Avevo acquistato con i punti di un supermercato una caraffa filtrante, ma per quel modello non esistevano dove abito i filtri di ricambio, e così era rimasta inutilizzata fino allo scorso anno.
Nei miei ripetuti viaggi in Inghilterra avevo però trovato i filtri adatti, il cui costo lì era veramente irrisorio, contro quello che avevo trovato su internet, e così ho comprato i filtri ed abbiamo iniziato ad usare l'acqua filtrata.
Con l'uso della caraffa, il risparmio è enorme, in quanto si adopera l'acqua del rubinetto contro la minerale che normalmente noi italiani usiamo, ed inoltre si riducono tantissimo i rifiuti della plastica.
Certo mi sono documentata su internet, per verificare che effettivamente non sia nociva, così trascrivo una parte di un commento.
"Il filtro è costituito, in genere, da resine a scambio ionico e carbone attivo che inducono due processi chimici:
- la resina a scambio ionico riduce la durezza dell’acqua (causa del calcare) e la presenza di certi metalli pesanti come piombo, alluminio, rame, nichel, bario, cobalto e altri metalli
- il carbone attivo riassorbe cloro, pesticidi e agenti inquinanti e impurità organiche, migliorando il gusto dell’acqua ed eliminando alcuni odori classici (come quello del cloro)
L’acqua di casa diventa così piacevole al gusto, senza il classico e fastidioso sapore di cloro, e con la riduzione di alcune sostanze nocive per la salute.
Perché utilizzarla?
• perché in Italia la qualità dell’acqua del rubinetto è già molto alta e sicura, tale da renderla potabile senza altri trattamenti… e se poi possiamo anche migliorarla
• perché il filtro permette di rendere piacevole al gusto il sapore dell’acqua
• perché si può così evitare di comprare l’acqua al supermercato, evitando sia un consumo di plastica (non poca, pensate a quanti rifiuti) sia il risparmio di una notevole quantità di tempo e fatica per il trasporto dei pesanti cartoni di acqua
• perché l’acqua del rubinetto costa molto meno di quella comprata (dalle 100 alle 1000 volte in meno!)"
E qui sono trascritti i lati negativi, secondo lo studio trovato su internet
"• Da mettere in rilievo che alcuni studi di Altroconsumo del 2007 sostengono che le caraffe filtranti, anziché migliorare la qualità dell’acqua, rischiano di peggiorarla. Purtroppo questi studi non sono però molto chiari… nell’articolo si parla nello specifico della Brita che però ha risposto con un altro articolo in cui l’autorevole ed indipendente Istituto TUEV certifica la perfetta qualità dei sistemi di filtraggio e delle cartucce della Brita, ai sensi della normativa tedesca e comunitaria. Negli Stati Uniti, il medesimo prodotto è stato riconosciuto conforme agli standard della National Sanitation Foundation (Standard n. 42 and 53 for Drinking Water Units). L’attacco mi sembra quindi troppo generico, sia rispetto al tipo di caraffa utilizzata che allo stato di usura del filtro. A tal proposito invece si può riflettere sul fatto che la plastica non è certo la più adatta per conservare l’acqua, soprattutto se consideriamo che all’inizio dell’estate, spesso l’acqua viene imbottigliata negli stabilimenti e messa in deposito per i periodi di alta richiesta, talvolta in depositi all’aperto sotto il sole…
• Esiste inoltre il problema dello smaltimento dei filtri (ancora non chiaro) ma dubito che il filtro consumato in un mese sia più difficilmente smaltibile della plastica accumulata in mese di consumo di acqua acquistata al supermercato!! "
Era anche evidenziato il costo elevato dei filtri, qui in Italia, comunque sempre inferiore al costo dell'acqua in bottiglia; infatti un filtro è utilizzabile per un mese (certi lo usano anche fino a due mesi, ma penso che potrebbe essere dannoso) ed il costo il Italia si aggira da 15 ai 18 Euro per una confezione da tre filtri, è comunque una spesa irrisoria. In Inghilterra la confezione da tre costa circa 6 sterline, ma da loro l'uso della caraffa è normalissimo, mentre nei supermercati si vende pochissima acqua minerale.
