Lo scorso Giovedì sono andata a Roma per mia nipote, la più piccola, e quando sono salita sull'autobus ho osservato le persone che lo stavano frequentando in quel momento. Erano per la maggior parte donne, e quasi tutte di un' età avanzata. Tutte erano assorte nei loro pensieri, ed avevano una smorfia di tristezza sulle labbra.Nessuna sorrideva o per lo meno aveva una faccia serena. Guardandole, facevano pensare che avessero passato dei momenti difficili nella loro vita, e i segni erano ancora evidenti sui loro volti. I ragazzi, invece, che sono poi sopraggiunti a una delle fermate successive, erano tutti chiassosi e sorridenti, quansi canzonatori verso l'universo.
Comunque la vita nella città è veramente triste, ognuno è solo e chiuso nel suo guscio, senza comunicare con i vicini, e chiuso al mondo esterno una volta chiusa la porta di casa.Qesta considerazione l'abbiamo fatta quando siamo venuti ad abitare qui a Cerveteri io e Nando, allorchè abbiamo incominciato a vivere quasi in comunità, dove tutti i momenti sono buoni per stare insieme, si dividono le gioie e i dispiaceri come in una grande famiglia. Forse è il modo di vivere dei piccoli centri.
E noi, che avevamo vissuto per 30 anni in un palazzo a Roma, aiutandoci con i vicini in caso di necessità, ma mai abbiamo preso un caffè insieme!
Per questa vita isolata, forse, quelle donne avevano un'espressione triste.
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martedì 19 gennaio 2010
sabato 16 gennaio 2010
amici
Tutti riuniti a casa mia, per un bel pranzetto.C'erano i miei carissimi vicini, da cui siamo stati adottati come nonni, e noi li abbiamo adottati come figli, e i piccoli come nipoti. Mi era stata richiesta da tutti la cottage pie, e allora ho aggiunto fettuccine fatte in casa, risotto con zucca e crema di carciofi, per i bambini scaloppine e patate al forno e per noi come contorno puntarelle, e poi avevo preparato un dolce alla frutta con pasta frolla dietetica. Claudio e Claudia hanno portato l'insalata e un dolce gelato, mentre Alessandra e Federico la panzanella e le sedie. Luca e Roberta i vini e non vi dico che sinfonia gradevole di rossi, e le posate mancanti. Un successo di pranzo, e poi abbiamo giocato a carte; era richiesta una rivincita a burraco da me e Alessandra contro Luca e Federico. Li abbiamo stracciati una partita tirata fino alla fine e vinta da noi per soli 5 punti!!
I bambini nell'altra stanza a giocare.
Ecco la ricetta della cottage pie (quella che ho fatto oggi era per una decina di persone):
1 Kg di macinato di carne di vitellone
1 Kg di patate.
Si fa un soffritto di cipolla, sedano e carota, poi si aggiunge la carne macinata e si fa rosolare, si bagna con il vino rosso e, quando è evaporato di aggiunge un poco di pomodoro, ma non troppo, sale e pepe q.b. Si fa cuocere bene ed in ultimo si aggiungono 2 cucchiai di worcherstershire sause.
A parte si lessano le patate, poi si schiacciano, si aggiunge il sale,il pepe, il burro abbondante e pochissimo latte (a chi piace anche la noce moscata).
Quando è tutto pronto, si prende una teglia, si mette sulla base la carne macinata, la si ricopre con le patate e si mette al forno a dorare un poco (temperatura a 180° gradi9. Buonissima!
I bambini nell'altra stanza a giocare.
Ecco la ricetta della cottage pie (quella che ho fatto oggi era per una decina di persone):
1 Kg di macinato di carne di vitellone
1 Kg di patate.
Si fa un soffritto di cipolla, sedano e carota, poi si aggiunge la carne macinata e si fa rosolare, si bagna con il vino rosso e, quando è evaporato di aggiunge un poco di pomodoro, ma non troppo, sale e pepe q.b. Si fa cuocere bene ed in ultimo si aggiungono 2 cucchiai di worcherstershire sause.
A parte si lessano le patate, poi si schiacciano, si aggiunge il sale,il pepe, il burro abbondante e pochissimo latte (a chi piace anche la noce moscata).
Quando è tutto pronto, si prende una teglia, si mette sulla base la carne macinata, la si ricopre con le patate e si mette al forno a dorare un poco (temperatura a 180° gradi9. Buonissima!
giovedì 14 gennaio 2010
lavori invernali nell'orto
Questa mattina ho raccolto i broccoli siciliani e sono veramente buoni.
Gli scorsi anni erano venuti molto piccoli, comunque sempre buoni. Quest'anno sono veramente eccezionali, grandi e tutti sani. Sarà forse dovuto alla concimazione naturale e abbondante (stallatico di cavallo e compost) o al clima di questo anno, chi lo sa.
