Visualizzazioni totali

mercoledì 29 dicembre 2010

accessi

E siamo a mille e 3 visitatori. Bisognerebbe festeggiare, non è male, mi pare!!!!!!!!!!

venerdì 26 novembre 2010

Saccheti di plastica

Sono già  due anni che ho sempre nella borsa un sacchetto che si chiude e diventa piccolissimo, fatto di stoffa. L'avevo avuto in regalo a natale dalla mia consuocera inglese, in quanto in Inghilterra questo concetto è già stato divulgato da molto, e lì i supermercati incentivano le peersone a non usare le buste di plastica, dando dei punti in più sulla tessera nell'eventualità che si adoperi il proprio sacchetto riutilizzabile. E la scorsa estate diffondevano delle sacche fatte di iuta, carinissime, con disegnini sopra, sempre per incentivare. Ora le vendono a solo una sterlina l'una, e sempre se le usi danno dei punti in più sulla tessera.
Invece in Italia sembra che neanche a Gennaio si applicherà la normativa dell'eliminazione delle buste, in quanto sembra che la ministra Prestigiacomo ha dimostrato incertezze sull'abbandono della plastica.
Allora Legambiente ha lanciato un referendum per votare in tal senso.
Allego qui quanto pubblicato dal sito Ecoblog:
Sacchetti di plastica: Legambiente lancia il referendum online


pubblicato: venerdì 26 novembre 2010 da Peppe Croce

Già un paio di mesi fa Legambiente aveva lanciato una petizione in favore dell’abolizione dei sacchetti di plastica, i famosi shopper dei supermercati.

Ora arriva una vera e propria campagna nazionale, chiamata “Vota il sacco”, per ribadire e rinforzare la richiesta di dire addio ai sacchetti non biodegradabili. La campagna si svolgerà nelle piazze e su internet, tramite un sito-referendum online per chiedere agli italiani quale sia per loro l’alternativa migliore ai sacchetti tra le borse della spesa riutilizzabili, i sacchetti di carta e i sacchetti di bioplastica.

Perché mai Legambiente ha sentito l’esigenza di tornare, con una nuova iniziativa, su questo argomento? Per due motivi: il primo è politico, come dimostrano le incertezze sull’abbandono della plastica del ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo; il secondo è “tecnico” e consiste nella forte resistenza che sta facendo l’industria della plastica tramite l’associazione di categoria Unionplast.

Unionplast afferma che i sacchetti in bioplastica siano peggiori di quelli normali, in plastica riciclata: la bioplastica proviene da materie prime alimentari (patate, mais, olio di girasole), mentre la plastica riciclata proviene dai rifiuti. Legambiente risponde che il dossier stilato da Unionplast per difendere le sue posizioni “contiene dati inutilmente allarmistici, in alcuni casi volutamente lacunosi e persino falsi”.

Per quanto riguarda la competizione con l’industria del cibo, in particolare, Legambiente è convinta che cibo e bioplastica possano convivere ed integrarsi senza alcun problema.

http://www.ecoblog.it/post/11579/sacchetti-di-plastica-legambiente-lancia-il-referendum-online?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)

mercoledì 24 novembre 2010

Corso di autoproduzione di detersivi

Come al solito sono stata la solita sbadata, ho scordato di portarmi la macchinetta fotografica ed il telefonino, nella concitazione dei preparativi. Oggi Paolo mi ha dato la chiavetta per trasferire tutte le foto e postarle, ma purtroppo il linguaggio del suo computer è diverso dal mio per cui non si riesce a vederle.
E così vi racconto solo come è andata, poi posterò le foto quando Mara e Paolo tornano.
Ebbene il grande giorno era sabato scorso. I preparativi sono iniziati a casa di Mara alle 8 e 30, per approntare le ultime cose, poi siamo andati tutti alla Riserva di Canale di Monterano, dove avevano lasciato la sala a disposizione per l'evento. Avevamo fatto una buona pubblicità ma eravamo comunque scettici sul numero delle presenze. Invece c'erano  58 persone presenti, oltre noi quattro, e la sala era piena con gente adirittura in piedi.
Ha iniziato Paolo a presentare la nostra associazione ed i fini che si prefigge, poi ha parlato dell'inizitiva europea promossa per la riduzione dei rifiuti, e poi abbiamo cominciato prima Mara, poi io, per ultima, dulcis infundo, Alessandra.
Mara ha spiegato l'importanza dei due elementi base per le pulizie, l'aceto ed il bicarbonato, e l'importanza dell'utilizzo degli stessi onde evitare sia l'inquinamento delle acque  e del suolo, che l'ingerimento da parte nostra di sostanze chimiche. Poi ha iniziato a presentare i primi nostri detersivi.
Ha presentato il detergente per lavastoviglie, il sapone da bucato rinnovato, il pulitore igenizzante per bagno, lo spray igenizzante, sgrassante e deodorante e due forme di sgorgalavandini.
Quindi è toccato il mio turno, con la presentazione delle saponette per il corpo, il sapone liquido per le mani, il detergente per la lana lo spray antistatico, lo spray anticalcare e il detergente in crema.
Quindi Alessandra con la presentazione e la spiegazione del sapone fatto in casa, con la cenere, il detergente gel per i piatti e il detergente spray per pulizia e disinfezione delle superfici.
Tutti erano sempre attentissimi e incuriositi, c'era chi prendeva appunti ed alla fine il pubblico è intervenuto con le domande. Insomma un vero successo.
Alla fine della manifestazione abbiamo distribuito dei campioncini di alcuni prodotti, confezionati in barattoletti di vetro recuperati dagli omogeneizzati dei bambini per i detersivi in gel, e con la carta velina colorata con nastri di rafia per le saponette. E' finito tutto in pochissimi minuti.

Ecco una ricetta:

Saponette per il corpo

Ingredienti: 80 gr. di sapone di marsiglia a scaglie, 3 cucchiai di latte, 2 cucchiaini di olio di mandorle, 1 cucchiaino di miele, 20 gocce di olio essenziale di lavanda, menta e teatree oil in mix.

Preparazione: sciogliere il sapone con l'olio di mandorle, il latte e il miele a bagnomaria, mescolando con un cucchiaio di legno per 20 minuti circa, fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Spegnere il fuoco e aggiungere gli olii essenziali. Ungere gli stampini con olio, riempirli e livellarli con una lama di coltello unta, quindi mettere per 1 o due giorni in frigo.

martedì 16 novembre 2010

Settimana riduzione rifiuti

In questo momento così particolare, data la situazione italiana dei rifiuti, ci sarà dal 20 al 28 Novembre la settimana europea per la riduzione dei rifiuti.


Come associazione culturale ci siamo mobilitati, insieme ad altre associazioni, ed abbiamo programmato per il 20 Novembre un corso laboratorio di autoproduzione di detersivi. L'iniziativa è bellissima, stiamo preparando vari detersivi, saponette, lavavetri, così porteremo a tutti i partecipanti al corso i nostri fatturati, e se la cosa piacerà inizieremo altri corsi per un consumo critico ed un uso di materiali naturali, con drastica riduzione degli involucri e bassissimo impatto ambientale, sicuramente a km. 0.
Faremo foto che pubblicherò sul blog.

domenica 24 ottobre 2010

ravioli con la zucca

Ho fatto una spesa pazzesca, ho comprato una zucca enorme, da 13 Kg. Una parte già è nel surgelatore, perchè per me e Nando ci basta per tutto l'inverno, piano piano la consumeremo tutta.
Oggi ho fatto gli agnolotti con la zucca, la ricetta è un poco inventata ed un poco ripresa da quelle esistenti.
Ho cucinato uno spicchio di zucca a vapore, per ottenere un composto più asciutto.
La cottura è durata 20 minuti. Poi ho frullato la zucca ed ho aggiunto una manciata di pangrattato, una manciata di parmigiano e pecorino, 70 gr. di ricotta, un pizzico di noce moscata, sale e pepe e ho lasciato il composto a riposare.
Avevo già preparato l'impasto per la pasta, sempre senza uova. Uso farina di grano duro non rimacinata, ne ho  usati 3 etti, ed ho aggiunto circa un bicchiere di acqua, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale.
Ho fatto l'impasto e l'ho lasciato a riposare per una mezzoretta. Poi ho fatto la sfoglia e ho creato gli agnolotti, ne sono venuti tantissimi, tant'è che ne ho regalati una parte ai miei vicini.
Per il sugo non ho fatto soffritto, ho semplicemento unito i pomodori con la cipolla tritata, uno spicchio di aglio, un cucchiaino di olio, un pizzico di sale, un pezzetto di peperoncino e qualche foglia di basilico, ho fatto sobbollire piano piano fino ad ottenere un sughetto buonissimo e profumatissimo.
Ho condito i ravioli con il sugo e ho spolverato il tutto con parmigiano e pecorino.
Buonissimi.

uova sane

Qui pubblico un articolo da ecoblog, per la salvaguardia delle galline, e la nuova iniziativa della coop per l'eliminazione delle uova da galline di allevamento
http://www.ecoblog.it/post/11365/la-coop-vieta-la-vendita-delle-uova-di-batteria?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)
 

La Coop vieta la vendita delle uova di batteria


pubblicato: giovedì 21 ottobre 2010 da alessandra

Dai primi di ottobre sugli scaffali degli oltre 1400 punti vendita della Coop è possibile trovare solo uova di galline allevate a terra, all’aperto o biologiche. Vietate quelle di batteria. E saranno (parzialmente) “salve” ben 1.5 milioni di ovaiole. Per il suo sforzo, inoltre, la nota catena di distribuzione si è recentemente aggiudicata il premio “Good Egg” assegnatole dall’organizzazione internazionale per il benessere degli animali da allevamento “Compassion in World Farming”. Vincenzo Tassinari, presidente del consiglio di gestione di Coop Italia, ha così commentato:

Siamo stati i primi a definire degli standard migliorativi di benessere animale nei nostri allevamenti di bovini, suini, avicoli a marchio Coop, i primi ad aderire ai protocolli sui cosmetici non testati sugli animali, i primi ad eliminare le pellicce dai capi del tessile. Ora continuiamo su questa strada non solo per quanto riguarda il nostro prodotto. Molti fornitori hanno riconvertito i loro allevamenti e noi li abbiamo incoraggiati a fare una scelta totalmente alternativa alle gabbie perché, anche se dal 2012 saranno leggermente più grandi, resta comunque uno spazio angusto e innaturale.