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domenica 11 luglio 2010
domenica 20 giugno 2010
Tramonto
Torta per Beatrice
Questa è l'immagine della torta per Beatrice, senza latte e uova.
Gli ingredienti sono:
100 gr. di fecola di patate,
100 gr. di maizena,
200 gr. di zucchero,
100 gr. di cacao amaro(ho scelto Perugina perché è il migliore)
350 cl di latte di soya,
quasi una bustina di lievito "il baule volante" per dolci
un cucchiaino di bicarbonato,
due cucchiai di olio extra vergine di oliva,
un cucchiaino di cannella,
buccia di limone grattata (limone non trattato),
zucchero a velo per decorare e glassare,
sciroppo di zucchero, per ammorbidire.
Per la crema : due cucchiai di maizena, 500 cl di latte di soya, due cucchiai di zucchero, buccia di limone grattata, un cucchiaio di cacao amaro
Si uniscono prima tutti i componenti solidi, si mescola bene, poi si uniscono i liquidi, e si sbatte un poco con il frullatore, giusto per creare un poco di aria, come si fa con le uova.
Si mette al forno ben caldo a 180°, per circa mezz'ora, fino a quando la torta è cotta. Si fa freddare.
Nel frattempo che si cuoce la torta si procede alla preparazione della crema, con il medesimo procedimento di quella normale, cioè si riscalda il latte di soya con la buccia di limone grattata, contemporaneamente si mischiano i due cucchiai di maizena con un poco di latte e lo zucchero. Quando il latte è caldo si unisce la maizena e si mescola fino a bollitura. Si ricopre con la pellicola trasparente per evitare che si formi quella antiestetica pellicola.
A torta fredda, si taglia in tre strati, si bagna con lo sciroppo di zucchero(io lo faccio ad occhio, metto un poco di zucchero in un pentolino con un poco di acqua, poi faccio bollire per qualche minuto, fino a quando diventa un poco consistente. qualche volta aggiunto le fragole, o il succo di arancia, e viene uno sciroppo alla frutta) Sulla prima parte si mette uno strato di crema bianca; poi alla crema restante si unisce un cucchiaio di cacao amaro, e si colloca sul secondo strato.
Si decora con zucchero a velo ed eventualmente con una glassa fatta di zucchero a velo ed acqua. In questa torta è servita un poco di glassa per coprire le piccole magagne.
Ho decorato anche con le Winx e gli animaletti delle winx, qualche fiorellino di stoffa e la fascia colorata.
sabato 5 giugno 2010
Barjac
Ogni anno, in Europa, centomila bambini muoiono di malattie provocate da cause ambientali.
70% dei casi di cancro sono legati all'ambiente. Tra questi, 30% sono dovuti all'inquinamento e 40% all'alimentazione.
Ogni anno in Francia i tumori infantili aumentano dell'1,1%. I casi di cancro in generale sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni.
Edouard Chaulet, sindaco di Barjac, un paesino francese situato nel Gard, ha detto basta e ha deciso che la mensa scolastica sarebbe diventata biologica. La differenza di prezzo è finanziata dal comune. Gli abitanti di Barjac sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico e per i problemi causati dall'uso di pesticidi, e hanno iniziato una battaglia contro questo fenomeno che rischia di diventare irreversibile.
Il documentario di Jean-Paul Jaud "Nos enfants nous accuseront" (I nostri figli ci accuseranno), disponibile anche in inglese, racconta la svolta di Barjac, iniziata dal sindaco Edouard Chaulet e portata avanti da tutti gli abitanti del paese.
Nelle numerose testimonianze raccolte dal regista bambini, genitori, insegnanti, medici, giornalisti, contadini, scienziati e ricercatori apportano le loro testimonianze ed i loro punti di vista, esprimono le loro opinioni e, talvolta, danno sfogo alla loro collera e al loro dolore davanti alle telecamere.
Ognuno racconta la propria esperienza, denunciando gli abusi, evidenziando i problemi e proponendo soluzioni. Testimonianze edificanti e toccanti a proposito di una situazione che bisogna assolutamente riuscire a controllare.