Poi sempre questa mattina mi sono cimentata per la prima volta nella potatura della mia unica pianta di uva fragola (il mio vigneto). Certo poverina è giovanissima, solo un anno, e ancora non ha fruttificato. Ho seguito le istruzioni prese da internet nei vari siti, tutti provvisti anche di video, e vediamo se sono stata brava. Infatti, se la potaura è fatta bene, quest'anno dovrebbe fare i primi grappoli. Le marze non le ho buttate, e vedrò di fare altre piante. Infatti lo scorso anno una contadina me ne ha regalate alcune, ed ho provato a farle diventare piante. Ho però commesso un errore. Infatti le ho messe subito tutte insieme in un vaso grande, poi quando ho visto che avevano attecchito, le ho trasferite separaamente in diversi vasi. Ma era ancora troppo presto e sono tutte morte, meno una che tuttora e una piccolissima pianta, messa a terra solo lo scorso novembre.
La prossima settimana, se il tempo lo permette, comincerò a potare i meli (2) e l'albicocco.Qui si parrà la mia nobilitade.
Gli scorsi anni erano venuti molto piccoli, comunque sempre buoni. Quest'anno sono veramente eccezionali, grandi e tutti sani. Sarà forse dovuto alla concimazione naturale e abbondante (stallatico di cavallo e compost) o al clima di questo anno, chi lo sa.
Poi sempre questa mattina mi sono cimentata per la prima volta nella potatura della mia unica pianta di uva fragola (il mio vigneto). Certo poverina è giovanissima, solo un anno, e ancora non ha fruttificato. Ho seguito le istruzioni prese da internet nei vari siti, tutti provvisti anche di video, e vediamo se sono stata brava. Infatti, se la potaura è fatta bene, quest'anno dovrebbe fare i primi grappoli. Le marze non le ho buttate, e vedrò di fare altre piante. Infatti lo scorso anno una contadina me ne ha regalate alcune, ed ho provato a farle diventare piante. Ho però commesso un errore. Infatti le ho messe subito tutte insieme in un vaso grande, poi quando ho visto che avevano attecchito, le ho trasferite separaamente in diversi vasi. Ma era ancora troppo presto e sono tutte morte, meno una che tuttora e una piccolissima pianta, messa a terra solo lo scorso novembre.
La prossima settimana, se il tempo lo permette, comincerò a potare i meli (2) e l'albicocco.Qui si parrà la mia nobilitade.
martedì 12 gennaio 2010
L'ultima foglia del melo
Era l’ultima foglia del melo rimasta lì in cima. No, non voleva proprio lasciare il suo ramo.
Il melo allora le parlò dolcemente, cercando di convincerla che ormai non era più il suo tempo.
“Dai, piccola, lasciati andare nel vento! Vedrai che non sarà né doloroso né faticoso”
“Ma io ho tanta paura di lasciarti, sto bene con te, e poi vedi sono ancora tutta verde! Devo perlomeno diventare un po’ gialla come le mie sorelline, che sono volate via”.
“Certo devi diventare gialla, ma vedi ora non è più il tempo per te di restare, dei farti portare via dal vento, e poi trasformarti.”
“Trasformarmi? E in che cosa” ribatté la foglia.
“Quando sarai portata via nel vento, andrai a posarti sulla terra insieme alle tue sorelline, e qui, piano piano, ritornerai ad essere terra, che servirà a nutrire noi piante”.
“Perché nutrire?” chiese la foglia.
“Certo, nutrire, perché trasformandoti in terra, sarai ricca di una sostanza preziosa per la nostra vitalità, e cioè l’azoto. Come vedi sei sempre importante, non devi avere paura.”
“Va bene, cercherò di diventare gialla, e poi mi farò trasportare via dal vento, non avrò paura, te lo prometto”
E così, giorno dopo giorno, anche l’ultima fogliolina fu rapita dal vento e poi cadde un poco più lontano dal melo, vicinissima a tutte le altre foglie già cadute. Ce ne erano tante e così lei non si trovò sola. Alcune erano già completamente trasformate, cioè era rimasta solo visibile la nervatura, altre erano diventate sottilissime, come una pellicina di cipolla, e quasi trasparenti, altre invece, le ultime cadute, erano ancora intatte. Bellissime, con i colori dell’autunno, cioè gialle e rossicce. E’ come se fossero andate in salone di bellezza, ad imbellettarsi per una festa. Foglie di melo, di albicocco, di vite, di fico e di cachi. Era un bel tappeto colorato. Improvvisamente da sotto il tappeto sbucarono due occhi luminosi. Ma chi sarà mai, pensò la nostra fogliolina.
