i rifiuti della plastica.
Certo mi sono documentata su internet, per verificare che effettivamente non sia nociva, così trascrivo una parte di un commento.
"Il filtro è costituito, in genere, da resine a scambio ionico e carbone attivo che inducono due processi chimici:
- la resina a scambio ionico riduce la durezza dell’acqua (causa del calcare) e la presenza di certi metalli pesanti come piombo, alluminio, rame, nichel, bario, cobalto e altri metalli
- il carbone attivo riassorbe cloro, pesticidi e agenti inquinanti e impurità organiche, migliorando il gusto dell’acqua ed eliminando alcuni odori classici (come quello del cloro)
L’acqua di casa diventa così piacevole al gusto, senza il classico e fastidioso sapore di cloro, e con la riduzione di alcune sostanze nocive per la salute.
Perché utilizzarla?
• perché in Italia la qualità dell’acqua del rubinetto è già molto alta e sicura, tale da renderla potabile senza altri trattamenti… e se poi possiamo anche migliorarla
• perché il filtro permette di rendere piacevole al gusto il sapore dell’acqua
• perché si può così evitare di comprare l’acqua al supermercato, evitando sia un consumo di plastica (non poca, pensate a quanti rifiuti) sia il risparmio di una notevole quantità di tempo e fatica per il trasporto dei pesanti cartoni di acqua
• perché l’acqua del rubinetto costa molto meno di quella comprata (dalle 100 alle 1000 volte in meno!)"
E qui sono trascritti i lati negativi, secondo lo studio trovato su internet
"• Da mettere in rilievo che alcuni studi di Altroconsumo del 2007 sostengono che le caraffe filtranti, anziché migliorare la qualità dell’acqua, rischiano di peggiorarla. Purtroppo questi studi non sono però molto chiari… nell’articolo si parla nello specifico della Brita che però ha risposto con un altro articolo in cui l’autorevole ed indipendente Istituto TUEV certifica la perfetta qualità dei sistemi di filtraggio e delle cartucce della Brita, ai sensi della normativa tedesca e comunitaria. Negli Stati Uniti, il medesimo prodotto è stato riconosciuto conforme agli standard della National Sanitation Foundation (Standard n. 42 and 53 for Drinking Water Units). L’attacco mi sembra quindi troppo generico, sia rispetto al tipo di caraffa utilizzata che allo stato di usura del filtro. A tal proposito invece si può riflettere sul fatto che la plastica non è certo la più adatta per conservare l’acqua, soprattutto se consideriamo che all’inizio dell’estate, spesso l’acqua viene imbottigliata negli stabilimenti e messa in deposito per i periodi di alta richiesta, talvolta in depositi all’aperto sotto il sole…
• Esiste inoltre il problema dello smaltimento dei filtri (ancora non chiaro) ma dubito che il filtro consumato in un mese sia più difficilmente smaltibile della plastica accumulata in mese di consumo di acqua acquistata al supermercato!! "
Era anche evidenziato il costo elevato dei filtri, qui in Italia, comunque sempre inferiore al costo dell'acqua in bottiglia; infatti un filtro è utilizzabile per un mese (certi lo usano anche fino a due mesi, ma penso che potrebbe essere dannoso) ed il costo il Italia si aggira da 15 ai 18 Euro per una confezione da tre filtri, è comunque una spesa irrisoria. In Inghilterra la confezione da tre costa circa 6 sterline, ma da loro l'uso della caraffa è normalissimo, mentre nei supermercati si vende pochissima acqua minerale.
Nei miei ripetuti viaggi in Inghilterra avevo però trovato i filtri adatti, il cui costo lì era veramente irrisorio, contro quello che avevo trovato su internet, e così ho comprato i filtri ed abbiamo iniziato ad usare l'acqua filtrata.
Con l'uso della caraffa, il risparmio è enorme, in quanto si adopera l'acqua del rubinetto contro la minerale che normalmente noi italiani usiamo, ed inoltre si riducono tantissimo i rifiuti della plastica.
Certo mi sono documentata su internet, per verificare che effettivamente non sia nociva, così trascrivo una parte di un commento.
"Il filtro è costituito, in genere, da resine a scambio ionico e carbone attivo che inducono due processi chimici:
- la resina a scambio ionico riduce la durezza dell’acqua (causa del calcare) e la presenza di certi metalli pesanti come piombo, alluminio, rame, nichel, bario, cobalto e altri metalli
- il carbone attivo riassorbe cloro, pesticidi e agenti inquinanti e impurità organiche, migliorando il gusto dell’acqua ed eliminando alcuni odori classici (come quello del cloro)
L’acqua di casa diventa così piacevole al gusto, senza il classico e fastidioso sapore di cloro, e con la riduzione di alcune sostanze nocive per la salute.