La decisione presa dalla nota catena di distribuzione, in realtà, anticipa soltanto l’entrata di un vigore di una direttiva europea già esistente e che promette di consegnare, dal primo gennaio 2012, condizione di vita (un pò) più dignitose alle galline. Ma la strada, in tal senso, è ancora molto lunga. L’allevamento di batteria, infatti, com’è noto, è un abominio documentato da più di una fonte che costringe le produttrici di uova ad essere “instancabili” in gabbiette anguste non più grandi di un normale foglio di carta, provocando lesioni e profonde lacerazioni alle zampette delle stesse private persino di una “comoda” base di appoggio e della luce naturale… Eppure, l’allevamento a terra non migliora così tanto la situazione sebbene non vengono toccati tali eccessi… La soluzione migliore,pertanto, e l’unica relamente perseguibile è la scelta dei consumatori verso prodotti di origine animale provenienti esclusivamente da allevamenti biologici regolarmente certificati.

mercoledì 20 ottobre 2010

Viva l'amore

Questo è invece l'articolo di repubblica salute sugli effetti benefici delle cotte.http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2010/10/13/news/l_amore_funziona_da_analgesico-8023715/

soluzione bio per pulizia lenti a contatto

Da Repubblica salute un sunto per chi usa lenti a contatto.
E' stato messo a punto un nuovo prodotto che è corrisponde al ph della nostra lacrimazione per pulire le lenti a contatto per cui si evita il rigetto che si potrebbe creare con l'uso delle lenti. Il prodotto è stato messo in commercio ad un prezzo leggermente superiore a quello attialmente in circolazione, ma la spesa vale l'impresa. La soluzione va applicata direttamente sulle lenti e non sull'occhio e ripropone la situazione fisiologica del film lacrimale, in quanto all'interno si rova un lubrificante naturale (lo ialorunato che sta nelle lacrime, nel corpo vitreo e nell'epitelio congiunturale) migliorando la situazione di confort per tutto il giorno. Infine preserva lo stato naturale di proteine lacrimali, mantenendo intatte le naturali funzioni dell'occhio.

sabato 2 ottobre 2010

settimana vegetariana

Dal 1° al 7 Ottobre è stata indetta la settimana vegetariana. Trasmetto qui il link di ecoblog con tantissime iniziative e ricette vegane utili per seguire una dieta vegetariana ma ricca di proteine vegetali.
http://www.ecoblog.it/post/11249/1-7-ottobre-2010-settimana-vegetariana-mondiale?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)

giovedì 30 settembre 2010

Anche Udine avrà i suoi “orti urbani” | Udinè

Spero che queso sogno si possa realizzare anche a Cerveteri. Come associazione è più di un anno che abbiamo presentato il progetto, abbiamo studiato le leggi regionali per trovare i finanziamenti, ma qui la politica è dormiente. Ora con la Consulta delle associazioni forse uno spiraglio si è aperto. Speriamo bene, anche se la cosa non sarà immediata, ma almeno che si muova qualcosa.

Anche Udine avrà i suoi “orti urbani” Udinè

venerdì 24 settembre 2010

recupero lampade a risparmio con guadagno

Questo è stato divulgato da http://www.ecoblog.it/
Bulb Box: all'Ikea ricicli una lampadina a risparmio energetico e te ne danno tre

Le lampadine a risparmio energetico sono molto verdi quando le usi ma molto poco verdi quando le devi smaltire: contengono più di un veleno, compreso il mercurio, e per questo sono classificati come i rifiuti elettronici (normativa Raee).

E’ per questo decisamente buona l’idea della Bulb Box, cioè una scatola che ti porti a casa e poi, quando l’hai riempita di lampadine a risparmio energetico che non funzionano più, la riporti e te ne danno tre omaggio. Tutto questo grazie ad un accordo tra Ikea, Wwf Italia e il consorzio Raee Ecolight. Al Wwf, tra l’altro, per ogni scatola riportata va un euro di contributo.

Ovviamente la scatola la trovi, e la devi riportare, da Ikea. Probabilmente è l’unica pecca dell’iniziativa visto che i negozi Ikea in Italia sono meno di venti. Se però nessun’altra catena commerciale ha avuto questa sensibilità non ci possiamo fare molto.
L’obiettivo è raccogliere almeno la metà delle scatole che sono in distribuzione. Che significa, riciclare oltre 100mila lampadine evitando così la dispersione nell’ambiente di una quota significativa di sostanze inquinanti pericolose come mercurio e polveri fluorescenti, ma anche permettendo il recupero di quasi 7 tonnellate di vetro


E, sull’inquinamento derivante dall’incorretto smaltimento di questi apparecchi Giancarlo Dezio, direttore generale del Consorzio Ecolight, aggiunge:

Contrariamente alle tradizionali lampadine a incandescenza quelle a risparmio energetico devono essere trattate con attenzione: per il loro contenuto di mercurio -in media ne hanno un milligrammo, ma tanto basta a contaminare 4mila litri d’acqua-, sono classificate come rifiuti pericolosi

Considerando che le vecchie lampadine a incandescenza sono ormai in estinzione forzata per legge, ben vengano altre iniziative come la Bulb Box di Ikea&Co.

Bulb box da Ikea

domenica 19 settembre 2010

Ho visto Nina volare!

                     


Si proprio Nina!
Sono andata a visitare il Centro Volo Rapaci, che si trova vicino a Cerveteri, e precisamente quasi a Trevignano, sul lago di Bracciano. Era tanto che volevo rivedere i rapaci. Sono degli uccelli bellissimi, che avevo già visto parecchi anni fa al momento della migrazione quando passano (provenienti dall'Africa) lo stretto di Messina per dirigersi poi al nord. La migrazione avviene in primavera, inizia alla fine di Aprile e prosegue per tutto il mese di Maggio; il periodo dove passano più numerosi è la prima decade di Maggio.
Andai a vedere i rapaci con  mia figlia che stava facendo la tesi relativa a questo argomento. Eravamo al seguito della Lipu, in difesa di questi esseri meravigliosi, perché esiste un concetto in Sicilia ed in Calabria, per cui gli uomini sono considerati tali solo se hanno abbattuto un rapace e poi impagliato. Questa usanza barbara non so se esista ancora, ma quando andava mia figlia, per quanto ci fossero associazioni culturali, Guardia Forestale e Guardia di Finanza, a protezione, venivano uccisi tantissimi rapaci, e i rappresentanti delle associazioni erano soggetti a minacce molto pesanti.Mi è capitato anche, al ritorno a Roma, di portare in uno scatolone, un bellissimo esemplare ferito di aquila, per poterlo curare presso il centro esistente nel Lazio. Ed allora ho visto da vicinissimo quegli occhi bellissimi, che mi guardavano tra lo spavaldo ed il terrorizzato.
Oggi al Centro ho rivisto questi esemplari, e ad ognuno di loro era stato dato un nome. Certo sono esemplari nati e vissuti in cattività, ma hanno sempre il loro splendore. E poi il direttore del centro ci ha illustrato le caratteristiche dei rapaci sia diurni che notturni, uno per uno secondo la loro specie.
Un'esperienza bellissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

martedì 17 agosto 2010

Rientro

Sono di nuovo in Italia. Da una parte sono contenta di essere a casa, dall'altra mi dispiace non essere con gli altri due nipotini, per quanto vengono presto per godersi un poco di sole italiano e mare. Anche li vanno al mare, ma una volta ho provato ad entrare in acqua, era di un ghiacciato impossibile, non sono riuscita ad immergermi. Invece i bambini tutti a sguazzare nell'acqua. Lì dove vie mia figlia c'è un parco molto bello, corredato di vari punti giochi per bambini, con gonfiabili e trenino. In uno dei punti giochi ci sono tre fontane, che mettono in funzione d'estate; lì i bambini entrano in acqua e si fanno il bagno, regolarmente con i loro costumini, come se facesse 35° gradi, mentre magari la temperatura esterna è appena di 20 o 22, e certe volte è anche molto nuvoloso. E loro felici a sguazzare in quell'acqua gelida.
Ora vi racconto una leggenda inglese.
Gli inglesi chiamano la brina Jack Frost, perchè dicono che è un personaggio chiamato Jack, che ha un grande mantello coperto di ghiaccio, e viene e coprire con il suo mantello le campagne quando fa molto freddo di notte.
Dicevo che gli Inglesi sono  molto più civili di noi. Infatti è da circa dieci anni che hanno la raccolta differenziata individuale, ogni famiglia è quindi rifornita di 5 cassonetti; due grandi , uno verde per l'umido e uno nero per il secco; tre piccoli, uno per la plastica e le lattine, uno per il vetro e uno con il coperchio (perchè piove spesso) per la carta.
E' una civiltà multirazziale, che accetta tutti i diversi; la cosa che mi ha stupito molto una delle prime volte che ero lì, andando ad un supermercato, vedere un cassiere dichiaratamente gay, leggermente truccato. Altri cassieri o cassiere erano neri, e questa volta c'era un andicappato. Inoltre, sempre al supermercato, quando è il tuo turno di pagare, aspettano che sistemi tutto ciò che hai comprato, e solo quando vai via iniziano a contabilizzare la spesa del cliente successivo. Come in Italia!!!!!!!!
Piccole cose, ma grandi differenze!

giovedì 5 agosto 2010

Evviva l'Inghilterra

A garden party to make a difference, lo sviluppo sostenobiole a clarence house residenza del pinrcipe carlo
Il Principe Carlo, si sa, è sensibile ai temi ecologici. Anche in questa occasione, cioè per A garden party to make a difference, che si terrà dall’8 al 19 settembre presso la residenza londinese di Clarence House, ha deciso di agire concretamente per sostenere la sua idea di sviluppo sostenibile.
Dunque, accanto alle giornate dedicate alla coltivazione biologica degli orti, alle ricette di cucina veg presentate dai migliori chef, alle sfilate di moda sostenibile o ai concerti di musica classica, ecco che saranno distribuite le morsbags ottenute dalle tende dismesse della residenza (qui trovate le istruzioni per cucirne una). Le borse morsbags, sono l’oggetto del sociable guerrila bagging. In pratica un gruppo di volontari crea un piccolo team di lavoro che cuce un certo numero di borse di stoffa ottenute riciclando tende, magliette, lenzuola o copripiumoni. Poi vanno distribuite in giro per convincere le persone a non usare più buste di plastica.
Insegna, così, il Pincipe Carlo la nobile arte dell’upcycle, o riciclo creativo. La manifestazione è organizzata da Start, l’associazione voluta dalla Fondazione The Prince’s Charities Foundation, nata per promuovere sistemi di sviluppo sostenibile.

mercoledì 4 agosto 2010

cernobyl

Sono in Inghilterra sempre con i miei nipoti, certe volte e' veramente difficile perche' io non parlo molto l'inglese e loro sono veramente buoni ma certo per loro e' difficile comunicare poco, spercialmente Alexander che e' un vero chiaccherone. Tutti gli anni mi riprometto di andare a scuola di conversazione per approfondire meglio la lingua, ma invariabilmente non lo faccio, un poco per pigrizia, un poco perche' mi manca il tempo. Cero a forza di stare qui ho imparato tanto, ma non basta per comunicare velocemente e bene.
Comunque a parte il preambolo, voglio qui trasmettere un messaggio inviatomi dal sito Ecoblog, veramente interessante, anche perche' in Italia vogliono reinserire il nucleare.