“Cra, cra, ben arrivata!” la salutò un rospetto.
“E tu che ci fai qui?” domandò la foglia.
“Mi proteggo dal freddo, e poi sai, sotto di voi si crea proprio una situazione adatta a me, e cioè umida e calda, come se fosse un bel cappottino per l’inverno che è alle porte. Quando diventerete terra, mi coprirete completamente, così aspetterò al calduccio la prossima primavera. Allora, uscirò e cercherò una compagna”
“Sono proprio contenta, perché sono in compagnia e poi sono veramente utile” disse la fogliolina.
Guardò su con nostalgia la pianta madre. Era enorme, la sovrastava e le copriva il sole. No, non doveva avere paura. Il sole era pallido e non molto caldo, non come il bel sole dell’estate che la illuminava tutta e la riscaldava, anche troppo. E poi nel cielo il sole restava poche ore, e parecchi giorni era pure coperto dalle nuvole. Queste erano sempre più nere, e ricche di acqua, e spesso pioveva abbondantemente .
“Va bene” pensò “ è giusto così. Mi trasformerò presto e ritornerò alla mia pianta madre così la potrò riabbracciare, e mi ritroverò con le mie sorelline.”
E così, giorno dopo giorno, la nostra piccola fogliolina prima divenne sottile sottile, poi rimasero solo le nervature, e tutta l’altra parte era diventata terra profumata e bruna, insieme alle altre foglioline.
Quando arrivò il tepore della primavera venne il contadino, vide tutta questa bella terra e la smosse un poco, sistemandola bene vicino al tronco del melo, stando però attento a non disturbare il ranocchio per non fargli male. Il ranocchio serviva per cacciare gli insetti fastidiosi, come le zanzare, e quegli altri piccoli insetti che possono danneggiare le piante.
Intanto sul melo stavano nascendo le prime nuove foglioline, e l’albero si era abbellito con mille fiori.
Alle nuove foglioline, l’albero disse:
“Vedete, piccole, tutta quella terra profumata che ora mi è stata messa dal contadino vicino al tronco, è sempre parte di me, ma serve ora sia a me che a voi, è preziosa perché contiene buone sostanze provenienti dalle vostro sorelline dello scorso anno. Ora è il vostro tempo!”
Il melo allora le parlò dolcemente, cercando di convincerla che ormai non era più il suo tempo.
“Dai, piccola, lasciati andare nel vento! Vedrai che non sarà né doloroso né faticoso”
“Ma io ho tanta paura di lasciarti, sto bene con te, e poi vedi sono ancora tutta verde! Devo perlomeno diventare un po’ gialla come le mie sorelline, che sono volate via”.
“Certo devi diventare gialla, ma vedi ora non è più il tempo per te di restare, dei farti portare via dal vento, e poi trasformarti.”
“Trasformarmi? E in che cosa” ribatté la foglia.
“Quando sarai portata via nel vento, andrai a posarti sulla terra insieme alle tue sorelline, e qui, piano piano, ritornerai ad essere terra, che servirà a nutrire noi piante”.
“Perché nutrire?” chiese la foglia.
“Certo, nutrire, perché trasformandoti in terra, sarai ricca di una sostanza preziosa per la nostra vitalità, e cioè l’azoto. Come vedi sei sempre importante, non devi avere paura.”
“Va bene, cercherò di diventare gialla, e poi mi farò trasportare via dal vento, non avrò paura, te lo prometto”
E così, giorno dopo giorno, anche l’ultima fogliolina fu rapita dal vento e poi cadde un poco più lontano dal melo, vicinissima a tutte le altre foglie già cadute. Ce ne erano tante e così lei non si trovò sola. Alcune erano già completamente trasformate, cioè era rimasta solo visibile la nervatura, altre erano diventate sottilissime, come una pellicina di cipolla, e quasi trasparenti, altre invece, le ultime cadute, erano ancora intatte. Bellissime, con i colori dell’autunno, cioè gialle e rossicce. E’ come se fossero andate in salone di bellezza, ad imbellettarsi per una festa. Foglie di melo, di albicocco, di vite, di fico e di cachi. Era un bel tappeto colorato. Improvvisamente da sotto il tappeto sbucarono due occhi luminosi. Ma chi sarà mai, pensò la nostra fogliolina.
“Cra, cra, ben arrivata!” la salutò un rospetto.
“E tu che ci fai qui?” domandò la foglia.
“Mi proteggo dal freddo, e poi sai, sotto di voi si crea proprio una situazione adatta a me, e cioè umida e calda, come se fosse un bel cappottino per l’inverno che è alle porte. Quando diventerete terra, mi coprirete completamente, così aspetterò al calduccio la prossima primavera. Allora, uscirò e cercherò una compagna”
“Sono proprio contenta, perché sono in compagnia e poi sono veramente utile” disse la fogliolina.