Quante malattie, tumori, infermità stanno proliferando in silenzio senza che facciamo nulla per impedirlo?
Il film comincia nella sede dell'Unesco, durante una riunione tra i più grandi esponenti della medicina mondiale, firmatari dell'Appello di Parigi (PDF messo a disposizione da ambientebrescia.it). La parola d'ordine è una sola: non accontentarsi di quantificare i danni, ma intervenire attivamente e rapidamente.
70% dei casi di cancro sono legati all'ambiente. Tra questi, 30% sono dovuti all'inquinamento e 40% all'alimentazione.
Ogni anno in Francia i tumori infantili aumentano dell'1,1%. I casi di cancro in generale sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni.
Edouard Chaulet, sindaco di Barjac, un paesino francese situato nel Gard, ha detto basta e ha deciso che la mensa scolastica sarebbe diventata biologica. La differenza di prezzo è finanziata dal comune. Gli abitanti di Barjac sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico e per i problemi causati dall'uso di pesticidi, e hanno iniziato una battaglia contro questo fenomeno che rischia di diventare irreversibile.
Il documentario di Jean-Paul Jaud "Nos enfants nous accuseront" (I nostri figli ci accuseranno), disponibile anche in inglese, racconta la svolta di Barjac, iniziata dal sindaco Edouard Chaulet e portata avanti da tutti gli abitanti del paese.
Nelle numerose testimonianze raccolte dal regista bambini, genitori, insegnanti, medici, giornalisti, contadini, scienziati e ricercatori apportano le loro testimonianze ed i loro punti di vista, esprimono le loro opinioni e, talvolta, danno sfogo alla loro collera e al loro dolore davanti alle telecamere.
Ognuno racconta la propria esperienza, denunciando gli abusi, evidenziando i problemi e proponendo soluzioni. Testimonianze edificanti e toccanti a proposito di una situazione che bisogna assolutamente riuscire a controllare.
Quante malattie, tumori, infermità stanno proliferando in silenzio senza che facciamo nulla per impedirlo?
Il film comincia nella sede dell'Unesco, durante una riunione tra i più grandi esponenti della medicina mondiale, firmatari dell'Appello di Parigi (PDF messo a disposizione da ambientebrescia.it). La parola d'ordine è una sola: non accontentarsi di quantificare i danni, ma intervenire attivamente e rapidamente.
domenica 30 maggio 2010
Cibo e tumori
Questo è un sunto di quanto scritto sull'inserto Salute di Repubblica del 27 Aprile.
Una buona alimentazione è importante per mantenersi in salute e per evitare i rischi de cancro, sia al colon, che al seno e alla prostata.
Per colazione sarebbe bene mangiare latte scremato o yogurt, con cereali di crusca, che prevengono le neoplasie intestinali, ed inoltre una spremuta di arancia che rafforza il sistema immunitario.
Nell'intervallo, nell'eventualità di attacchi di fame, mangiare frutta fresca: kiwi e fragole sono i migliori frutti, perché il kiwi è ricco di licopene, che riduce il rischio di tumore prostatico, mentre le fragole contengono acido ellagico, un forte antiossidante.
Per merenda the verde o nero con biscottini integrali: il the contiene catechine e flavonoidi, che inibiscono l'attivazione delle sostanze cancerogene, mentre i biscottini integrali contengono fibra, sempre per prevenire neoplasie intestinali.
Per pranzo o cena pasta al pomodoro, che contiene licopene, per ridurre il rischio di tumore prostatico, ed è anche antiangiogenico; pesce bollito o al forno per l'assunzione di acidi grassi omega 3, per ridurre il rischio cardiovascolare; verdura , e la migliore è costituita da broccoli o cavolini che contengono isotiocianati, che favoriscono la protezione delle cellule.
Altri cibi preventivi sono: la soia, il riso integrale, l'olio di oliva, l'aglio e la cipolla, la frutta, specialmente le mele.
Nuovi studi hanno accertato, inoltre che le crocifere, come i broccoli e i cavoli, contengono tetracarbinolo, un forte protettore dal cancro del seno.
Quindi mangiando pasta, pesce e molta frutta e verdura ci si ammala meno di cancro.