Chernobyl, dopo 25 anni dall'incidente collassa la biodiversità

pubblicato: martedì 03 agosto 2010 da Marina
Chernobyl, soffre la fauna selvatica
L’incidente di Chernobyl, anche dopo 25 anni, torna a far parlare di sé. La fauna nella zona dove si è verificata la terribile esplosione nucleare è ancora sofferente e la vita stenta a riprendere. Questi i crudi risultati della ricerca Efficiency of bio-indicators for low-level radiation under field conditions condotta per quattro anni da Timothy Mousseau dell’Università della Carolina del Sud e Anders Møller dell’Università di Parigi-Sud, Francia e pubblicata su Ecological Indicators.
I due scienziati hanno catalogato e studiato gli animali presenti nella zona misurando la radioattività della fauna selvatica. Spiegano gli scienziati:
La verità è che gli effetti nocivi della contaminazione radioattiva sono talmente grandi da risultare schiaccianti. Gli effetti sono particolarmente evidenti negli uccelli. Gli uccelli offrono la miglior “misura quantitativa” di questo impatto” e il censimento delle specie animali in quest’area, effettuato per più di tre anni, ha prodotto notevoli prove che dimostrano come la radioattività abbia un “impatto significativo” sulla diminuzione della biodiversità.
Smentisce Mousseau, perciò, la propaganda degli scienziati ucraini, che vuole che la zona stia diventando un paradiso per la flora te la fauna selvatica a causa della mancanza della presenza umana. Sotto accusa il documentario Chernobyl a natural history , in cui è mostrata una ripresa florida della vita nella zona colpita dalle radiazioni. Ma spiega Mousseau:
Queste dichiarazioni sono “puramente aneddotiche”. Questo è il primo documento che fornisce dati rigorosi e quantitativi sul fatto che la vita dei mammiferi della zona chiusa è significativamente influenzata dalla presenza della contaminazione radioattiva. In ogni caso, non penso che sia una cattiva idea definire questa zona “un rifugio per la fauna selvatica”, se questo venisse però utilizzato come “laboratorio naturale”, in cui fosse possibile studiare le conseguenze a lungo termine di questo tipo di incidente. Se la società vuole sempre saperne di più sulle conseguenze a lungo termine delle grosse catastrofi ambientali – e Chernobyl è solo una delle tante – è importante che tutti noi (ricercatori) prendiamo seriamente le nostre responsabilità.

domenica 11 luglio 2010

Caraffa filtrante

Avevo acquistato con i punti di un supermercato una caraffa filtrante, ma per quel modello non esistevano dove abito i filtri di ricambio, e così era rimasta inutilizzata fino allo scorso anno.
Nei miei ripetuti viaggi in Inghilterra avevo però trovato i filtri adatti, il cui costo lì era veramente irrisorio, contro quello che avevo trovato su internet, e così ho comprato i filtri ed abbiamo iniziato ad usare l'acqua filtrata.
Con l'uso della caraffa, il risparmio è enorme, in quanto si adopera l'acqua del rubinetto contro la minerale che normalmente noi italiani usiamo, ed inoltre si riducono tantissimo i rifiuti della plastica.
Certo mi sono documentata su internet, per verificare che effettivamente non sia nociva, così trascrivo una parte di un commento.

"Il filtro è costituito, in genere, da resine a scambio ionico e carbone attivo che inducono due processi chimici:


- la resina a scambio ionico riduce la durezza dell’acqua (causa del calcare) e la presenza di certi metalli pesanti come piombo, alluminio, rame, nichel, bario, cobalto e altri metalli

- il carbone attivo riassorbe cloro, pesticidi e agenti inquinanti e impurità organiche, migliorando il gusto dell’acqua ed eliminando alcuni odori classici (come quello del cloro)

L’acqua di casa diventa così piacevole al gusto, senza il classico e fastidioso sapore di cloro, e con la riduzione di alcune sostanze nocive per la salute.

Perché utilizzarla?


• perché in Italia la qualità dell’acqua del rubinetto è già molto alta e sicura, tale da renderla potabile senza altri trattamenti… e se poi possiamo anche migliorarla

• perché il filtro permette di rendere piacevole al gusto il sapore dell’acqua

• perché si può così evitare di comprare l’acqua al supermercato, evitando sia un consumo di plastica (non poca, pensate a quanti rifiuti) sia il risparmio di una notevole quantità di tempo e fatica per il trasporto dei pesanti cartoni di acqua

• perché l’acqua del rubinetto costa molto meno di quella comprata (dalle 100 alle 1000 volte in meno!)"

E qui sono trascritti i lati negativi, secondo lo studio trovato su internet

"• Da mettere in rilievo che alcuni studi di Altroconsumo del 2007 sostengono che le caraffe filtranti, anziché migliorare la qualità dell’acqua, rischiano di peggiorarla. Purtroppo questi studi non sono però molto chiari… nell’articolo si parla nello specifico della Brita che però ha risposto con un altro articolo in cui l’autorevole ed indipendente Istituto TUEV certifica la perfetta qualità dei sistemi di filtraggio e delle cartucce della Brita, ai sensi della normativa tedesca e comunitaria. Negli Stati Uniti, il medesimo prodotto è stato riconosciuto conforme agli standard della National Sanitation Foundation (Standard n. 42 and 53 for Drinking Water Units). L’attacco mi sembra quindi troppo generico, sia rispetto al tipo di caraffa utilizzata che allo stato di usura del filtro. A tal proposito  invece si può riflettere sul fatto che la plastica non è certo la più adatta per conservare l’acqua, soprattutto se consideriamo che all’inizio dell’estate, spesso l’acqua viene imbottigliata negli stabilimenti e messa in deposito per i periodi di alta richiesta, talvolta in depositi all’aperto sotto il sole…

• Esiste inoltre il problema dello smaltimento dei filtri (ancora non chiaro) ma dubito che il filtro consumato in un mese sia più difficilmente smaltibile della plastica accumulata in mese di consumo di acqua acquistata al supermercato!! "

Era anche evidenziato il costo elevato dei filtri, qui in Italia, comunque sempre inferiore al costo dell'acqua in bottiglia; infatti un filtro è utilizzabile per un mese (certi lo usano anche fino a due mesi, ma penso che potrebbe essere dannoso) ed il costo il Italia si aggira da 15 ai 18 Euro per una confezione da tre filtri, è comunque una spesa irrisoria. In Inghilterra la confezione da tre costa circa 6 sterline, ma da loro l'uso della caraffa è normalissimo, mentre nei supermercati si vende pochissima acqua minerale.

domenica 20 giugno 2010

Tramonto



Tornavo da Roma, dopo il compleanno di Beatrice, e mi è apparso questo spettacolo meraviglioso, quasi in'immagine in tre dimensioni. Era bellissima, avevo la macchinetta fotografica con me, e subito mi sono fermata e l'ho catturata. Sembra che l'abbia ripresa come l'ho vista, con i raggi tra le nuvole.

Torta per Beatrice



Questa è l'immagine della torta per Beatrice, senza latte e uova.
Gli ingredienti sono:
100 gr. di fecola di patate,
100 gr. di maizena,
200 gr. di zucchero,
100 gr. di cacao amaro(ho scelto Perugina perché è il migliore)
350 cl di latte di soya,
quasi una bustina di lievito "il baule volante" per dolci
un cucchiaino di bicarbonato,
due cucchiai di olio extra vergine di oliva,
un cucchiaino di cannella,
buccia di limone grattata (limone non trattato),
zucchero a velo per decorare e glassare,
sciroppo di zucchero, per ammorbidire.

Per la crema : due cucchiai di maizena, 500 cl di latte di soya, due cucchiai di zucchero, buccia di limone grattata, un cucchiaio di cacao amaro

Si uniscono prima tutti i componenti solidi, si mescola bene, poi si uniscono i liquidi, e si sbatte un poco con il frullatore, giusto per creare un poco di aria, come si fa con le uova.
Si mette al forno ben caldo a 180°, per circa mezz'ora, fino a quando la torta è cotta. Si fa freddare.
Nel frattempo che si cuoce la torta si procede alla preparazione della crema, con il medesimo procedimento di quella normale, cioè si riscalda il latte di soya con la buccia di limone grattata, contemporaneamente si mischiano i due cucchiai di maizena con un poco di latte e lo zucchero. Quando il latte è caldo si unisce la maizena e si mescola fino a bollitura. Si ricopre con la pellicola trasparente per evitare che si formi quella antiestetica pellicola.
A torta fredda, si taglia in tre strati, si bagna con lo sciroppo di zucchero(io lo faccio ad occhio, metto un poco di zucchero in un pentolino con un poco di acqua, poi faccio bollire per qualche minuto, fino a quando diventa un poco consistente. qualche volta aggiunto le fragole, o il succo di arancia, e viene uno sciroppo alla frutta) Sulla prima parte si mette uno strato di crema bianca; poi alla crema restante si unisce un cucchiaio di cacao amaro, e si colloca sul secondo strato.
Si decora con zucchero a velo ed eventualmente con una glassa fatta di zucchero a velo ed acqua. In questa torta è servita un poco di glassa per coprire le piccole magagne.
Ho decorato anche con le Winx e gli animaletti delle winx, qualche fiorellino di stoffa e la fascia colorata.

sabato 5 giugno 2010

Barjac

Ogni anno, in Europa, centomila bambini muoiono di malattie provocate da cause ambientali.


70% dei casi di cancro sono legati all'ambiente. Tra questi, 30% sono dovuti all'inquinamento e 40% all'alimentazione.

Ogni anno in Francia i tumori infantili aumentano dell'1,1%. I casi di cancro in generale sono aumentati del 93% negli ultimi 25 anni.