Perché utilizzarla?
• perché in Italia la qualità dell’acqua del rubinetto è già molto alta e sicura, tale da renderla potabile senza altri trattamenti… e se poi possiamo anche migliorarla
• perché il filtro permette di rendere piacevole al gusto il sapore dell’acqua
• perché si può così evitare di comprare l’acqua al supermercato, evitando sia un consumo di plastica (non poca, pensate a quanti rifiuti) sia il risparmio di una notevole quantità di tempo e fatica per il trasporto dei pesanti cartoni di acqua
• perché l’acqua del rubinetto costa molto meno di quella comprata (dalle 100 alle 1000 volte in meno!)"
E qui sono trascritti i lati negativi, secondo lo studio trovato su internet
"• Da mettere in rilievo che alcuni studi di Altroconsumo del 2007 sostengono che le caraffe filtranti, anziché migliorare la qualità dell’acqua, rischiano di peggiorarla. Purtroppo questi studi non sono però molto chiari… nell’articolo si parla nello specifico della Brita che però ha risposto con un altro articolo in cui l’autorevole ed indipendente Istituto TUEV certifica la perfetta qualità dei sistemi di filtraggio e delle cartucce della Brita, ai sensi della normativa tedesca e comunitaria. Negli Stati Uniti, il medesimo prodotto è stato riconosciuto conforme agli standard della National Sanitation Foundation (Standard n. 42 and 53 for Drinking Water Units). L’attacco mi sembra quindi troppo generico, sia rispetto al tipo di caraffa utilizzata che allo stato di usura del filtro. A tal proposito invece si può riflettere sul fatto che la plastica non è certo la più adatta per conservare l’acqua, soprattutto se consideriamo che all’inizio dell’estate, spesso l’acqua viene imbottigliata negli stabilimenti e messa in deposito per i periodi di alta richiesta, talvolta in depositi all’aperto sotto il sole…
• Esiste inoltre il problema dello smaltimento dei filtri (ancora non chiaro) ma dubito che il filtro consumato in un mese sia più difficilmente smaltibile della plastica accumulata in mese di consumo di acqua acquistata al supermercato!! "
Era anche evidenziato il costo elevato dei filtri, qui in Italia, comunque sempre inferiore al costo dell'acqua in bottiglia; infatti un filtro è utilizzabile per un mese (certi lo usano anche fino a due mesi, ma penso che potrebbe essere dannoso) ed il costo il Italia si aggira da 15 ai 18 Euro per una confezione da tre filtri, è comunque una spesa irrisoria. In Inghilterra la confezione da tre costa circa 6 sterline, ma da loro l'uso della caraffa è normalissimo, mentre nei supermercati si vende pochissima acqua minerale.
domenica 20 giugno 2010
Tramonto
Torta per Beatrice
Questa è l'immagine della torta per Beatrice, senza latte e uova.
Gli ingredienti sono:
100 gr. di fecola di patate,
100 gr. di maizena,
200 gr. di zucchero,
100 gr. di cacao amaro(ho scelto Perugina perché è il migliore)
350 cl di latte di soya,
quasi una bustina di lievito "il baule volante" per dolci
un cucchiaino di bicarbonato,
due cucchiai di olio extra vergine di oliva,
un cucchiaino di cannella,
buccia di limone grattata (limone non trattato),
zucchero a velo per decorare e glassare,
sciroppo di zucchero, per ammorbidire.
Per la crema : due cucchiai di maizena, 500 cl di latte di soya, due cucchiai di zucchero, buccia di limone grattata, un cucchiaio di cacao amaro
Si uniscono prima tutti i componenti solidi, si mescola bene, poi si uniscono i liquidi, e si sbatte un poco con il frullatore, giusto per creare un poco di aria, come si fa con le uova.
Si mette al forno ben caldo a 180°, per circa mezz'ora, fino a quando la torta è cotta. Si fa freddare.
Nel frattempo che si cuoce la torta si procede alla preparazione della crema, con il medesimo procedimento di quella normale, cioè si riscalda il latte di soya con la buccia di limone grattata, contemporaneamente si mischiano i due cucchiai di maizena con un poco di latte e lo zucchero. Quando il latte è caldo si unisce la maizena e si mescola fino a bollitura. Si ricopre con la pellicola trasparente per evitare che si formi quella antiestetica pellicola.