Oltre alla dieta appropriata, sarebbe bene fare anche attività fisica per avere una maggiore protezione perché l'American Cancer Society ha confermato che una cattiva dieta, sovrappeso e obesità sono responsabili di un tumore su tre. Un eccessivo consumo di cibi grassi, salati, di dolci, zuccheri e bibite carbonate va a detrimento della salute e predispone alla malattia tumorale e non solo.
Una buona alimentazione è importante per mantenersi in salute e per evitare i rischi de cancro, sia al colon, che al seno e alla prostata.
Per colazione sarebbe bene mangiare latte scremato o yogurt, con cereali di crusca, che prevengono le neoplasie intestinali, ed inoltre una spremuta di arancia che rafforza il sistema immunitario.
Nell'intervallo, nell'eventualità di attacchi di fame, mangiare frutta fresca: kiwi e fragole sono i migliori frutti, perché il kiwi è ricco di licopene, che riduce il rischio di tumore prostatico, mentre le fragole contengono acido ellagico, un forte antiossidante.
Per merenda the verde o nero con biscottini integrali: il the contiene catechine e flavonoidi, che inibiscono l'attivazione delle sostanze cancerogene, mentre i biscottini integrali contengono fibra, sempre per prevenire neoplasie intestinali.
Per pranzo o cena pasta al pomodoro, che contiene licopene, per ridurre il rischio di tumore prostatico, ed è anche antiangiogenico; pesce bollito o al forno per l'assunzione di acidi grassi omega 3, per ridurre il rischio cardiovascolare; verdura , e la migliore è costituita da broccoli o cavolini che contengono isotiocianati, che favoriscono la protezione delle cellule.
Altri cibi preventivi sono: la soia, il riso integrale, l'olio di oliva, l'aglio e la cipolla, la frutta, specialmente le mele.
Nuovi studi hanno accertato, inoltre che le crocifere, come i broccoli e i cavoli, contengono tetracarbinolo, un forte protettore dal cancro del seno.
Quindi mangiando pasta, pesce e molta frutta e verdura ci si ammala meno di cancro.
Oltre alla dieta appropriata, sarebbe bene fare anche attività fisica per avere una maggiore protezione perché l'American Cancer Society ha confermato che una cattiva dieta, sovrappeso e obesità sono responsabili di un tumore su tre. Un eccessivo consumo di cibi grassi, salati, di dolci, zuccheri e bibite carbonate va a detrimento della salute e predispone alla malattia tumorale e non solo.
Il fiore di tagete
Il fiore era bellissimo, di due colori, rosso e giallo. Il rosso tendeva un po’ al bordeaux. Era anche molto profumato, ma non era stato colto per essere messo nel vaso, a far bella mostra di sé. Era un fiore di tagete, e stava lì con tanti altri in un’aiuola, ai piedi di un albero di melo. Una macchia di colore nel prato verde. Si godeva il sole che lo illuminava e lo scaldava, e la rugiada la mattina all’alba. Piano piano si avvizzì e perse tutti i petali. Ma era contento perché ancora nessuno lo aveva colto. Era in bella compagnia perché anche gli altri fiori si stavano appassendo. I petali cominciarono a cadere e a formare un piccolo tappeto sotto l’albero. Rimasero solo i semini dentro la corolla, che ancora non era completamente secca. Poi anche la corolla si aprì e tutti i semi caddero sul terreno. Come era caldo quel terreno! E sempre umido, un po’ perché protetto dall’albero, un po’ perché la rugiada la mattina era veramente abbondante. Qualche seme si perse nel vento, ma alcuni s’intrufolarono nel terreno tra i petali appassiti. E dopo qualche giorno dalla terra fece capolino un piccolo stelo con all’apice una fogliolina. Si stiracchiò al sole, contento di quella bella luce, dopo giorni di buio. Passarono ancora altri giorni, e dopo la prima fogliolina, apparvero le altre, belle verdi e lucenti. E poi, eccolo, il nuovo fiore di tagete. Dapprima un bottone schiuso, poi piano piano aperto, colorato e profumatissimo.
venerdì 21 maggio 2010
Antiafidi ecologici
La rosa, il limone e l'arancio erano pieni di pidocchietti, specialmente la rosa.