Edouard Chaulet, sindaco di Barjac, un paesino francese situato nel Gard, ha detto basta e ha deciso che la mensa scolastica sarebbe diventata biologica. La differenza di prezzo è finanziata dal comune. Gli abitanti di Barjac sono preoccupati per l'inquinamento atmosferico e per i problemi causati dall'uso di pesticidi, e hanno iniziato una battaglia contro questo fenomeno che rischia di diventare irreversibile.

Il documentario di Jean-Paul Jaud "Nos enfants nous accuseront" (I nostri figli ci accuseranno), disponibile anche in inglese, racconta la svolta di Barjac, iniziata dal sindaco Edouard Chaulet e portata avanti da tutti gli abitanti del paese.

Nelle numerose testimonianze raccolte dal regista bambini, genitori, insegnanti, medici, giornalisti, contadini, scienziati e ricercatori apportano le loro testimonianze ed i loro punti di vista, esprimono le loro opinioni e, talvolta, danno sfogo alla loro collera e al loro dolore davanti alle telecamere.

Ognuno racconta la propria esperienza, denunciando gli abusi, evidenziando i problemi e proponendo soluzioni. Testimonianze edificanti e toccanti a proposito di una situazione che bisogna assolutamente riuscire a controllare.

Quante malattie, tumori, infermità stanno proliferando in silenzio senza che facciamo nulla per impedirlo?

Il film comincia nella sede dell'Unesco, durante una riunione tra i più grandi esponenti della medicina mondiale, firmatari dell'Appello di Parigi (PDF messo a disposizione da ambientebrescia.it). La parola d'ordine è una sola: non accontentarsi di quantificare i danni, ma intervenire attivamente e rapidamente.

domenica 30 maggio 2010

Cibo e tumori

Questo è un sunto di quanto scritto sull'inserto Salute di Repubblica del 27 Aprile.
Una buona alimentazione è importante per mantenersi in salute e per evitare i rischi de cancro, sia al colon, che al seno e alla prostata.
Per colazione sarebbe bene mangiare latte scremato o yogurt, con cereali di crusca, che prevengono le neoplasie intestinali, ed inoltre una spremuta di arancia che rafforza il sistema immunitario.
Nell'intervallo, nell'eventualità di attacchi di fame, mangiare frutta fresca: kiwi e fragole sono i migliori frutti, perché il kiwi è ricco di licopene, che riduce il rischio di tumore prostatico, mentre le fragole contengono acido ellagico, un forte antiossidante.
Per merenda the verde o nero con biscottini integrali: il the contiene catechine e flavonoidi, che inibiscono l'attivazione delle sostanze cancerogene, mentre i biscottini integrali contengono fibra, sempre per prevenire neoplasie intestinali.
Per pranzo o cena pasta al pomodoro, che contiene licopene, per ridurre il rischio di tumore prostatico, ed è anche antiangiogenico; pesce bollito o al forno per l'assunzione di acidi grassi omega 3, per ridurre il rischio cardiovascolare; verdura , e la migliore è costituita da broccoli o cavolini che contengono isotiocianati, che favoriscono la protezione delle cellule.
Altri cibi preventivi sono: la soia, il riso integrale, l'olio di oliva, l'aglio e la cipolla, la frutta, specialmente le mele.
Nuovi studi hanno accertato, inoltre che le crocifere, come i broccoli e i cavoli, contengono tetracarbinolo, un forte protettore dal cancro del seno.
Quindi mangiando pasta, pesce e molta frutta e verdura ci si ammala meno di cancro.
Oltre alla dieta appropriata, sarebbe bene fare anche attività fisica per avere una maggiore protezione perché l'American Cancer Society ha confermato  che una cattiva dieta, sovrappeso e obesità sono responsabili di un tumore su tre. Un eccessivo consumo di cibi grassi, salati, di dolci, zuccheri e bibite carbonate va a detrimento della salute e predispone alla malattia tumorale e non solo.

Il fiore di tagete

Il fiore era bellissimo, di due colori, rosso e giallo. Il rosso tendeva un po’ al bordeaux. Era anche molto profumato, ma non era stato colto per essere messo nel vaso, a far bella mostra di sé. Era un fiore di tagete, e stava lì con tanti altri in un’aiuola, ai piedi di un albero di melo. Una macchia di colore nel prato verde. Si godeva il sole che lo illuminava e lo scaldava, e la rugiada la mattina all’alba. Piano piano si avvizzì e perse tutti i petali. Ma era contento perché ancora nessuno lo aveva colto. Era in bella compagnia perché anche gli altri fiori si stavano appassendo. I petali cominciarono a cadere e a formare un piccolo tappeto sotto l’albero. Rimasero solo i semini dentro la corolla, che ancora non era completamente secca. Poi anche la corolla si aprì e tutti i semi caddero sul terreno. Come era caldo quel terreno! E sempre umido, un po’ perché protetto dall’albero, un po’ perché la rugiada la mattina era veramente abbondante. Qualche seme si perse nel vento, ma alcuni s’intrufolarono nel terreno tra i petali appassiti. E dopo qualche giorno dalla terra fece capolino un piccolo stelo con all’apice una fogliolina. Si stiracchiò al sole, contento di quella bella luce, dopo giorni di buio. Passarono ancora altri giorni, e dopo la prima fogliolina, apparvero le altre, belle verdi e lucenti. E poi, eccolo, il nuovo fiore di tagete. Dapprima un bottone schiuso, poi piano piano aperto, colorato e profumatissimo.

venerdì 21 maggio 2010

Antiafidi ecologici

La rosa, il limone e l'arancio erano pieni di pidocchietti, specialmente la rosa.
Volevo eliminarli in modo poco dannoso per la natura, e allora ho trovato un sito dove sono indicati dei sistemi molto caserecci, per creare degli antiparassitari.
Uno di questi diceva di usare 50 gr. di sapone di Marsiglia e di diluirlo in un litro di acqua. Se poi si vuole creare un antiacaro che anche sconfigga la cocciniglia, allora consigliava di sciogliere il sapone in poca acqua, e di raggiungere il litro unendo alcool denaturato.
Allora ho iniziato a sciogliere il sapone nell'acqua. Certo ho scoperto che non si scioglie bene se non si fa riscaldare il tutto sul fuoco, allora si amalgama benissimo.
Ho usato poco piu' di un litro di acqua e poi ho aggiunto un litro di alcool denaturato.
Certo ho cambiato un poco le dosi, perché avevo paura di danneggiare le piante.
Il sito consigliava di spruzzare il composto di sera, e così ho fatto.
Non vi dico che puzza di alcool si è sprigionata, tant'è vero che pensavo di aver inebriato le piante, e di averle danneggiate. Una serie di piccoli insetti è scappata via, erano tutti verdi, chi lo sa chi erano.
Ho spruzzato solo la rosa e una parte di limone, perché il liquido era troppo poco per usarlo anche su tutto il limone e sull'arancio.
Poi ho avuto paura di aver peggiorato la situazione, così subito ho lavato sia la rosa che il limone.
Oggi, appena tornata a casa, sono andata a constatare cosa fosse successo,e, miracolo!, i pidocchietti delle rose tutti morti. Forse si sono ubriacati! La rosa e il limone, invece, non avevano alcun segno di sofferenza.
Comunque sono contenta perché così non ho creato alcun danno per le api.
L'arancio, invece, poiché è una pianta molto giovane e quindi ancora piccola, l'ho trattato lavando tutte le parte infestate con acqua e sapone, è andata benissimo!
Userò lo stesso procedimento anche sui due meli, perché hanno già tantissime foglie accartocciate, segno di presenza di afidi.

giovedì 20 maggio 2010

Vanità


La rosa Rosa era meravigliosa, completamente fiorita; un'esplosione di fiori tra foglioline verdi, ed emanava un profumo delicato, ma molto intenso.
Tutti quelli che passavano vicino a quel cespuglio si fermavano a guardare, ad annusare e certi cercavano persino di portare via qualche fiore  per abbellire la loro casa.
La rosa Rosa era tutta orgogliosa della sua bellezza, e cercava ogni giorno di più di sviluppare nuovi rami, per allungarsi e potersi far vedere ed ammirare anche da lontano.
Ma i primi fiori incominciarono ad appassire ed a perdere i petali.
"Oddio, come faccio!?" esclamò impaurita. "Ora piano piano perderò tutti i fiori e la mia bellezza sparirà!"
Sembrava quasi una signora che stava perdendo lo splendore della gioventù, e cercava in tutti i modi di evitare la visibilità dell'avanzare del tempo.
Vicino al cespuglio lavorava un contadino con la sua zappa, il forcone e un paio di forbici.
Allora la rosa Rosa lo chiamò:
"Ti prego, vieni ad aiutarmi, sto perdendo il mio splendore. Taglia via tutti questi fiori appassiti, così non si vedranno più, ed io non sembrerò cadente!"
"Ma ti farò del male!" esclamò il contadino, "non mi piace fare del male né agli esseri viventi, neppure alle piante"
"Non ti preoccupare, tu taglia pure, e non ti limitare ad estirpare solo i fiori, taglia anche un pochino più sotto ad ogni fiore, sarò sicuramente più bella che con tutti questi fiori appassiti e spenti!"
"Va bene" esclamò il contadino e si mise subito all'opera.
Ora la rosa Rosa non era più stupenda come prima, ma aveva perso quell'aspetto appassito, quasi stanco.
La gente passava e si meravigliava nel constatare che non avesse più i fiori, ma il cespuglio era comunque bellissimo
Ed ecco il miracolo! Da sotto l'ultima foglia di ogni ramo reciso iniziò a crescere un nuovo ramo, e da tutti questi i primi boccioli e poi nuovamente i fiori.
"Che felicità!" esclamò la rosa Rosa "Sono nuovamente bellissima!"
Il contadino la vide e si meravigliò tantissimo di questo nuovo splendore, ed alla nipotina che era con lui raccontò dei tagli, e poi disse "Certo che le rose sono proprio vanitose, fanno di tutto per essere sempre bellissime!"