A torta fredda, si taglia in tre strati, si bagna con lo sciroppo di zucchero(io lo faccio ad occhio, metto un poco di zucchero in un pentolino con un poco di acqua, poi faccio bollire per qualche minuto, fino a quando diventa un poco consistente. qualche volta aggiunto le fragole, o il succo di arancia, e viene uno sciroppo alla frutta) Sulla prima parte si mette uno strato di crema bianca; poi alla crema restante si unisce un cucchiaio di cacao amaro, e si colloca sul secondo strato.
Si decora con zucchero a velo ed eventualmente con una glassa fatta di zucchero a velo ed acqua. In questa torta è servita un poco di glassa per coprire le piccole magagne.
Ho decorato anche con le Winx e gli animaletti delle winx, qualche fiorellino di stoffa e la fascia colorata.
sabato 5 giugno 2010
Barjac
Ogni anno, in Europa, centomila bambini muoiono di malattie provocate da cause ambientali.
70% dei casi di cancro sono legati all'ambiente. Tra questi, 30% sono dovuti all'inquinamento e 40% all'alimentazione.
Ogni anno in Francia i tumori infantili aumentano dell'1,1%. I casi di cancro in generale sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni.
Edouard Chaulet, sindaco di Barjac, un paesino francese situato nel Gard, ha detto basta e ha deciso che la mensa scolastica sarebbe diventata biologica. La differenza di prezzo è finanziata dal comune. Gli abitanti di Barjac sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico e per i problemi causati dall'uso di pesticidi, e hanno iniziato una battaglia contro questo fenomeno che rischia di diventare irreversibile.
Il documentario di Jean-Paul Jaud "Nos enfants nous accuseront" (I nostri figli ci accuseranno), disponibile anche in inglese, racconta la svolta di Barjac, iniziata dal sindaco Edouard Chaulet e portata avanti da tutti gli abitanti del paese.
Nelle numerose testimonianze raccolte dal regista bambini, genitori, insegnanti, medici, giornalisti, contadini, scienziati e ricercatori apportano le loro testimonianze ed i loro punti di vista, esprimono le loro opinioni e, talvolta, danno sfogo alla loro collera e al loro dolore davanti alle telecamere.
Ognuno racconta la propria esperienza, denunciando gli abusi, evidenziando i problemi e proponendo soluzioni. Testimonianze edificanti e toccanti a proposito di una situazione che bisogna assolutamente riuscire a controllare.
Quante malattie, tumori, infermità stanno proliferando in silenzio senza che facciamo nulla per impedirlo?
Il film comincia nella sede dell'Unesco, durante una riunione tra i più grandi esponenti della medicina mondiale, firmatari dell'Appello di Parigi (PDF messo a disposizione da ambientebrescia.it). La parola d'ordine è una sola: non accontentarsi di quantificare i danni, ma intervenire attivamente e rapidamente.
70% dei casi di cancro sono legati all'ambiente. Tra questi, 30% sono dovuti all'inquinamento e 40% all'alimentazione.
Ogni anno in Francia i tumori infantili aumentano dell'1,1%. I casi di cancro in generale sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni.
Edouard Chaulet, sindaco di Barjac, un paesino francese situato nel Gard, ha detto basta e ha deciso che la mensa scolastica sarebbe diventata biologica. La differenza di prezzo è finanziata dal comune. Gli abitanti di Barjac sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico e per i problemi causati dall'uso di pesticidi, e hanno iniziato una battaglia contro questo fenomeno che rischia di diventare irreversibile.
Il documentario di Jean-Paul Jaud "Nos enfants nous accuseront" (I nostri figli ci accuseranno), disponibile anche in inglese, racconta la svolta di Barjac, iniziata dal sindaco Edouard Chaulet e portata avanti da tutti gli abitanti del paese.
Nelle numerose testimonianze raccolte dal regista bambini, genitori, insegnanti, medici, giornalisti, contadini, scienziati e ricercatori apportano le loro testimonianze ed i loro punti di vista, esprimono le loro opinioni e, talvolta, danno sfogo alla loro collera e al loro dolore davanti alle telecamere.
Ognuno racconta la propria esperienza, denunciando gli abusi, evidenziando i problemi e proponendo soluzioni. Testimonianze edificanti e toccanti a proposito di una situazione che bisogna assolutamente riuscire a controllare.
Quante malattie, tumori, infermità stanno proliferando in silenzio senza che facciamo nulla per impedirlo?
Il film comincia nella sede dell'Unesco, durante una riunione tra i più grandi esponenti della medicina mondiale, firmatari dell'Appello di Parigi (PDF messo a disposizione da ambientebrescia.it). La parola d'ordine è una sola: non accontentarsi di quantificare i danni, ma intervenire attivamente e rapidamente.
Iscriviti a:
Post (Atom)