Volevo eliminarli in modo poco dannoso per la natura, e allora ho trovato un sito dove sono indicati dei sistemi molto caserecci, per creare degli antiparassitari.
Uno di questi diceva di usare 50 gr. di sapone di Marsiglia e di diluirlo in un litro di acqua. Se poi si vuole creare un antiacaro che anche sconfigga la cocciniglia, allora consigliava di sciogliere il sapone in poca acqua, e di raggiungere il litro unendo alcool denaturato.
Allora ho iniziato a sciogliere il sapone nell'acqua. Certo ho scoperto che non si scioglie bene se non si fa riscaldare il tutto sul fuoco, allora si amalgama benissimo.
Ho usato poco piu' di un litro di acqua e poi ho aggiunto un litro di alcool denaturato.
Certo ho cambiato un poco le dosi, perché avevo paura di danneggiare le piante.
Il sito consigliava di spruzzare il composto di sera, e così ho fatto.
Non vi dico che puzza di alcool si è sprigionata, tant'è vero che pensavo di aver inebriato le piante, e di averle danneggiate. Una serie di piccoli insetti è scappata via, erano tutti verdi, chi lo sa chi erano.
Ho spruzzato solo la rosa e una parte di limone, perché il liquido era troppo poco per usarlo anche su tutto il limone e sull'arancio.
Poi ho avuto paura di aver peggiorato la situazione, così subito ho lavato sia la rosa che il limone.
Oggi, appena tornata a casa, sono andata a constatare cosa fosse successo,e, miracolo!, i pidocchietti delle rose tutti morti. Forse si sono ubriacati! La rosa e il limone, invece, non avevano alcun segno di sofferenza.
Comunque sono contenta perché così non ho creato alcun danno per le api.
L'arancio, invece, poiché è una pianta molto giovane e quindi ancora piccola, l'ho trattato lavando tutte le parte infestate con acqua e sapone, è andata benissimo!
Userò lo stesso procedimento anche sui due meli, perché hanno già tantissime foglie accartocciate, segno di presenza di afidi.
Volevo eliminarli in modo poco dannoso per la natura, e allora ho trovato un sito dove sono indicati dei sistemi molto caserecci, per creare degli antiparassitari.
Uno di questi diceva di usare 50 gr. di sapone di Marsiglia e di diluirlo in un litro di acqua. Se poi si vuole creare un antiacaro che anche sconfigga la cocciniglia, allora consigliava di sciogliere il sapone in poca acqua, e di raggiungere il litro unendo alcool denaturato.
Allora ho iniziato a sciogliere il sapone nell'acqua. Certo ho scoperto che non si scioglie bene se non si fa riscaldare il tutto sul fuoco, allora si amalgama benissimo.
Ho usato poco piu' di un litro di acqua e poi ho aggiunto un litro di alcool denaturato.
Certo ho cambiato un poco le dosi, perché avevo paura di danneggiare le piante.
Il sito consigliava di spruzzare il composto di sera, e così ho fatto.
Non vi dico che puzza di alcool si è sprigionata, tant'è vero che pensavo di aver inebriato le piante, e di averle danneggiate. Una serie di piccoli insetti è scappata via, erano tutti verdi, chi lo sa chi erano.
Ho spruzzato solo la rosa e una parte di limone, perché il liquido era troppo poco per usarlo anche su tutto il limone e sull'arancio.
Poi ho avuto paura di aver peggiorato la situazione, così subito ho lavato sia la rosa che il limone.
Oggi, appena tornata a casa, sono andata a constatare cosa fosse successo,e, miracolo!, i pidocchietti delle rose tutti morti. Forse si sono ubriacati! La rosa e il limone, invece, non avevano alcun segno di sofferenza.
Comunque sono contenta perché così non ho creato alcun danno per le api.
L'arancio, invece, poiché è una pianta molto giovane e quindi ancora piccola, l'ho trattato lavando tutte le parte infestate con acqua e sapone, è andata benissimo!
Userò lo stesso procedimento anche sui due meli, perché hanno già tantissime foglie accartocciate, segno di presenza di afidi.
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