domenica 9 maggio 2010

Giardini

Finalmente ci sono riuscita!!
Questa è stata la terza volta che provvedevo ad eliminare le erbacce, del resto prepotenti ed invasive. E finalmente ho il mio piccolo orticello pulito, e quel pezzetto di giardino più curato. Questa settimana cercherò di seminare un poco di trifoglio nano, adatto al terreno argilloso per poter un pochino intensificare l'erbetta del mio giardino. Speriamo che non piova, altrimenti è tutto rimandato ancora una volta. (la foto mostra una parte del giardino di dietro lo scorso inverno).
Piano piano capisco sempre qualche cosa nuova, da quando abbiamo impiantato i nostri giardini. Ho due giardini, uno di fronte alla casa, più grande, ancora non definito, perché mi piacerebbe infoltire la parte più ombreggiata, sempre con fiori sia piante piccole, che rampicanti. Ho già impiantato tre clematis, perfettamente ambientate nella loro posizione. Mi sono innamorata di questa pianta frequentando l'Inghilterra, fa dei fiori stupendi. Ho comprato la prima proprio in Inghilterra (la regina d'India) dal colore blu sul violetto con screziature centrali più accentuate (ho allegato la foto dello scorso anno).  Abbiamo appoggiato la pianta alla siepe, ed ora fa tutt'uno con il rincosperma. Inizia a fiorire verso la fine di maggio, e la fioritura si protrae fino a settembre. E' bellissima!
Ora queste piante si trovano anche in Italia, e lo scorso anno ne ho comprato altre due, sempre dello stesso colore, ma con n tono diverso. Fanno un effetto meraviglioso contro il verde della siepe.
Nando è il mio aiuto, taglia il prato, e cerca di mantenere le piante nel migliore dei modi quando lo lascio per i miei nipotini inglesi.
Sotto al giovane melo ho seminato quest'anno una serie di fiori, di varie misure, per fare una aiuola graziosa. Ancora non si vede niente. Speriamo bene,  a me piace molto di più partire dal seme, perché è come se fosse una nuova creatura. Solo che ho due gatti, a cui piace la terra appena smossa, e la utilizzano per i loro bisogni.
Dalla parte più assolata è un tripudio di fiori in questa stagione, e quello che mi piace è che sono profumati, così quando si entra nel cancello, tra il limone, tutto in fiore, il melo ed i fiori, si prova una bellissima sensazione con quel profumo (rose, garofani piccoli, una salvia ornamentale e la lavanda). E poi tutte le piante necessarie per la cucina, come il basilico, il prezzemolo, l'origano (che invasivo!) il timo, la maggiorana, la menta e la mentuccia posizionate in un'aiuola vicino al patio. Non male, vero? Mi piacerebbe comprare una pianta di lillà (nel linguaggio botanico siringa) dicono che sia profumatissima!

venerdì 7 maggio 2010

Lasagne ai carciofi.

Ieri ho fatto le lasagne ai carciofi. sono venute benissimo, peccato che ho scordato di fare la foto, ora non è più possibile, sono esaurite.
Ecco la mia ricetta, usando la crema di carciofi, da me fatta con il recupero delle foglie da eliminare (vedi il post recupero carciofi nelle mie post ricette).

Ingredienti:

per la pasta ho usato le lasagne secche fatte senza uova, solo di grano duro che avevo comprato in Inghilterra;

Per la crema di carciofi:  recupero delle foglie da buttare quando si puliscono i carciofi;

Per la besciamella, due cucchiai di olio evo, 2 cucchiai di farina, noce moscata, sale, pepe, mezzo litro di latte scremato;

Un pochino di sugo povero, cioè solo cipolla, pomodoro e basilico;

400 gr. di mozzarella;

parmigiano grattato.

Per prima cosa, avevo l'altro ieri pulito sei carciofi, eliminando le foglie dure, e la parte dura del gambo. Ho gettato solo lo scarto dei gambi, poi ho messo le foglie sul fuoco quasi coperte da semplice acqua del rubinetto. Ho fatto bollire per mezz'ora, aggiungendo solo un pizzico di sale,  a fuoco moderato, poi ho cercato di ridurre la quantità di acqua, mettendo il gas al massimo. Quando l'acqua è stata ridotta ad un terzo del volume, ho messo tutto nel frullatore e fatto frullare per qualche minuto. Poiché dopo questa operazione ci sono tantissime fibre non mangiabili, ho passato tutto il risultato al passino, ed ho ottenuto una crema buonissima. Era un pochino troppo lenta, per cui ho rimesso sul fuoco tutto, e dopo una decina di minuti era più densa e perfetta.

Ho messo l'acqua per cuocere leggermente le lasagne secche, perché per quanto ci sia scritto sulla confezione che si possono utilizzare  immediamente senza cotture, il risultato con una leggera cottura è migliore. Appena l'acqua ha iniziato a bollire, ho messo un po' di olio per non fare attaccare le lasagne, un pizzico di sale, e poi ho iniziato a cuocerle sei per volta (ne sono bastate 12). Dopo tre minuti di cottura le ho tirate fuori dall'acqua, e messe ad asciugare su un panno asciutto (come si fa con le lasagne fatte in casa);

Per la besciamella, mentre ho messo a riscaldare il latte in un pentolino, in un altro ho messo due cucchiai di olio evo, una grattatina di noce moscata, un poco di pepe bianco, un pizzico di sale e due cucchiai abbondanti di farina. Appena la farina ha incominciato a rapprendersi, ho iniziato a versare il latte caldo, fino al completamento.

Dopo questi preparativi ho assemblato il tutto, iniziando con due cucchiai di besciamella sul fondo della teglia, poi uno strato di lasagne,  due cucchiai di sugo, la metà della mozzarella a dadini, ancora due cucchiai di besciamella e tre cucchiai di crema di carciofi, una spolverata di parmigiano; secondo strato come il primo, poi terzo strato solo sugo, besciamella, crema di carciofi e per ultimo una spolverata di parmigiano.

La teglia al forno a 180° per mezz'ora, ed eccola pronta. Buonissima. E' piaciuta a Nando che è veramente difficile, e poi, siccome era tanta, ho dato tutta la parte restante a Roberta, ed è piaciuta tantissimo a lei ed a tutta la sua famiglia. Quando la rifarò posterò anche la foto.

mercoledì 28 aprile 2010

Lavori nell'orto

Che faticaccia! L'orto è invaso dalle erbacce, ieri e l'altro ieri già mi sono data da fare con nando per dare un poco di fiato alle altre piante. In compenso ho trovato tre bei carciofi, prodotto delle mie poche piante. Ho capito così come e quando raccoglierli. Prima li avevo sempre raccolti ancora piccoli, ma con il fatto che non ci sono stata, si sono ingrossati e sono diventati veramente belli. E poi avevo messo tanto stallatico vicino alle piante, ed è quello di cui avevano veramente bisogno.
I due meli sono pieni di fiori, e ne ricaveremo un bel raccolto, l'ulivo pure è pienissimo di fiorellini, come anche il limone. L'arancio, invece, per quest'anno darà pochissimi frutti, perché i fiori sono proprio pochi. Del resto la scorsa stagione avevo raccolto tante arance, per un albero così giovane. L'albicocco, invece, fa veramente tristezza. Non so cosa gli abbia preso, tutti quei bei fiori, di cui era ricoperto, si sono seccati. In principio, prima di partire, pensavo che fosse stata una gelata notturna a danneggiare i fiori, ma ora vedo che , sebbene siano apparse parecchie nuove foglie, la nuova vegetazione è scarsissima, e quindi deve essere subentrata qualche malattia. Le opinioni relative a questa pianta sono veramente difformi. Qualcuno dice che bisogna potarla drasticamente ogni anno, per favorire la fruttificazione, i libri che io consulto dicono invece che non occorre potarlo, solo una cimatura. Io quest'anno non ho fatto niente, forse ho sbagliato. Comunque non c'è nessun segnale di gommosi e i rametti spogli, se tagliati, sono vivi all'interno. Forse chiamerò un vivaista che conosco, solo per fargli dare un occhiata, e per avere un consiglio.

lunedì 26 aprile 2010

Felicità

La felicità è sporcarsi le mani di terra, o di farina per creare qualcosa.
La felicità è una giornata di aria limpida dopo l'inverno, dove le montagne si stagliano con i contorni nitidi, lasciandoti senza fiato.
La felicità è stare sulla spiaggia ad aspettare che sorga il giorno.
La felicità è un attimo da godere intensamente. (Io)

E in una poesia di Trilussa:
"C'è un ape che si posa su un bocciolo di rosa
lo succhia e se ne va
tutto sommato la felicità
è una piccola cosa"

Felicità è sapere che ci sei
non importa dove nè quando
come un naufrago sa che c'è uno scoglio
anche appuntito e scioloso che può ferirlo
ma è anche l'ancora di salvezza che permette
di continuare a vivere e sperare. (Nando)

giovedì 22 aprile 2010

Vacanze

Sono ancora in Inghilterra perche' il vulcano ha fatto cancellare tantissimi voli, ed io dovevo tornare sabato scorso, ma tornero' domenica prossima. Non male. ho prolungato la mia vacanza, ed e' stato bellissimo perche' i nipotini inglesi sono carinissimi.
Il piccolo, quando parlo in italiano, mi studia curioso, poi chiede alla madre: che ha detto? perche' parla cosi'.
La grande invece, e' affettuosissima, quando la vado a prendere ascuola, mi da la sua manina, gesto che ha fatto per la prima volta quest'anno. Ora mi capisce di piu', perche' frequenta la scuola di italiano e quindi lei parla poco italiano, ed io un po' di inglese.
Sabato penso che faro' un po' di biscotti italiani, i tozzetti di siena, e se ho tempo con le chiare anche gli amaretti.
I tozzetti sono la mia specialita' e mia figlia ci va matta, anche il marito e i consuoceri.
Loro poi vanno matti per le lasagne. Qui in Inghilterra non vengono mai bene come in Italia, forse perche' la mozzarella e' importata e quindi non e' delle migliori. Vengono un po' troppo morbide. Ma loro sono pazzi per questo piatto.
Domani sera e' il mio turno.

venerdì 2 aprile 2010

Slogan salutistici sugli alimenti

Questo è un sunto di un articolo del 25 Marzo pubblicato sul quotidiano La Repubblica




Ci sono patate al selenio, yogurt arricchiti con lactobacillus, che regolano la flora batterica intestinale, corn flaks con aggiunta di vitamina D salutare per le ossa, latticini con aggiunta di omega3 per ridurre il colesterolo, e così via. Sono circa 4000 prodotti alimentari che promettono prestazioni mirabolanti.

Se ci si basasse sulle etichette, si potrebbe avere la sensazione di poter guarire mangiando.

E così l’Efsa , l’ Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha bocciato l’80% dei prodotti alimentari suddetti.

L’Aiipa associazione italiana industrie prodotti alimentari, è passata subito al contrattacco, dichiarando che la ricerca è stata eseguita come se fosse una questione farmacologica e non alimentare. Secondo questa associazione bisogna invece investire sulla ricerca e l’innovazione.