Guardò su con nostalgia la pianta madre. Era enorme, la sovrastava e le copriva il sole. No, non doveva avere paura. Il sole era pallido e non molto caldo, non come il bel sole dell’estate che la illuminava tutta e la riscaldava, anche troppo. E poi nel cielo il sole restava poche ore, e parecchi giorni era pure coperto dalle nuvole. Queste erano sempre più nere, e ricche di acqua, e spesso pioveva abbondantemente .
“Va bene” pensò “ è giusto così. Mi trasformerò presto e ritornerò alla mia pianta madre così la potrò riabbracciare, e mi ritroverò con le mie sorelline.”
E così, giorno dopo giorno, la nostra piccola fogliolina prima divenne sottile sottile, poi rimasero solo le nervature, e tutta l’altra parte era diventata terra profumata e bruna, insieme alle altre foglioline.
Quando arrivò il tepore della primavera venne il contadino, vide tutta questa bella terra e la smosse un poco, sistemandola bene vicino al tronco del melo, stando però attento a non disturbare il ranocchio per non fargli male. Il ranocchio serviva per cacciare gli insetti fastidiosi, come le zanzare, e quegli altri piccoli insetti che possono danneggiare le piante.
Intanto sul melo stavano nascendo le prime nuove foglioline, e l’albero si era abbellito con mille fiori.
Alle nuove foglioline, l’albero disse:
“Vedete, piccole, tutta quella terra profumata che ora mi è stata messa dal contadino vicino al tronco, è sempre parte di me, ma serve ora sia a me che a voi, è preziosa perché contiene buone sostanze provenienti dalle vostro sorelline dello scorso anno. Ora è il vostro tempo!”
martedì 29 dicembre 2009
compostiera
Evviva ho finalmente la mia compostiera ottenuta in comodato d'uso dal Comune!. E' stata un po' una battaglia, ma finalmente eccola, non molto grande, già sistemata nel mio giardino e già con parecchio materiale dentro. Infatti avevo raccolto le foglie dell'albicocco e del melo e le avevo conserate in un sacco di plastica con molti buchi per l'aria. Poi ho aggiunto il primo umido dalla cucina e avevo una scatola di cartone. Inaugurata!
lunedì 14 dicembre 2009
compostiera
Finalmente dovrebbe arrivare la mia compostiera. Certo la potevo pure comprare due anni fa per circa 70 Euro, ma mi sono incaponita a chiederla al mio comune, perchè questo servizio esiste già in tanti comuni limitrofi, ed in certi addirittura se siha la compostiera si ha diritto ad uno sconto sulla tassa per la nettezza urbana. Certo non pretendo questo. Avevo fatto una regolare domanda, con una lettera, e l'avevo presentata all'ufficio competente; il responsabile, sollecitato diverse volte, aveva infine detto che le compostiere erano arrivate, e avrebbero emesso il bando per poter stabilire a chi darle. Poi la Giunta è crollata. Ora sembra che finalmente sarò un'assegnataria di questo prezioso prodotto della civiltà odierna! Preciso che la nuova giunta è di sinistra, tanto per specificare. Questa mattina ho elefonato al servizio addetto alle consegne, e mi è stato detto che sicuramente nelle prossime settimane, sarà consegnata. Evviva!!
venerdì 27 novembre 2009
recupero carciofi
Avete mai provato a recuperare qualcosa dagli scarti dei carciofi? Io l'ho fatto ed è venuta fuori una crema buonissima.
Quando pulisco i carciofi, tutte le foglie dure non le butto, butto solamente la parte esterna dei gambi ed il pelo. Faccio bollire un pò d'acqua leggermente salata, e quando bolle butto giù tutto. Si devono cuocere per tre quarti d'ora, o anche di più a seconda della durezza degli scarti, e si deve far ridurre l'acqua. Si frulla il tutto e po si passa al passino perchè rimangono molti filamenti. Ed eccovi una crema di carciofi buonissima, adata a fare risotti.
L'ho usata l'altro giorno per un risotto con zucca e passata di carciofi. Una sciccheria veramente.
Quando pulisco i carciofi, tutte le foglie dure non le butto, butto solamente la parte esterna dei gambi ed il pelo. Faccio bollire un pò d'acqua leggermente salata, e quando bolle butto giù tutto. Si devono cuocere per tre quarti d'ora, o anche di più a seconda della durezza degli scarti, e si deve far ridurre l'acqua. Si frulla il tutto e po si passa al passino perchè rimangono molti filamenti. Ed eccovi una crema di carciofi buonissima, adata a fare risotti.
L'ho usata l'altro giorno per un risotto con zucca e passata di carciofi. Una sciccheria veramente.
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