Il Parlamento Europeo comunque, è intenzionato a proseguire la sua campagna contro questi slogan, rafforzando inoltre le indicazioni sulle etichette.

Mauro Rosati, segretario della fondazione Qualivita che cura l’atlante dei prodotti dop e igp, dichiara che non abbiamo bisogno di cibi farmaci, ma di prodotti tradizionali legati al territorio, capaci di arrivare in tutte le case.

Questo è quanto era scritto sul quotidiano, comunque io penso che sia sempre importante non affidarsi alla pubblicità, e cercare di acquistare possibilmente sempre prodotti normali, senza nessuna aggiunta di altre sostanze.

venerdì 26 marzo 2010

Raiperunanotte

Una serata stupenda, ieri sera, è stata fatta una trasmissione meravigliosa che ha mostrato che esistono altre fonti di informazione, per conoscere la situazione vera del paese. Certo ci sono ancora tantissime persone sonnolenti, che si lasciano pigramente affascinare dalle sirene che cantano canti ammaliatori. Speriamo un risveglio di tanti altri, sempre pacifico e democratico.Un grazie al sindacato dei giornalisti, a tutti i cameramen che hanno partecipato, ai canali televisivi che si sono prestati, agli artisti che sono intervenuti gratuitamente, a tutti gli organizzatori ed in particolar modo a Santoro e a Corradino Mineo (Rainews 24) che è andato in onda in differita per necessità pre elettorali.

Il raggio di sole







Il sole era lì, splendente. Era quasi al tramonto. Ad un certo punto un suo raggio fu catturato da una pozza d’acqua.

“No!, pensò il sole, non è possibile. Come faccio senza uno dei mie raggi?”

Allora tutto avvilito, visto che la luna era già apparsa nel cielo, si rivolse a lei.

“Luna” disse, “sono veramente in difficoltà, una pozza d’acqua ha rubato un mio raggio."

“E che devo dire io”, rispose la Luna, “ che in certe notti serene, il mare si prende tutta la mia immagine, e fa in modo che la luce che io emano si prolunghi sulle onde."

“Bisogna fare qualcosa” disse il sole “ci penserò stanotte."

Il giorno dopo il sole vide una nuvoletta che vagava nel cielo e la chiamò.

“Nuvola, senti, mi copriresti per un poco in modo che quella pozza d’acqua non rubi nuovamente il mio raggio?”

“Se fossi più grande o in compagnia di qualche altra nuvola, penso proprio che lo potrei fare, ma così come sono, sola e piccola, non penso proprio di esserti utile. Però se mi faccio aiutare dal vento, forse riuscirò ad unirmi ad altre nuvole. Chiamerò subito il vento.”

E così a gran voce chiamò il vento. E lui venne subito ad aiutare la nuvola. Corse a cercare altre nuvole, e finalmente ne trovò parecchie. Allora cominciò a soffiare forte, sempre più forte, spingendo le altre nuvole dove era stato chiesto il suo aiuto. Il cielo divenne tutto nero e coperto di nuvole, e così il sole si nascose sopra di loro.

Cominciò a fare freddo, perché senza il sole era svanito anche il suo calore. Le nuvole invece erano tutte lì a bearsi di quel calore.

Ma il sole era curioso, voleva vedere cosa succedeva sulla terra. Allora scansò un pochino le nuvole e si affacciò appena. Lo vide la pozza d’acqua, e lo chiamò:

“Sole, perché ti nascondi? Senza di te fa freddo!”

“Mi nascondo perché non voglio che tu prenda un mio raggio!” rispose il sole.

“Ma vedi io con il tuo raggio creo una cosa meravigliosa, perché le gocce dell’acqua si rifrangono con la luce del tuo raggio e si forma l’arcobaleno, una festa di colori." Vuoi vedere?”

“Certo, per essere sicuro che tu non stia mentendo”.

E così il sole si fece largo tra le nuvole. Subito la pozza d’acqua rubò un raggio, e come d’incanto apparve nel cielo un ponte meraviglioso, formato da tanti colori.

Il sole rimase incantato, e allora decise che avrebbe sempre ceduto volentieri i suoi raggi alle varie pozze d’acqua, ogni volta che la cosa fosse stata possibile. E se nel cielo ci fossero state troppe nuvole, si sarebbe fatto largo tra di loro per ripetere ancora questo spettacolo.

Quando venne la sera ecco che rivide la luna.

“Lo sai” le disse “ è una cosa meravigliosa! Ho ceduto un mio raggio alla pozza d’acqua e così si è formato l’arcobaleno, tutto un tripudio di colori, uno spettacolo meraviglioso. E dovevi vedere, tuttele persone lo guardavano, specialmente i bambini!”

“Sono contenta” rispose la luna “Anche io ho capito e sono contenta. Vedi nelle notti buie la mia luce serve ai pescatori, e per questo il mare la cattura, per evitare che loro accendano le lampade che possono dare fastidio ai pesci."

Si salutarono felici.

mercoledì 24 marzo 2010

Inizio lavori nell'orto

Finalmente si può lavorare nell'orto. Sono tanti giorni che non piove e bisogna prima eliminare tutte le erbacce che si sono insediate, belle e rigogliose. Ho iniziato presto questa mattina, ma la terra è veramente bassa. Sarebbe stato meglio estirparle una ad una ma veramnte è un lavoro improbo, sono veramente troppe, Un pò le ho eliminate con una specie di coltellino, che aiuta ad estirparle, poi ho iniziato a zappettare. Certo il mio orticello è piccolo, e quindi bisogna fare tutto a mano. Non è un dispiacere, perchè è veramente tanta la soddisfazione, vedere che la terra, dopo tutte le nostre cure, è diventata quasi nera, morbida, mentre prima, essendo argillosa, era durissima. Dopo quattro ore di lavoro, ho fatto solo una piccola parte e domani si ricomincia. La stanchezza è tanta, ma sono veramente felice. Ho incominciato ad impiantare le cipolle, e qualche piantina di insalata, un pò di fragole, perchè le piantine che avevo si erano esaurite, avendo più di sei anni. Oggi nel pomeriggio inizierò il semenzaio delle zucchine e dei pomodori, perchè è molto più bello vedere le piante nascere dal seme, che comprarle già grandicelle. Spero che i semi che ho a disposizione non siano transeginici.

sabato 20 marzo 2010

Limone

Eccole lì le piccole gemme sul limone, con i primi fiori, alcuni che fanno appena capolino, come piccoli puntini, e si intuisce che saranno dei fiori, altri quasi pronti ma ancora troppo piccoli per sbocciare. Quest'anno il limone è stato un turbinio di frutti, tanto è vero che non so nemmeno come usarli tutti. Li sto distribuendo ai vicini, per quello a loro necessario, li ho esporati in Inghilterra da mia figlia, quando sono andata a Natale, ed ora ci sarà la seconda esportazione. Ho fatto per ben due volte la crema di limoncello e la gelatina di limone, li uso abbondantemente in cucina, ma veramente ancora la pianta è strapiena.E' una gioia per gli occhi la vista di quell'albero. E poi questa pianta era un arboscello qunado siamo venuti qui a Cerveteri, ed ha avuto bisogno di tante cure nei pimi anni, perchè veramente stentava, pieno di poi di cocciniglia. Ed io, lì, con acqua e sapone, a pulirlo in continuazione, mentre Nando e i vicini tutti a prendermi in giro. Troppo amore! mi dicevano, lo farai morire! Invece è meraviglioso.

venerdì 19 marzo 2010

Agrumi


Queste considerazioni sono state riassunte da un articolo medico.
Gli agrumi sono importanti ma non sufficienti per immagazzinare la quantità di vitamina C necessaria all'organismo. La vitamina C è un efficace antiossidante, che favorisce l'assorbimento del ferro nell'intestino.
Il succo di arancia, come spremuta, specialmente consumato fresco, è un ottimo integratore di vitamine e sali minerali; sarebbe comunque meglio consumare l'arancio intero, perché la pellicina che riveste gli spicchi contiene fibra che determina un maggior senso di sazietà.
Sarebbe bene acquistare arance non trattate, specialmente se si vuole adoperare la buccia.
Il consumo delle arance potrebbe essere controindicato per le persone che hanno problemi di gastrite, ulcera, insufficienza epatica e per i bambini di età inferiore ai 2 anni è bene consigliarsi con il pediatra, per evitare possibili allergie.
Le arance consumate di sera non sono pesanti di per sé; se non si riescono a digerire, potrebbe dipendere da qualche altro elemento consumato a cena.
Il pompelmo non fa dimagrire, ma poiché è il frutto più ricco di pectina, può aiutare a ridurre l'assorbimento dei grassi a livello intestinale. E' comunque un efficace aiuto per tenere basso il livello del colesterolo LDL nelle arterie.

lunedì 15 marzo 2010

Migrazione

Ho letto su Terranauta un articolo del WWF che racconta del ricongiungimento del maschio di cicogna bianca con la cicogna bianca femmina che è avvenuto a Bolgheri proprio nel giorno della festa della donna. E tutti gli anni la coppia si ricongiunge per l'accoppiamento sempre nello stesso posto. E' veramente una cosa fantastica, e mi ha fatto ricordare la migrazione degli uccelli nello stretto di Messina. Stefania, mia figlia, per la tesi di laurea aveva scelto la migrazione dei rapaci, per cui ha iniziato ad andare in Calabria per poter stendere la tesi. Tutti gli anni, dalla fine di Aprile a metà Maggio, avviene il passaggio dalla Sicilia alla Calabria degli uccelli migratori provenienti dall'Africa. Io l'ho seguita per due anni, ed ho assistito ad uno spettacolo meraviglioso. Un giorno che il tempo non era sereno, gli uccelli volavano quasi raso terra, e noi tutti distesi a terra ad osservarli. La luce filtrava attraverso le loro ali, che si spiegavano, ed apparivano quasi trasparenti e con varie tonalità di colori. Ali grandissime. Si vedevano passare aquile reali, falchi, cicogne nere (non sapevo neppure che esistessero), ed i presenti, conoscitori ed esperti, sapevano individuare anche il sesso. Tantissime persone, di varie età e varie nazionalità, innamorati tutti di questi animali meravigliosi. Questi conoscono la rotta perfettamente e la ripetono da generazioni partendo dall'Africa in primavera verso luoghi più freschi, e ritornando in Africa in autunno. E' stata fatta una ricerca per verificare la conoscenza della rotta. Sono stati portati degli uccelli migratori lontano dal luogo di partenza, per depistarli. Loro sono prima ritornati al luogo di partenza conosciuto, per poi riprendere la rotta. Sono meglio degli uomini, che hanno bisogno della bussola, delle stelle, e nei tempi moderni del radar per non perdere la rotta.

Da Kataweb consigli per l'uso corretto del congelatore

Congelare risparmiando: dieci idee per organizzare il freezer
Salvare un prodotto in scadenza, cucinare in gran quantità e porzionare per avere cibo sempre pronto quando c'è poco tempo per mettersi ai fornelli. Il congelatore spesso si trasforma in un deposito disordinato, dove inseriamo di tutto e di più. Ecco alcune semplici norme per congelare correttamente gli alimenti, mantenere inalterate le loro proprietà risparmiando tempo e soprattutto denaro (testi di Katia Ancona)
Gli involucri devono: essere a tenuta stagna, non traspirabili, resistere alle basse temperature, a olio, grasso o acqua, proteggere gli alimenti dall’assorbimento di altri sapori o odori. I contenitori rigidi in plastica o vetro sono ideali per alimenti liquidi. Evitate scatole di cartone che non resistono all’umidità oppure inseritele in un sacchetto freezer. Sacchetti, carta freezer o alluminio sono adatti per i cibi che contengono poca acqua. Evitate la pellicola trasparente che non isola perfettamente gli alimenti. Ricordate di mettere l’etichetta a ogni confezione segnalando prodotto e data di congelamento
Confezionate sempre gli alimenti in piccole porzioni per rendere più rapido il processo di congelamento e facilitare poi lo scongelamento. Evitate di congelare contemporaneamente troppi cibi. Il congelamento avviene più rapidamente quando nel vano del freezer sono già presenti altri alimenti congelati
Non inserite cibi caldi nel congelatore. Oltre a riscaldare l'ambiente interno, consumando maggiore energia per raffreddarlo, il calore causa anche la formazione di brina, una pellicola isolante che aumenta il consumo di energia per mantenere bassa la temperatura. Pulite regolamente il freezer dalla brina per risparmiare in bolletta e fate raffreddare i cibi a temperatura ambiente prima di congelarli.
Le bruciature da congelamento rovinano anche gli alimenti migliori, rendendoli gommosi e alterandone i sapori. Per evitare la formazione di cristalli di ghiaccio il congelatore deve rimanere a una temperatura costante, quindi: non aprite continuamente il congelatore e non indugiate troppo nella ricerca del cibo
Riempite una bottiglia d’acqua (non completamente) e congelatela. Vi aiuterà a mantenere stabile la temperatura del freezer, a utilizzare meno energia per raffreddarlo e vi consentirà di mantenere i cibi più a lungo in caso di blackout.
Gli odori (per soffritti, sughi e carni…) comprati singolarmente in negozio possono essere molto più cari rispetto all’acquisto di una pianta intera. Se sul balcone avete ancora basilico, prezzemolo, menta o altre piante aromatiche potrete congelarle. Raccogliete le foglie, lavatele e asciugatele, poi sminuzzatele. Mettete il composto ottenuto nelle vaschette di plastica usate per fare il ghiaccio. Coprite con acqua (oppure brodo o olio) inserite in un sacchetto freezer e riponete nel congelatore. In alternativa lavate e asciugate bene le foglie e poi mettetele nei sacchetti cercando di far uscire quanta più aria possibile. Le foglie si ammaccheranno un po’ ma se usate cotte manterranno inalterato il loro aroma.
Se volete congelare le verdure: pulitele, lavatele e tagliatele. Se necessario sbollentatele: questo processo rallenta o, in alcuni casi, blocca l’azione degli enzimi che possono causare la perdita di sapore, colore e consistenza. Poi raffreddatele, sgocciolate e mettete nei contenitori. Per utilizzarle: cuocetele direttamente senza farle scongelare.
Frutta: sbucciatela, tagliatela a fette o a pezzi, lasciando interi frutti e bacche. Ricordate che la frutta scongelata perde consistenza quindi usatela cotta o per fare frullati.
Per congelare correttamente il pesce: lavatelo e asciugatelo. Congelate interi i pesci piccoli e sfilettate o tagliate in tranci quelli grossi, separando i vari pezzi con foglietti di carta.
Un ultimo suggerimento: qualcuno consiglia di tenere per 24 ore nel congelatore un hard disk compromesso. Scadute le 24 ore inseritelo velocemente nel pc. Potrebbe tornare a funzionare oppure potrebbe consentirvi di recuperare i dati prima di dirgli addio per sempre. Da provare come ultima spiaggia…

venerdì 12 marzo 2010

consigli verdi per economia domestica

Riporto qui quanto pubblicato da greentips per consigli di economia domestica, l'unico commento è che per me i vetri è meglio pulirli solo con acqua e carta di giornale.


L’impronta che l’uomo sta lasciando sul mondo è profonda e se non cambieremo le nostre abitudini sarà sempre più difficile mantenerlo in salute.

Vi segnaliamo alcuni semplici consigli che si possono mettere in pratica quotidianamente nella pulizia delle nostre case. Le nostre abitazioni saranno pulite a fondo e profumeranno anche se non useremo prodotti chimici, senza contare il risparmio economico!

Il primo vero consiglio che vi suggeriamo è che, nel caso vogliate continuare a usare prodotti industriali, basta metà dose di quelle consigliate. Sembra incredibile, ma è così! Usare dosi intere o maggiori rispetto a quelle indicate sulle confezioni da l’impressione di ottenere più pulito. In realtà il prodotto in più si deposita sulle superfici, rilasciando continuamente sostanze nocive.

Se non avete tempo di creare i vostri detersivi in casa, o preferite la comodità del prodotto finito e pronto all’uso, suggeriamo di acquistare almeno i detersivi alla spina o ecologici.

Per pulire i piatti si può riciclare l’acqua di bollitura della pasta, ha un potere sgrassante molto forte. Nell’ultimo risciacquo si può usare l’aceto: lucida e toglie gli odori. Un mix di acqua, aceto e bicarbonato e anche una manciata di sale grosso è un ottimo sgrassante ed elimina bene i residui (attenzione, si crea una schiuma effervescente che sprigiona ossigeno. Se lavate le bottiglie, attenzione a non eccedere con questa miscela o schizzerete aceto per tutta la cucina! Se le padelle sono particolarmente incrostate, potete far bollire acqua e bicarbonato. Così come potete usare una pasta ottenuta sempre con il bicarbonato per pulire a fondo i fornelli. Questo è un ottimo sistema anche per pulire il forno: funziona ancor meglio se il forno è tiepido. Con uno o due colpi con la spugna pulita si eliminano tutti i residui di bicarbonato.

Il frigorifero si pulisce bene e senza utilizzare prodotti chimici (che potrebbero contaminare il cibo) con acqua e aceto tiepidi. Si sgrassa e si eliminano gli odori senza troppa fatica. Per eliminare gli odori, si può lasciare una vaschetta con del bicarbonato (anche il portauova, se non utilizzato, è perfetto).

I pavimenti si possono lavare con acqua calda e aceto bianco (un bicchiere in un secchio). Più l’acqua è calda, più scioglie lo sporco. I pavimenti in legno si possono invece passare con la sola acqua e poi la cera d’api (o altre cere naturali).

Il bagno richiede un po’ più di cura. Se per togliere il calcare dai rubinetti basta aceto e bicarbonato e per il pavimento acqua e aceto, per il wc è meglio affidarsi – una volta ogni tanto – a prodotti più specifici, per eliminare ogni battere. In commercio esistono prodotti ecologici adatti. Lasciare lo scopino in ammollo con aceto e bicarbonato, però, è sempre una buona abitudine, se fatto con costanza.

Il modo migliore per pulire i vetri è, ancora una volta, l’acqua e aceto. Verranno subito puliti e senza aloni e le gocce di pioggia esterne spariscono al massimo con la seconda passata (dipende anche dalle condizioni in cui si trovano i vetri da trattare).

Se aveve invece bisogno di un disgoragante (a volte capita) pensate innanzitutto a cosa ha ingorgato le tubature e a come non commettere più l’errore (spesso è una mancanza di cura in ciò che si lascia cadere nel lavandino). Poi si possono usare le classiche spirali, sifoni e ventose. Versare dell’acqua bollente su un paio di pugni di sale grosso e bicarbonato (lasciandolo agire un po’) dovrebbe risolvere il problema. Il bicarbonato svolge anche un’azione antiodore e sgrassante.

Per i mobili, non ci sentiamo di dare particolari indicazioni: è solo negli ultimi anni che sono stati introdotti sul mercato prodotti chimici, irritanti e nocivi, per la loro pulizia. Da sempre si sono utilizzati cera e olio, di facilissima reperibilità in ogni supermercato. Basta continuare con questi prodotti naturali: lucidano e proteggono come nessun altro prodotto nato recentemente.

Veniamo ora a una serie di piccoli consigni per ogni evenienza:

Se vi macchiate con il caffè, basta buttarci sopra immediatamente acqua frizzante mista ad aceto e strofinare un po’. Se la macchia è già asciutta, andrebbe tamponata con glicerina per ammorbidirla, poi sfregata con acqua ossigenata e sapone di marsiglia. Un po’ laborioso, ma dal sicuro risultato.

le macchie di latte possono emanare odori, se lasciate asciugare troppo. Se la macchia è fresca, basta pulire con acqua e sapone di marsiglia. Se è già secca, versarci sopra alcune gocce di limone e poi lavare con acqua molto calda e sapone.

Il dentifricio si elimina con acqua e aceto. Il cioccolato con glicerina e tuorno d’uovo, sciacquati dopo un po’ con acqua tiepida.

Il te è forse la macchia peggiore: se il danno è appena stato fatto, si deve siacquare subito con acqua e perborato, altrimenti si deve avere molta cura di passare la macchia con acqua bollente e perborato, lasciando agire, spostando il getto dell’acqua calda (colato con lentezza) dal bordo della macchia verso il centro. Se occorre, si ripete questa operazione prima di passare al bucato. Ricordatevi che il te viene ancora usato per tingere i tessuti, donando un’aria anticata.

Il lucido da scarpe si elimina con dell’alcool. Puro sui tessuti chiari, un po’ diluito su quelli scuri.

Le macchie di unto si assorbono con farina di mais (se vi macchiate al ristorante, evitate gli spray: fanno più danni che altro). Oppure potete gettare un po’ di acqua frizzante. Evitate anche il talco, perchè non assorbe molto il grasso. Una volta asciugata la macchia, potete strofinare del sapone di marsiglia asciutto e dopo procere con il consueto lavaggio.

Se vi macchiate con il vino bianco, tamponate con aceto bianco. Se vi macchiate con vino rosso, si può procedere in diversi modi: potete cospargere la macchia con sale fino, usando una bacinella che tenda bene la stoffa e da una distanza adeguata (anche un metro) ci versate sopra lentamente dell’acqua bollente (l’acqua, cadendo nella bacinella, porterà con sè il vino), oppure potete versarci sopra del latte scremato bollente. Ovviamente dopo si potrà lavare con cura il capo macchiato.

Le macchie verdi causate dagli spinaci si attenuano strofinandole con una patata tagliata. Lavate poi con sapone di marsiglia.

L’uovo si elimina con acqua fredda e sale spazzolati con una spugna. Se usate l’acqua calda, rischiate di “cucinare” l’uovo e peggiorare la situazione.

Se cade della cera di candele sulla tovaglia, prima congelate il tessuto in freezer (la cera, indurendosi, cadrà a pezzi) e poi togliete il residuo stirando la tovaglia tra due fogli di carta assorbente.

Se avete sbagliato il bucato e avete macchiato i bianchi con qualcosa di colorato, mettete tutto in ammollo con acqua e abbondante bicarbonato, coprite con foglie di alloro e lasciate agire una notte intera.

Se invece avete della biancheria che è ingiallita perchè è rimasta chiusa nei cassetti (è colpa degli sbiancati usati nell’ultimo lavaggio), lasciatela in ammollo in acqua fredda e perborato e lasciate agire. Se volete nuovamente riporre la biancheria nei cassetti senza ulteriori ingiallimenti, basta incartarli nella carta velina.

C’è un rimedio anche per i segni di bruciatura lasciati dal ferro da stiro: se il danno è lieve, basta passare la parte bruciata sotto l’acqua fredda e tamponare quindi con succo di limone. Altrimenti basta versarci dell’acqua ossigenata e puntare il vapore del ferro finchè la macchia scompare.

Vi sembra che questi consigli siano stati utili? Ne volete altri? Ci daremo da fare per scovare altri rimedi green!

giovedì 11 marzo 2010

Pane

Il pane per me è un alimento sacro. Io faccio parte di quella generazione che pensa che sia un sacrilegio buttare il pane. Forse perché sono nata quasi alla fine della grande guerra, e certamente non c'era molto da mangiare, anche quando sono diventata grandicella, ed anche un piccolo pezzo di pane era una grande cosa.
Ora sono più le volte che lo faccio da sola, specialmente quando non devo andare dalle nipotine. La cosa è nata per gioco, ed ora è diventata una passione. La mia dispensa è piena di varie farine, perché il bello è farlo ogni volta diverso, usando sia il grano duro, che la farina integrale, che la farina O, e alcune volte tutte mischiate. E poi qui al paese abbiamo un bellissimo mulino, per cui la farina che acquisto è stata macinata da poco. E' quasi un piacere sensuale, quando lo si impasta, si modella, fino a quando diventa una bella pagnottella, molto elastica e liscia. E lo spiare che stia crescendo bene, fino a quando acquista una giusta dimensione! Quindi il forno acceso, prima ad una temperatura superiore, per la crosta, poi ancora una temperatura più bassa per la cottura. E che devo dire di quando esce dal forno, fragrante, profumato, che mi fa venire l'acquolina in bocca? E subito, via, stacco un pezzetto per assaggiare la mia specialità ancora calda.

mercoledì 10 marzo 2010

Inizio di primavera



Fa veramente freddo, ma sebbene ci sia questo tempo piuttosto invernale, l'albicocco è fiorito. Quest'anno è meraviglioso, i rami sono stracarichi di fiori, e promettono un buon raccolto. Forse sarà per tutto quello che ho messo sul terreno ai piedi della pianta, e cioè parecchio stallatico di cavallo, pannello di neem e cenere di legna, oppure perché l'albero ha ora dodici anni.Io amo veramente questo albero, il cui tronco è diventato enorme, e qualche volta lo accarezzo come per far sentire questo mio sentimento alla pianta. Ma, chissà se le piante captano i sentimenti umani.

domenica 21 febbraio 2010

Discorso "Wedding speech"

Oggi abbiamo rivisto il filmato del matrimonio di nostra figlia in Inghilterra. E' una cerimonia completamente diversa da quella italiana, anche nel rito civile. E' identica a tutte quelle immagini che si vedono nei film. Durante il pranzo, poi, è usanza che i familiari dello sposo e della sposa facciano un discorso che deve essere una presa in giro degli sposi. Nando è stato incaricato di fare il suo. Certo ce lo siamo fatto tradurre dalla nostra professoressa di Inglese, che ha apprezzato moltissimo l'ironia del discorso. Al momento della lettura Nando ha incaricato un nostro amico inglese che si è prestato volentieri. Questo è il discorso in italiano:

La prima cosa che viene in mente, ed è banale, è che questo giorno per la mia famiglia è un giorno felice e fortunato.
Fra i tanti episodi uno sovrasta gli altri nella mia memoria. Una telefonata tra me e Stefania in cui Lei affermava che il suo vivere in Inghilterra era troppo oneroso per le finanze della famiglia; io la rassicurai che non erano soldi sprecati, bensì un importante investimento per il futuro, e ciò si è dimostrato. Infatti, ora Giulia ed io siamo finalmente liberi dall’incubo che Stefania possa ritornare.
Prima di partire per l’Inghilterra un mio amico, vedendomi euforico, mi ha domandato il perché di tanta felicità. Gli ho risposto che un certo Peter Horne si accollava l’onere di vivere con Stefania.
Lui, congratulandosi per il colpo di fortuna capitatoci, mi disse che il nome Horn o Horne, tanto la pronuncia è sempre la stessa, era famoso e che un Horne aveva dato il suo nome alla località di Capo Horn e di Little Big Horn (dove si svolse una famosa battaglia tra Pellerossa e Giacche Blu) e si chiedeva se non fosse lo stesso malcapitato che si sarebbe accollato Stefania. Risposi che non ne nero certo ma, data l’età degli sposi, poteva essere probabile.
Anzi, col fatto di aver mandato Stefania in Inghilterra, sono stato indagato di esportazione illegale di antichità romane..
Per inciso, io e mia moglie, abbiamo libera circolazione in quanto l’UNESCO ha dichiarato i Fossili patrimonio comune dell’umanità, e in quanto tali, godibili e fruibili in ogni angolo della terra.
I miei complimenti vanno ai restauratori, non posso chiamarli truccatori, che usando le tecniche applicate per il restauro del Cenacolo di Leonardo e la Cappella Sistina di Michelangelo, hanno permesso a Stefania di presentarsi a noi. Comunque, si da il caso, che si restaurano solo le opere d’arte.
Ringrazio Frank e Mary di avere generato Peter che, amando le opere d’arte, ha permesso che Stefania non rimanesse zitella (nubile).
Posso comunque aggiungere che, forse colpiti dalla sindrome di Stoccolma, Stefania c'è mancata, ci manca e ci mancherà sempre perché le abbiamo voluto bene, le vogliamo bene e sempre gliene vorremo.
Ma se è felice lei, non possiamo che esserlo anche noi, non trascurando anche le cose dette in precedenza.
E Peter? Crediamo che sia felice anche lui. Infatti, sposando Stefania, ha dimostrato un’enorme dose di incoscienza e irrazionalità, e tutte le persone incoscienti e irrazionali sono felici.

Ritorno

Evviva, sta tornando! Si sente nell'aria, si vede qualche volta dal cielo. E' la primavera! L'aria oggi era dolce, si poteva stare in giardino benissimo senza ulteriori maglioni. Gli uccellini che cinguettano e si rincorrono. Un pettirosso si è avvicinato persino a casa, e si è avventurato nel patio, curiosando. E le gemme? Gli alberi ne sono pieni, il mio albicocco quasi sbotta, per quante ne ha, sembra una promessa per una buona fioritura, e successiva fruttificazione. Le rose piene di gemmine rosa, anche loro promettenti una bellissima fioritura. E i gatti?
Quel puzzone di fichetto è stato due giorni via, sicuramente a conquistare qualche gattina del vicinato. Per fortuna è un po' timido, quindi non si allontana tanto, perchè non molto distante c'è la strada frequentatissima da macchine veloci, che fanno una veria moria di mici. Oggi si è ripresentato, dimagrito e affamatissimo.
I bambini del vicinato tutti a giocare nella nostra stradina, che è chiusa al traffico; qualche volta vengono nel mio giardino, ben attrezzato con un' altalena a tre posti.

venerdì 19 febbraio 2010

Deodorante biologico

Composto da allume di potassio questo cristallo salino di origine vulcanica elimina gli odori sgradevoli della traspirazione e, fondamentale, non influisce sulla normale traspirazione della pelle.

Il cristallo deo agisce creando un ambiente inospitale ai batteri e microrganismi che amano insediarsi nelle zone umide del nostro corpo. Sono loro i veri responsabili degli odori indesiderati. Questo cristallo ne limita la riproduzione agendo quindi in primo luogo come antibatterico naturale.

Usato nei paesi asiatici sin dall'antichità il cristallo di allume di potassio è un parente stretto del ben noto allume di rocca, emostatico dopobarba. E´ ipoallergenico, inodore e adatto a tutti i tipi di pelle. Agisce per 24 ore e può essere usato assieme al profumo preferito. Non lascia tracce sulla pelle.

Questo cristallo deodorante si passa umido sulle zone interessate una o più volte al giorno.

Alcune delle virtù poco conosciute del cristallo di allume

Fa regredire l'herpes labiale visibilmente in breve tempo.

Aiuta la cicatrizzazione di tessuti cutanei in caso di piccoli tagli o abrasioni.

Fa scomparire all’istante l’odore di pesce, aglio o cipolla sulle mani se lavate sotto l’acqua.

Calma irritazioni cutanee dopo la rasatura.

E´ economico e di lunga durata. Usato normalmente il pezzo che tenete in mano durerà dai 3 ai 5 anni!

In taluni paesi il cristallo di potassio è altresì apprezzato per i suoi effetti rassodanti e tonificanti della pelle – per esempio in prossimità delle parti intime.

Dopo l’uso si consiglia di appoggiare il cristallo sul suo dischetto in sughero affinché possa asciugare rapidamente (non appoggiare su superfici di marmo).
Il cristallo di potassio è un prodotto naturale ed ecologico, completamente biodegradabile e privo di gas nocivi o prodotti chimici.